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WITHERFALL – Triumph and Tragedy

Trionfo e tragedia. Due elementi che spesso nell’heavy metal si trovano fianco a fianco. Come per i Witherfall. Il trionfo di ‘Nocturnes And Requiems’, debutto autoprodotto acclamato ovunque (qui la nostra recensione), dal grande magazine alla piccola webzine specializzata. La tragedia del drummer Adam Sagan, scomparso prima ancora che il CD venisse ultimato e pubblicato.  Vista la qualità della band, ci siamo subito messi in caccia, finché non abbiamo bloccato il singer Joseph Michael…

WITHERFALL
‘Nocturnes and Requiems’ sta raccogliendo commenti e recensioni eccellenti ovunque. Quali sono le tue sensazioni in merito?
“Siamo felicissimi di come sta venendo accolto il disco. Personalmente, ero consapevole della qualità della musica che abbiamo scritto, e credo anche che siamo riusciti a catturarla in modo ottimale su disco. Ma vedere che anche gli altri pensano la stessa cosa è una grande soddisfazione!”

Perché il disco è uscito autoprodotto? Scelta o necessità?
“Scelta. Abbiamo deciso di autoprodurci, così siamo rimasti in possesso dei master. Senza contare che Jake ed io abbiamo un’idea molto precisa di quelle cha abbiamo scritto, e non volevamo avere altri cuochi nella nostra cucina, per usare un paragone credo efficace.”

Come sono nati i Witherfall? Cosa vi ha portato a formare questa band?
“Jake ed io suonavamo prima in un’altra band (i White Wizzard /nda). Quando la band si è sciolta, ci siamo trovati per capire se potevamo scrivere ancora musica insieme. La base di ‘Nocturnes and Requiems’ è nata con Jake ed io insieme a un paio di chitarra e carta bianca su cui scrivere musica. Adam Sagan è arrivato dopo per aiutarci sulla parte ritmica, e la band è nata così. Anche Jake e Adam avevano suonato insieme in passato, in un EP.”

Come nascono i vostri pezzi? Avete un processo in qualche modo definito per il songwriting?
“Jake ed io ci mettiamo lì con le nostre idee e cerchiamo di svilupparle man mano, insieme o ognuno sulle proprie. Se ascolti con cura, puoi ascoltare melodie che sono davvero profondo e particolari. E’ qualcosa che secondo noi ci rende abbastanza unici, ed è quello che ci distingue dal 99% delle altre metal band in circolazione.”

Nel disco, io sento tanto US metal delle più diverse tipologie, con elementi anche molto differenti tra loro… Vi ponete una qualche direzione quando scrivete?
“Non abbiamo una direzione particolare, scriviamo solo musica. E ci piacciono chitarre distorte e produzioni heavy. Abbiamo probabilmente più in comune con i Queen che con gli Slayer, e sicuramente più con Mozart che con i Five Finger Death Punch.”

Ti cito alcune delle band che ho menzionato nella recensione del disco: Sanctuary, Iced Earth, Symphony-X. Savatage – e Chuck Schuldiner per il suo guitarwork. Ho sbagliato?
“Personalmente sono un grande fan dei Savatage, ma non ho mai ascoltato un disco dei Symphony-X dall’inizio alla fine. Credo che i Nevermore siano più vicini a noi di quanto non possano essere i Sanctuary. Alla fine le influenze che abbiamo sono tante, troppe per nominarle tutte.”

Il vostro batterista Adam Sagan è scomparso durante le fasi di produzione dell’album. C’è un qualche legame tra la sua fine e le atmosfere oscure che non mancano di certo sul disco?
“In realtà Adam è mancato quando il disco era già stato registrato. Eravamo impegnati nel mixaggio quando è successo. Ed era stato scritto prima ancora che sapessimo della sua malattia. Il prossimo disco sarà senz’altro più cupo, e quello che è successo a lui avrà la sua influenza. La cosa particolare è che la famiglia di Adam gli ha suonato il disco in punto di morte, e durante la cerimonia funebre ci hanno detto che non capivano come i testi del disco fossero così profetici. Durante le fasi della produzione sono successe diverse cose strane. La voce cupa che senti all’inizio di ‘Nobody Sleeps Here…’ non è nostra. E’ una specie di interferenza che Jake ed il nostro engineer Ralph Patlan hanno registrato per caso attraverso gli speaker. Credo ancora che i motivi per cui non è riuscito a terminare il mix fossero le sue paure irrazionali di fantasmi e cose del genere.”

Ho letto che era stato lui a suggerire il titolo ‘Nocturnes and Requiems’…
“Vero… Avevamo iniziato a usare la parola Requiems e a giocare con un titolo di Stephen King, come ‘Nightmares and Dreamscapes’. In qualche modo, Adam ha messo assieme le due cose con un pizzico di personalità, e ci siamo accorti subito che era un titolo perfetto per le atmosfere dei pezzi.”

Qual è stata la sua personale influenza sul disco?
“Adam era un grande fan del drumming più estremo. Il suo gusto ha aggiunto al disco una discreta pesantezza, ma anche il suo tocco elaborato, in particolare sui piatti, ha reso il nostro suono ancor più personale.”

Come stanno le cose attualmente per la band? Annuncerete un nuovo batterista, e magari qualche data dal vivo?
“Stiamo testando alcuni drummer e, se tutto va bene, avremo presto un annuncio ufficiale. Al momento però non ti posso ancora dire nulla. In tema di live, posso già dirti che il 2018 sarà l’anno dei festival. Ma ancora, se tutto va bene, potrebbe esserci qualche data singola prima, forse anche qualcosa di più.”

Discografia:
Nocturnes and Requiems (2017)

Line-up:
Joseph Michael – voce, tastiere
Jake Dreyer – chitarra
Anthony Crawford – basso
Adam Sagan – batteria

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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