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WARBEAST – ‘Enter The Arena’

Con l’innesto di sangue giovane proveniente dalle arterie di Drew Shoup (chitarra) e Lyric Ferchaud (basso), i tre veterani Scott Shelby, Bruce Corbitt e Joe Gonzalez tornano con i loro Warbeast, gruppo thrash metal qui giunto al loro terzo full length intitolato ‘Enter The Arena’ (dopo ‘Krush The Enemy’ del 2010 e ‘Destroy’ del 2013). Per coloro che pensano che i Warbeast siano il giochino thrash metal di Phil Anselmo, convincerli del contrario non sarà affatto facile. Da (quasi) sempre sotto l’ala protettrice dell’ex Pantera, i Nostri registrano presso i suoi Nodferatu’s Lair Studio, pubblicando poi il risultato per la sua etichetta Housecore Records. Il disco, diciamolo subito, non è molto bello. Non che sia brutto, con il suo retaggio slayeriano, ma alcune cose non ci convincono. Vediamo insieme quali. Innanzitutto la produzione non è delle migliori, forse ideale per gruppi maggiormente “sporchi”, e musicalmente più grezzi, rispetto comunque al thrash furioso e articolato dei Nostri. I Warbeast a volte sembrano una versione “stoned” dei Dark Angel, con i pezzi lunghi, complessi, costruiti su una quantità esagerata di passaggi e riff. La band sfocia spesso nelle citazioni degli “Uccisori” di Los Angeles, con assoli in cui (come insegna la scuola King & Hanneman) le chitarre sembrano andare in pezzi e pattern di batteria rubati a Dave Lombardo. Per questo motivo quando i Nostri sconfinano nel death metal non possono che avvicinarsi (se la voce fosse maggiormente gutturale e i suoni diversi ovviamente) a band come i Sinister, diplomate alla stessa ‘South Of Heaven’ University. La seconda metà del disco presenta un tocco di modernismo in più, con del groove metal che inizia a pesare in modo significativo sull’economia degli ultimi brani. Complessivamente un disco gradevole ma non indispensabile. Un ultima cosa: se è vero (e lo è) che la musica è fatta di emozioni, non possiamo non segnalarvi che questo è l’ultimo disco della band: Bruce Corbitt si ritirerà su consiglio medico, dovendo affrontare una dura lotta contro il cancro. Noi di Loud And Proud Italia non possiamo che augurargli un sincero in bocca al lupo.

Tracklist:
01. Centuries Of Poisoned Soil
02. Punishment For Gluttony
03. Orchestration Of Violence
04. Maze Of The Minotaur
05. Hitchhiker
06. Chemicals Consuming
07. Enter The Arena
08. The Scalping
09. Conjuration With The Devil
10. Ancient Hate

Line-up:
Bruce Corbitt – voce
Scott Shelby – chitarra
Drew Shoup – chitarra
Lyric Ferchaud – basso
Joe Gonzalez – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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