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WIZARD – Kings Of German Steel

Da sempre i WIZARD rappresentano il lato più classico e tradizionale del metallo germanico. E da sempre il confronto con i Manowar li accompagna. Per questo, la definizione di re dell’Acciaio Tedesco non è per forza esagerata per loro, tanto più che il loro ultimo album si chiama ‘Fallen Kings’ (qui la nostra recensione). Spetta al vocalist Sven D’Anna, sangue italiano, true metaller fino al midollo e vecchio amico, raccontarci qualcosa di più, partendo proprio dal disco…

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Chi sono i ‘Fallen Kings’ che citate nel titolo del disco?
“Come sempre nei nostri testi c’è molta fantasy, ma qua e là si possono trovare anche elementi di realtà, come in ‘We Are The Masses’. Tra le altre cose, tocco temi come l’amore, l’odio, la rabbia e la guerra. Tanti sono i re che nella storia sono caduti per questi motivi. E anche se non si tratta di un concept album, sono diverse le canzoni che riprendono l’idea del titolo, i ‘Fallen Kings’.”

4 anni tra i dischi sono un periodo lungo per voi. Perché abbiamo dovuto aspettare così a lungo?
“Abbiamo avuto molto da fare. C’è stato un cambio di formazione, con Volker costretto ad abbandonare per motivi di salute. Abbiamo trovato Arnds, che conoscevamo da tempo, ma l’abbiamo dovuto introdurre al mondo dei Wizard. E’ un buon bassista, arriva da una band prog metal chiamata No Inner Limits. Ma dovevamo controllare la sua resistenza ai party. Abbiamo suonato in giro per l’Europa e ha retto. Anzi, ha subito iniziato a collaborare al songwriting, e questo ha portato aria nuova per la band. E’ stato solo dopo un po’ di concerti che abbiamo iniziato a lavorare sui pezzo di ‘Fallen Kings’, e devo dire che è stata un’esperienza molto positiva.”

E’ anche il primo disco senza il vostro storico bassista Volker. Cosa è cambiato?
“Non è cambiato molto in realtà. La sua uscita ci ha intristito molto: i Wizard non sono solo una band, sono una famiglia e non era scontato trovare qualcuno in grado di entrare nel modo giusto. Conosco Arndt da quando andavo a scuola, e quando si è offerto di entrare abbiamo accettato immediatamente. Si è impegnato molto sul nuovo album, ha portato un sacco di buone idee.”

Se non sbaglio, era proprio Volker ad occuparsi dei testi. Come avete affrontato questo aspetto stavolta?
“Volker ed io abbiamo scritto la gran parte dei testi insieme. Lui è uno che legge molto e ha un sacco di fonti di ispirazione. Ma anch’io ho scritto molti pezzi per i Wizard. Assieme, eravamo un team molto forte, che si trattasse dei testi o delle composizioni in generale. Ma come sempre nella vita, devi essere pronto a camminare su percorsi nuovi. Così stavolta ho scritto i testi da solo e diversi pezzi del disco sono nati da mie idee. E’ stato davvero piacevole, e sono molto orgoglioso del risultato.”

Diverse tra le nuove canzoni hanno a che fare con il concetto di fratellanza. Quanto conta per voi?
“E’ una cosa molto importante, per me e per tutta la band. L’heavy metal unisce persone di tutto il mondo, come in una grande famiglia, ed è una cosa eccezionale. Certo, ci sono rapporti più o meno personali, ma è bello sentire di far parte di questo mondo nel suo complesso.”

Ormai siete vicini ai 30 anni di storia. Quali sono le sensazioni legate a un traguardo del genere?
“Se mi guardo indietro oggi sono molto soddisfatto. Abbiamo suonato in un sacco di festival noti. Abbiamo viaggiato in Europa e negli Stati Uniti. Abbiamo raccolto tante esperienze ed abbiamo festeggiato in mille modi. Ma la cosa più bella è che dopo 30 anni siamo ancora qui, con la nostra musica. Sono felice dei fan fedeli che abbiamo e che continuano ad aggiungersi. Da quando è uscito ‘Fallen Kings’, su Facebook ci hanno contattato in tanti per la prima volta. Le reazioni dei fan vecchi e nuovi, ma anche della stampa, sono state molto buone. Se tutto va bene, il 2018 sarà un altro anno importante nella storia dei Wizard, porteremo la nostra musica dall’altra parte del mondo, in posti dove non siamo stati ancora.”

In un tempo così lungo, sono più gli aspetti positivi o quelli negativi?
“In ogni caso, gli aspetti positivi sono stati decisamente di più. Personalmente, la famiglia Wizard è un unico grande aspetto positivo. Se la devo descrivere penso sempre a una coppia: ci sono stati momenti difficili come è normale che sia, è umano e di solito sono andati via così come sono arrivati. Dal punto di vista musicale abbiamo sempre fatto quello che volevamo, restando fedeli a noi stessi. L’unica cosa che considero davvero negativa è la produzione di ‘Magic Circle’: mi piacerebbe davvero poter registrare di nuovo quel disco.”

Dal punto di vista musicale, come dobbiamo considerare ‘Fallen Kings’ rispetto ai vostri dischi passati?
“Secondo me è un passo indietro, verso le nostre radici. Diretto e ricco di potenza, senza tastiere e in your face. Di solito dopo le registrazioni mi devo prendere una pausa dai pezzi nuovi, ma stavolta non è successo. Ancora oggi, ascolto ‘Fallen Kings’ almeno una volta al giorno, e continua a piacermi. Alcuni fan dicono che sia il nostro miglior disco dopo ‘Odin’, altri il migliore di sempre. Non posso dire nulla, mi manca ancora la distanza dal nuovo lavoro. Ma se i fan sentono una magia, vuol dite che abbiamo fatto le cose nel modo giusto.”

Avete già chiaro quali tra i nuovi pezzi potranno diventare futuri classici dal vivo?
“Aspettiamo i prossimi concerti per dirlo. Ma credo che ‘Liar and Betrayer’, ‘We Are The Masses’ o ‘Live Your Life’ abbiano la stoffa per essere amati. Ma anche ‘Wizard Until The End’ potrebbe diventare un inno dal vivo. Fammi ringraziare i nostri fan italiani, spero che davvero potremo tornare presto in Italia! Tenetevi informati sulla nostra homepage o sulla pagina Facebook, per tutto quello che riguarda la band, date comprese. “

“Sandro, grazie per questa intervista (in italiano /nda).”

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Discografia:
Son of Darkness (1995)
Battle of Metal (1997)
Bound by Metal (1999)
Head of the Deceiver (2001)
Odin (2003)
Magic Circle (2005)
Goochan (2007)
Thor (2009)
… of Wariwulfs and Bluotvarwes (2011)
Trail of Death ( 2013)
Fallen Kings (2017)

Line-up:
Sven D’Anna – voce
Dano Boland – chitarra
Michael Maaß – chitarra
Arndt Ratering – basso
Soeren van Heek – batteria

 

 

 

 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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