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WITCHUNTER – ‘Back On The Hunt’

Ebbene sì, è colpa mia. Il nuovo lavoro dei Witchunter è da tempo nelle mie mani. Ma per un motivo o per l’altro, la recensione è sempre slittata. Oggi è arrivato il momento di recuperare, a maggior ragione perché ‘Back On The Hunt’ è un disco interessante, ricco di riferimenti non per forza scontato. Se già il precedente ‘Crystal Demons’ ci aveva offerto qualche spunto di valore, questo secondo album ufficiale – più un paio di EP – conferma i Witchunter come una realtà solida, in grado di farsi notare anche al di fuori dei nostri confini. I punti di riferimento sono gli stessi del passato, la band parte dalla NWOBHM presa nella sua versione più ruvida – Jaguar, Tygers Of Pan Tang… – e tocca man mano territori differenti, che vanno dal più classico heavy metal fino a un hard rock di ispirazione settantiana – influenza evidente nell’elaborata ‘Hounds Of Rock’, che presenta anche inediti atmosfere progressive. L’opener ‘Lady In White’ e ‘Vultures Stalking’ richiamano echi proto-speed metal alla Raven, mentre nella rockeggiante ‘Loosing Control’ fanno capolino i Motorhead. Influenze molto varie, quindi, che si mostrano man mano nel corso del disco e che danno a ‘Back On The Hunt’ una certa eterogeneità – non a caso il disco si chiude con una doppia cover, Led Zeppelin e Thin Lizzy, citati peraltro in modo competente dai Witchunter. C’è spazio per migliorare, a livello di produzione e di omogeneità del suono – troppa varietà lascia perplessi a tratti – ma ‘Back On The Hunt’ si lascia ascoltare con piacere. Senza contare che la band dal vivo è una garanzia…

Tracklist:
01. Back on the Hunt
02. Lady in White
03. Vultures Stalking
04. Hounds of Rock
05. Nightmare
06. Midnight Sin
07. Loosing Control
08. Lucifer’s Blade
09. Achilles Last Stand
10. Are You Ready

Line Up
Steve Di Leo – voce
Federico “Ace” Iustini – chitarra
Silvio “Chuck” Verdecchia – chitarra
Bastià “BloodOilDrinker” – basso
Luca “The Filter” Cetroni – batteria

 

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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