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WITCHUNTER – Back With A Vengeance

I WITCHUNTER si sono concessi una lunga pausa, ma sono tornati per restare. ‘Back On The Hunt’ ha riportato sulla scena la band abruzzese, con un suono più maturo, maggiormente orientato verso i classici. Dopo aver recensito il disco, siamo andati a scoprire i suoi segreti in compagnia del chitarrista Federico “Ace” Iustini:

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Da ‘Crystal Demons’ a ‘Back On The Hunt’ sono passati ben 6 anni. Come sono cambiate le cose nella band in questo periodo?
“Il cambiamento principale che ha coinvolto la band in questi anni è stato il passaggio alla formazione a cinque. L’aggiunta di un chitarrista, tra l’altro rappresentato dal rientro in formazione di Silvio “Chuck” Verdecchia, che aveva precedentemente ricoperto il ruolo di bassista sin dal nostro primo demo, ci ha dato l’opportunità di addentrarci maggiormente in armonizzazioni ed arrangiamenti che inizialmente, in particolare in sede live, non era possibile affrontare. Inoltre è chiaro che la presenza di due chitarre ha incrementato anche l’impatto sonoro in sede live. Da evidenziare inoltre l’entrata in formazione del batterista Luca “The Filter” Cetroni, un batterista dal grandissimo talento ed esperienza.”

Come sono nati i brani nuovi? E’ cambiato qualcosa nel modo di comporre?
“Il modo di comporre è rimasto in linea di massima invariato. Io mi occupo della stesura dei brani e Steve, che ricopre il ruolo di cantante, si occupa di quasi tutti i testi. Chiaramente tutto ciò riguarda solo la fase iniziale della composizione; tutti i brani vengono arrangiati da tutta la band ed il risultato finale è frutto di un grande lavoro di gruppo e di ore trascorse insieme in sala prove.”

Il suono della band si è sicuramente fatto più vario, oltre che più ricco di richiami all’hard rock. Si tratta di un’evoluzione naturale?
“Assolutamente. Componiamo ed abbiamo un approccio molto naturale e sincero verso ciò che facciamo. L’approccio in sé non è cambiato di molto, ciò che forse ha influito principalmente sul suono della band e sulla varietà emersa su questo album è stato il fatto che in questi anni ho continuato a sviluppare, chitarristicamente parlando, un modo di suonare ed un approccio molto vicino ai chitarristi di scuola Hard Rock. In questo album mi sono spinto abbastanza verso questa direzione e ciò ha indubbiamente influito sulle composizioni, sull’approccio della band e sugli arrangiamenti. Inoltre anche l’entrata nella band del nuovo batterista, Luca “The Filter” Cetroni ha avuto chiaramente un grande impatto sul nostro sound, grazie alla sua personalità, artistica e musicale, e la grande tecnica espressa sullo strumento.”

Sono cambiati in parallelo anche i gusti musicali personali all’interno della band?
“Direi di no.. anche se chiaramente con il passare degli anni la passione verso questo genere e più generalmente verso la musica, porta ad approfondire e conoscere sempre più band, più dischi e a volte a scoprire artisti straordinari che precedentemente per un motivo o per l’altro non si ha avuto l’occasione di approfondire. Fondamentalmente comunque i nostri principali punti di riferimento sono rimasti gli stessi, la NWOBHM, il Metal Europeo anni ‘80 e chiaramente l’Hard Rock, con il quale siamo cresciuti e continuiamo a “convivere” costantemente tramite gli ascolti che facciamo di tutti i giorni.”

Evidente la scelta delle due cover, Led Zeppelin e Thin Lizzy. Perché proprio loro?
“Le due cover testimoniano il nostro forte legame con l’Hard Rock. Thin Lizzy e Led Zeppelin hanno da sempre esercitato, sembra banale dirlo, una grande influenza su di noi e hanno indubbiamente contribuito alla nostra crescita musicale. Detto questo vorrei distinguere ciò che ha animato la scelta delle due cover. La scelta di ‘Achilles Last Stand’ è un tributo al brano in sé. Cerco di spiegarmi meglio. Sono un grande amante dell’album ‘Presence’ e adoro follemente il brano ‘Achilles Last Stand’ che ha da sempre esercitato su di me un fascino particolare. Un brano che ho sempre percepito come “Heavy Metal”, che ha rappresentato per tutti noi una sfida musicalmente ardua, per la concreta difficoltà di esecuzione e per il rischio di interpretare con il nostro sound un brano già di per sé perfetto in tutte le sue componenti. Il risultato è stato davvero incredibile.. è stata una grandissima soddisfazione per tutta la band che ha lavorato molto sugli aspetti tecnici del brano, sull’arrangiamento e sulle particolari sonorità presenti. Per quanto riguarda ‘Are You Ready’ c’è veramente poco da dire. Il brano è entrato subito nelle nostre corde e i Thin Lizzy, che amiamo alla follia, sono una delle nostre band preferite. Un tributo a Phil Lynott, uno dei più grandi rocker di tutti i tempi.”

Anche per la produzione avete optato per sonorità classiche e molto naturali…
“Si, la produzione dell’album risulta veramente classica e credo che per certi versi faccia in parte “respirare” l’atmosfera delle release a cavallo tra anni ’70 e ‘80 che tanto amiamo. E’ una produzione di certo particolare che si distanzia per alcuni aspetti dalla maggior parte delle produzioni attuali. Ho la “presunzione” di dire che nel contesto della scena attuale, stiamo riuscendo sempre di più ad esprimere un suono personale e riconoscibile, un aspetto per me fondamentale. Chiaramente non sto affermando che le nostre sonorità siano migliori o peggiori rispetto ad altre release contemporanee, questo giudizio riguarda il gusto personale di colui che ascolta, ma che la continua ricerca di un proprio, se pur derivativo, sound, sia al giorno d’oggi imprescindibile. Come in ogni cosa si può sempre migliorare, sperimentare ed ottenere risultati sempre migliori.. ma siamo molto fieri del risultato finale che ha rispecchiato le nostre idee attuali.”

Dove è migliorata maggiormente la band tra i due dischi? C’è qualche commento o critica passata che avete considerato lavorando sui pezzi nuovi?
“Mah.. onestamente non saprei.. forse siamo migliorati in maturità e consapevolezza. Sicuramente l’esperienza ha, come in tutte le cose, un suo valore. Dedichiamo più tempo agli arrangiamenti e alla ricerca di soluzioni che facciano funzionare i brani al meglio. Anche la ricerca e la cura del sound, come precedentemente detto, è dal mio punto di vista migliorata. Detto questo però devo dire che nonostante l’esperienza, tanti nuovi stimoli e la progressione tecnica e musicale che si acquisisce con il tempo nei confronti dei singoli strumenti, cerco di rimanere almeno in parte ancorato a quella spensieratezza e a quell’istinto che hanno caratterizzato le composizioni dei nostri primi anni. Credo che esperienza, tecnica e maturità, importantissime, debbano necessariamente fondersi con la giusta rabbia, l’istinto e la semplicità che rischiosamente, spesso, si perdono negli anni.”

L’attività dal vivo è sempre stata un vostro punto di forza. Come vanno le cose ora?
“La sfera live è probabilmente uno degli aspetti che ci piace di più. Una delle principali e più grandi soddisfazioni, grazie agli eccellenti responsi e commenti che abbiamo da sempre ricevuto in questo ambito. Amiamo preparare gli show nei minimi dettagli e trascorriamo come sempre molto tempo in sala prove al fine di offrire uno spettacolo di livello. Credo sia un obbligo e una forma di rispetto verso coloro che partecipano.. non amiamo ironia e situazioni improvvisate sul palco, cerchiamo da sempre di offrire uno show d’impatto, a livello musicale e scenico.”

Ci sarà la possibilità di suonare più spesso, magari anche all’estero?
“Per quanto riguarda l’attività live, al momento siamo abbastanza soddisfatti di come sta andando in Italia. Abbiamo suonato in varie occasioni e saremo ancora nei prossimi mesi a Roma, Bologna e in altre due occasioni rispettivamente in Puglia ed Umbria. Saremo presenti inoltre come ogni anno all’Heavy Metal Night di Martinsicuro (TE), dove insieme al festival festeggeremo i 10 anni di attività della band con uno show ad hoc e pieno di sorprese. Per quanto riguarda l’estero stiamo lavorando molto verso quella direzione. E’ in progetto ed in fase di realizzazione un tour europeo che avrà luogo con molta probabilità nell’arco del 2018. Precedentemente stiamo organizzando anche in collaborazione con la nostra label Blasphemous Art Records un mini-tour europeo che avrà luogo tra Ottobre e Novembre di quest’anno. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare te Sandro e tutta la redazione di Loud and Proud per questa piacevole intervista. Davvero complimenti e grazie per il vostro grande e costante lavoro!!! Un saluto inoltre a tutti i lettori… if it’s Loud we’re Proud!!!!
Line Up
Steve Di Leo – voce
Federico “Ace” Iustini – chitarra
Silvio “Chuck” Verdecchia – chitarra
Bastià “BloodOilDrinker” – basso
Luca “The Filter” Cetroni – batteria

Discografia:
Witchunter (demo, 2008)
Crystal Demons (2010)
Back On The Hunt (2016)

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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