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WHITE SKULL – Più forti che mai

Chi scrive segue i White Skull praticamente dall’inizio, ne ha vissuto i passaggi, i cambi di line-up. Ora Sembra che la band vicentina abbia trovato la sua dimensione definiva, forse la più tellurica ed in grado di colpire senza far prigionieri. Il nuovo ‘Will Of The Strong’ sarà disponibile a brevissimo e noi – dopo l’anteprima esclusiva e la recensione del nuovo full-lenght – non ci siam fatti sfuggire l’occasione di far due chiacchiere col deus ex machina Tony ‘Mad’ Fontò.

Ciao Tony, è la tua prima intervista per Loud and Proud e non nego il piacere che provo a fartela proprio io… Partiamo dalla genesi di ‘Will Of The Strong’: ci puoi fare un breve riassunto di questi anni che lo hanno separato da ‘Under This Flag’ e come è nato l’album?
“Ciao Luca, è un piacere anche per me! Dopo l’uscita di ‘Under This Flag’ abbiamo iniziato una serie di concerti che ci hanno portato in giro in Italia e all’estero, tra i quali un bel po’ di Festival estivi. Esaurita la prima fase cospicua di show, dopo circa un anno dall’uscita di UTF, abbiamo iniziato a mettere giù delle idee per quello che sarebbe stato il decimo album in carriera. Da qui la strada è stata lunga, un susseguirsi di scrivere e riscrivere, registrazioni in preproduzione, abbiamo registrato anche un promo per capire come poteva suonare. Nel Frattempo non abbiamo mai mollato l’attività live che si è conclusa la scorsa estate con il Best Of Tour, che hai avuto modo di vedere anche tu… Finite le date estive ci siamo ritirati in sala prove per terminare la preproduzione, che già era a buon punto. Poi da fine novembre 2016 è iniziata la fase vera e propria di produzione e registrazione dell’album, che si è conclusa a Febbraio 2017.”

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Le tematiche affrontate sono unite da un concept, oppure ogni singola canzone è un capitolo a sè?
“Non è un concept vero e proprio, ma come tutti i nostri album tratta di un solo argomento. Quest’album è incentrato sulle figure femminili che han fatto parte della storia, delle vere e proprie Eroine. Sette songs sono dedicate a figure femminili di vari paesi, ed è curioso per l’ascoltatore andarle a scoprire, tre brani sono collegati fra loro e appartengono ad una saga vichinga che si riprende un po’ le storie di ‘Tales From the North’, ed infine il brano ‘Sacrifice’ che è un omaggio a tutti quelli che non si sono mai piegati ed hanno accettato le sfide fino a perdere la vita ma non il proprio onore.”

Il disco è stato registrato ai New Sin di Luigi Stefanini, luogo storico che ha dato i natali a tantissimi album tricolori di valore negli anni… come ti sei trovato, da produttore, a lavorare con lui su questo album?
“Noi abbiam registrato li 7 dei nostri 10 album, quindi con Luigi ci conosciamo molto bene, siamo in ottima sintonia, abbiamo lavorato benissimo e posso aggiungere che ha avuto veramente un occhio di riguardo con noi, ci credeva anche lui in quest’album. Come produttore, di conseguenza, mi son trovato bene, ci siamo trovati d’accordo su tutte le scelte.”

Non che ‘Under This Flag’ fosse un brutto album, per carità… ma ho notato che nel nuovo album c’è una freschezza di riffing, nonchè nuove soluzioni che innalzano le canzoni ad un livello superiore, sorprendendoti quindi!
“Ti ringrazio per il complimento, quindi posso dire che è un album che ha centrato il proprio obiettivo. Sono sincero abbiamo prestato attenzione ad ogni particolare per cercare di catturare l’attenzione dell’ascoltatore e di non annoiarlo mai, più lo ascolti e più si scoprono dei dettagli. Per quanto riguarda il riffing, Danilo ne è un maestro, sopratutto della scuola moderna, abbiamo quindi saputo miscelare sapientemente lo stile dei Teschi con qualcosa di più fresco.”

In particolare Federica l’ho sentita particolarmente brillante su queste nuovi brani…
“Assolutamente si, anche Federica ha sfruttato a pieno le sue capacità, utilizzando la voce in tutti i registri e modi, una voce più aperta e completa rispetto al passato.”

Adoro letteralmente ‘Grace O’ Malley’… il tuo pensiero su questo brano in particolare?
“E’ un brano bellissimo, piace molto anche a me, pensa era uno dei 3 brani che componevano il promo.”

Quale pezzo di ‘Will Of The Strong’ senti “più tuo” e perchè?
“Ho qualche preferenza ma non faccio discriminazioni, mi piacciono tutti. Nessuno di questi brani lo sento più mio in quanto il lavoro di gruppo su questo album è stato ai massimi livelli, ognuno c’ha messo del proprio.”

So della tua passione sugli alieni: in futuro un concept dedicato a loro, dici che ce lo potremo aspettare?
“Ahahah… magari su un album solista, parlai degli alieni e storia affini nell’album ‘XIII Skull’, nell’epoca Gus scrivevo io i testi, ma ora che è tornata Federica dei testi se ne occupa lei…”

Danilo si è rivelato in questi – quasi – quindici anni l’axeman perfetto per il Teschio, dopo l’abbandono di Nick Savio… non ci sono mai stati momenti di tensione tra voi? L’affiatamento non è mai scemato?
“Danilo, oltre al sottoscritto è il chitarrista più longevo della band con i suoi quindici anni di attività, abbiamo un’ottima sintonia, certo che abbiamo avuto le nostre discussioni, ma sempre con fini costruttivi, alla fine ne uscivamo sempre felici, contenti ma soprattutto in accordo e credo che l’affiatamento sia andato via via crescendo; in questo album Danilo mi ha anche coadiuvato nel mio compito di produttore e ci siamo trovati sempre in accordo.”

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Con lui, come con gli altri della band trascorrete del tempo assieme anche extra-White Skull?
“Poco, abitiamo distanti e abbiamo vite diverse. Capita che ci si trova per un pranzo, una cena, una birra, sono momenti bellissimi, ma occasionali. Credo che non frequentarsi troppo nella vita privata sia anche un po’ il segreto della nostra longevità.”

A proposito di Nick Savio, come vanno le cose con lui? Ricordo che era tuo socio nei Remaster Studio…
“Con Nick i rapporti non si sono mai chiusi, ci sentiamo e ci vediamo di tanto in tanto. Son passati nove anni da quando sono uscito dalla società e ho lasciato i Remaster Studio a lui (ora chiusi definitivamente). Anche qui abbiamo vite diverse, suoniamo in diverse band e quando ci vediamo passiamo ore a chiacchierare con una birra in mano.”

Federica è rientrata definitivamente nel Belpaese. Prima della sua rentree, in questi anni però si sono avvicendati due singer come Gus ed Elisa: che ricordo hai di loro?
“Ho un piacevole ricordo del periodo trascorso con Gus, con lui abbiamo condiviso sei anni e tre studio album, all’epoca si viaggiava con un album ogni due anni. Anche Elisa ha dato il suo apporto alla Band con uno studio album, ma ho un po’ di Altzheimer legato a quei giorni, preferisco dimenticare che ricordare quel periodo, anche se tutto serve a fare esperienza.”

Che rapporti vi legano ancora a personaggi della scena teutonica come Udo Disrkschneider e GRAVE DIGGER?
“Con Chris sono in costante contatto, c’è un rapporto di amicizia Metal Brotherhood, ci si vede con piacere quando ne abbiamo occasione e se c’è possibilità si suona anche assieme. Pensa il giorno che anno pubblicato il video di Will Of The Strong mi ha scritto facendomi i complimenti e per dirmi che avrebbe condiviso il video nella pagina ufficiale dei GD. Udo è un po’ che non lo vedo e non sono in contatto come con Chris, ma se ci sarà occasione di vederci di sicuro ci scambieremo un saluto e due chiacchiere, come abbiam sempre fatto.”

Ci sarà un tour vero e proprio a supporto del nuovo album, o pensate più ad eventi singoli?
“Un tour vero e proprio è difficile intraprenderlo non siamo così grossi da potercelo permettere, ma se verrà ci saliremo al volo. Per il momento abbiamo un po’ di festival estivi e poi da settembre è già in atto la programmazione degli shows invernali, con i quali speriamo di toccare più paesi possibili.”

Avete suonato perfino in Russia: che ricordo serbi di quella trasferta “oltrecortina”? Ricordo dai post su Facebook che siete stati trattati come vere rockstar…
“E’ stata una trasferta indimenticabile a partire dallo show che è la cosa più importante per finire poi con un trattamento eccellente, come dici tu, da vere rockstar. Per i nostri fans abbiamo suonato uno show lunghissimo che superava le 2 ore, ma alla fine è volato via veloce come sempre. Pensa che un gruppo di ragazzi che non sono riusciti a farsi le foto con noi durante il meet and greet ci ha aspettato fuori dal locale con dieci gradi sottozero…”

Il tuo lavoro di Capitano dell’aria non è mai stato un problema nella carriera del Teschio Bianco?
“No assolutamente, anzi mi ha sempre agevolato per gestire a tempo pieno tutte le attività connesse con la Band e poi mi sento più vicino a Bruce Dickinson e al Becchino Volante Claudio Pisoni degli Skanners, ahahah…”

Recentemente ho visto un tuo post con tuo papà, con foto che vi ritraevano in volo su un aereo da turismo… Il cielo è davvero la tua seconda casa?

“Seconda casa proprio no, ma si, mi piace volare e ho a che fare con il mondo del volo fin da quando ero bambino, oltretutto mi piacciono gli spazi ampi e aperti, adoro l’escursionismo di montagna d’alta quota, stare lassù dove osano le aquile.”

Siete della vecchia guardia: come vivete la scena metal di questi anni? Soprattutto in Italia, dove oramai i locali chiudono a ritmo quasi serrato e i dischi si vendono sempre meno?
“Oramai abbiamo somatizzato la situazione e ci siamo adattati senza mai scoraggiarci, siamo passati dai tempi in cui non c’era niente, al momento in cui c’era troppo, per ritornare al quasi niente. Questo vale per tutto il music business, è un continuo cambiamento sia sotto il profilo discografico, sia sotto il profilo dei live. Anche i grossi festival, in Italia, non fanno più i grossi numeri di una volta.”

Come da tradizione, l’ultima parola sta a te…
“Un sentito grazie per l’intervista e per il supporto a voi, un caloroso saluto ai vostri lettori e nostri fans, che spero di incontrare presto sotto i palchi italiani e non. Stay Rock and rise up your shields!!!”

Discografia:
I Won’t Burn Alone (1995)
Embittered (1997)
Tales from the North (1999)
Public Glory, Secret Agony (2000)
The Dark Age (2002)
The XIII Skull (2004)
The Ring Of The Ancients (2006)
Forever Fight (2009)
Under This Flag (2012)

Line-up:
Tony ‘Mad’ Fontò – chitarra
Federica ‘Sister’ De Boni – voce
Danilo Bar – chitarra
Alex Mantiero – batteria
Jo Raddi – basso
Alexandros Muscio – tastiere

Luca Bernasconi

Luca Bernasconi

Classe 1972, fotografo professionista rock-metal di matrice prettamente “old school”.
Come fotografo, ho collaborato con Metallus.it, Truemetal.it, Metal Hammer Italia e dal 2005 al 2015 sono stato fotografo ufficiale di Metal Maniac.
Il mio sito personale: www.lucabernasconi.com
La mia pagina FB: www.facebook.com/lucabernasconiphotographer

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