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WIZARD – ‘Fallen Kings’

Chissà se i ‘Fallen Kings’ cui fanno riferimento nel titolo i Wizard sono i Manowar. Probabilmente no, anche se da sempre la band tedesca è stata fortemente legata al suono e all’attitudine della band di Joey DeMaio. Nel corso degli anni la band di Bocholt ci ha regalato molti esempi di questa devozione, musicali e soprattutto testuali. Esempi che non mancano nemmeno in ‘Fallen Kings’: se ‘Father To Son’ riprende il concept della storica ‘Defender’, titoli come ‘Brothers In Spirit’ e ‘Wizard Until The End’ parlano in questo senso una lingua chiara, quella di una band che senza il minimo compromesso è ormai arrivata a sfiorare i trent’anni di carriera. E fosse solo questo, merita rispetto. Sven D’Anna e i suoi compagni hanno messo subito le carte in tavola: il loro è sempre stato un heavy metal diretto e potente, quadrato e anthemico, ideale per fare headbanging davanti al palco. Tutto il resto va in secondo piano, e ‘Fallen Kings’ non fa eccezione. Dalla furiosa opener ‘Liar and Betrayer’ alla massiccia ‘Frozen Blood’ – la conclusiva ‘You’re The King’ si rivela in realtà un mezzo passo falso… – i Wizard ci offrono uno spaccato esauriente del loro repertorio, tra brani cadenzati e pezzi più spediti, tutti accomunati da una certa linearità di fondo – anche se spiccano in positivo le variazioni acustiche di ‘Brothers in Spirit’… Alla fine ‘Fallen Kings’ si rivela un disco solido ma senza sorprese, come del resto i Wizard da anni ci hanno abituato. Chi li ama, continuerà ad amarli. E chi non li sopporta non cambierà di certo idea…

Tracklist:
01. Liar and Betrayer
02. We Are the Masses
03. Live your Life
04. Brothers in Spirit
05. White Wolf
06. Wizard Until the End
07. Father to Son
08. Let Us Unite
09. Frozen Blood
10. You’re the King

Line-up:
Sven D’Anna – voce
Dano Boland – chitarra
Michael Maaß – chitarra
Arndt Ratering – basso
Soeren van Heek – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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