Loud Reports

WARREL DANE – Il report del concerto @ Circolo Colony, Brescia – 18.09.2016

Quindici anni di ‘Dead Heart In A Dead World’ e, anche se i Nevermore per ora sono solamente un (bellissimo) ricordo, è giusto celebrare nel migliore dei modi il compleanno di questo disco che ha segnato un’epoca e che appartiene di diritto ai classici della musica che più amiamo.

In un Circolo Colony con (purtroppo) molti spazi vuoti fa il suo ingresso on-stage il singer bolognese Lehmann, che con la sua band ha il compito di aprire le danze questa sera. La proposta musicale si muove tra thrash, industrial e gothic metal e tutto sommato il mix non è male, soprattutto in chiave live. Purtroppo i suoni non sono ottimali e qualche volta si fa fatica a distinguere le due chitarre, ma come appena detto il risultato finale è buono e, cosa più importante, il pubblico sembra apprezzare.

Tocca ora a Warrel Dane e alla sua band. L’intro strumentale ‘Precognition’ inonda il Colony con le sue melodie spagnoleggianti, prima che il capolavoro ‘Narcosynthesis’ dia inizio alla celebrazione del quindicesimo anniversario del già citato ‘Dead Heart In A Dead World’. Purtroppo qualcosa non va stasera: il cantante appare in una forma fisica disastrosa… magrissimo,deperito e quasi stranito sul palco e, ci dispiace molto dirlo, praticamente senza voce. Brani come ‘Inside Four Walls’, ‘Evolution 169’ e la malinconica ‘The Heart Collector’ portano sempre con sé un alone di magia, ma la pietosa prestazione vocale di Dane di questa sera non rende il giusto tributo a queste gemme del metal. Nonostante ciò bisogna però dare atto al singer di grande professionalità, in quanto per tutta la durata della prima parte dello show è sempre rimasto sul palco ad incitare il pubblico, cantando praticamente tutte le strofe di ogni canzone. Ciò è stato molto apprezzato dai fan, che non hanno smesso un attimo di applaudire e di accompagnare con numerosi cori di appoggio Warrel ed i suoi musicisti. Dopo una rapida pausa, Dane & Co. fanno il loro secondo ingresso on-stage per proporre brani della carriera solista del cantante, come la profonda ‘Brother’ e la nuova ‘As Fast As The Others’, piccolo anticipo di un nuovo album annunciato per il prossimo anno. La nevermoriana ‘Born’ chiude uno show impeccabile dal punto di vista strumentale (un applauso sincero ai musicisti: trasporto e tecnica si sono mescolati alla perfezione questa sera), ma come già detto carente per quanto riguarda l’aspetto vocale.

Speriamo che Warrel possa sconfiggere i demoni che lo accompagnano da troppo tempo e tornare ai livelli di forma fisica e vocale che più gli competono. Coraggio!

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Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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