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WARBRINGER – ‘Woe To The Vanquished’

Marzo è il mese del thrash: dopo Havok, In.Si.Dia. e Chronosphere tornano a farsi sentire anche i Warbringer, uno dei nomi di spicco del genere da ormai una buona decina d’anni. E lo fanno con un album che riassume alla perfezione il percorso stilistico della band americana. L’ultimo ‘IV: Empires Collapse’ aveva fatto gridare al miracolo più di un fan, con le sue digressioni progressive ed i continui richiami ad atmosferiche incursioni estreme che lo hanno reso un unicum nell’affollatissimo panorama thrash statunitense. Il nuovo ‘Woe To The Vanquished’ cosa ci riserva quindi? Innanzitutto uno stacco non trascurabile con il lavoro precedente, ma anche una maggiore varietà che porta i brani a schizzare tra thrash, death e black come palline impazzite di un flipper indiavolato. Ovviamente non mancano sane dosi di incazzatura thrashosa che ben emergono nei taglienti riff di chitarra della coppia Carroll-Becker, mitragliate che colpiscono dritte al cuore e che vengono magistralmente supportate dalla voce al vetriolo di John Kevill. L’opener ‘Silhouettes’ è una granata lanciata addosso all’ascoltatore con tutta la forza possibile e potete solo immaginare quali saranno i devastanti effetti della sua deflagrazione. Ma se ciò non bastasse a fare poltiglia dei nostri corpi ecco che intervengono dalle retrovie i rinforzi ‘Woe To The Vanquished’ e ‘Descending Blade’, i quali si mettono senza pietà a fare scempio degli ultimi brandelli di carne rimasti. C’è ancora però tempo per l’arrivo delle tenebre, le oscurità eterne che si impadroniranno di questo campo di battaglia una volta terminato lo scontro e che ci porteranno con loro nel nulla infinito. Questo mortale buio risponde al nome di ‘When The Guns Fell Silent’, traccia posta in chiusura di ‘Woe To The Vanquished’ ed incredibile suite di undici minuti in cui i Warbringer sfoderano tutte le loro influenze, passando da spettrali arpeggi freddi come il gelo della morte a claustrofobiche cavalcate thrash che ricordano lo spirito guerriero degli ultimi Sodom. Letale delizia per il nostro metallico palato. Un disco oscuro, sinistro, ribollente di odio come le acque dello Stige. Questo è ‘Woe To The Vanquished’ e questi sono i Warbringer oggi. Mica male no?

Tracklist:
01. Silhouettes
02. Woe To The Vanquished
03. Remain Violent
04. Shellfire
05. Descending Blade
06. Spectral Asylum
07. Divinity of Flesh
08. When The Guns Fell Silent

Line-up:
John Kevill – voce
Adam Carroll – chitarra
Carlos Cruz – batteria
Jessie Sanchez – basso
Chase Becker – chitarra

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Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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