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VUUR – ‘In This Moment We Are Free – Cities’

Avviso importante: questa non sarà una normale recensione. Questa sarà una dichiarazione d’amore verso una delle donne (per chi vi scrive) più belle del mondo. Immaginate il vostro scribacchino musicale di quartiere, ventenne, capelluto, che attende la mezzanotte per vedere – sull’allora benemerita (e mai dimenticata) rete televisiva chiamata VideoMusic – l’attesa heavy rotation. Ecco allora che mentre i miei coetanei “zappavano” tra Colpo Grosso e spot dei vari numeri di telefono erotici, io sbavavo su video di Iron Maiden e Morbid Angel. Una sera mandarono in onda un video che ci mostrava un bosco, delle cime di alberi ripresi di notte, mentre un arpeggio affascinante anticipava l’ingresso in scena (e nel mio cuore) di una giovane Anneke Van Gierbergen. Anello al naso, occhi azzurissimi, il viso di una bimba e la voce di una dea ultraterrena. Sono passati ben 22 anni da allora, e il vostro recensore innamorato non lascia passare un mese senza rivedersi almeno una volta quel video fantastico. Lo ammetto, ho seguito l’Anneke transfuga dalla sua band madre come un voyeur. Non interessandomi mai troppo, ma guardando da lontano, quasi che un mio intervento anche come solo ascoltatore avesse potuto rovinare qualcosa. Avevo paura di una delusione. L’ho sentita duettare con grandi artisti, l’ho vista partecipare a tanti live su youtube e l’ho seguita nelle sue trasformazioni estetiche… l’ho vista invecchiare e maturare. L’ho vista sempre più bella. Finché… insomma… eccoci qui: esce per Inside Out Music l’esordio dei Vuur. Anneke Van Gierbergen alla voce è aiutata dalla bravissima cantante e violinista messicana Marcela Bovio qui alla seconda voce dopo un album solista (‘Unprecedent’ 2016) e collaborazioni con Hydra, Stream Of Passion, Ayreon, ReVamp, MaYaN ed Epica. Gli altri musicisti? Jord Otto (My Propane, ex ReVamp) e Ferry Duijens alle chitarre, Johan Van Stratum (Stream Of Passion) al basso e… menzione d’onore per il mitico Ed Warby alla batteria. Il drummer che si fece le ossa negli Elegy, divenne noto per la sua militanza negli immensi Gorefest, prima di suonare con 11Th Hour, Arjen Anthony Lucassen, Ayreon, Lana Lane e Hail Of Bullets. Come suonano questi Vuur? Ok… fatemi respirare… prendete la già citata ‘Leaves’ (sto piangendo), aggiornatene la produzione, infilateci tecnicismi e stacchi mutuati dal progressive rock/metal più viscerale e meno freddo. Fatemi asciugare le lacrime e proseguiamo… ve lo prometto. Questo ‘In This Moment We Are Free – Cities’ è una sorta di concept album, in cui la nostra splendida cantante ci narra delle città che ha conosciuto nei suoi viaggi. Ci canta delle città dove ha cantato dicendoci cosa le città le hanno detto. Il genere potrebbe essere accostato alle produzioni più solari di Devin Townsend, in cui accordi aperti e ariosi sorreggono vocalità meravigliose, spezzate da tempi impossibili e partiture di chitarre così moderne da sfiorare a volte il genere djent. Pesantissime e ribassate chitarre stoppate saranno presenti in tutto il disco, in cui la natura prog mai sopita di un grande come Ed Warby verrà messa in evidenza e a dura prova. Il brano posto in apertura è un qualcosa di così bello da sconvolgere senza stupire. Ce lo aspettavamo. Lo abbiamo aspettato. ‘My Champion – Berlin’ è una sorta di ‘Leaves’ in versione 2.0, dove doom metal, prog e rock alternativo sono sapientemente miscelati. Le linee vocali sono quanto di più bello io abbia mai sentito negli ultimi mesi. Si cambia comunque atmosfera e mood “viaggiando” da un brano all’altro. Solare, piena di speranza e quasi commovente la bellissima ‘Freedom – Rio’, chiaramente ispirata e dedicata alla città brasiliana. Un bellissimo riffing, incisivo e metal che ben si incastra sulle percussioni di Warby è quello che ci accoglie in ‘Sail Away – Santiago’, forse uno dei brani maggiormente heavy del lotto. Tempi musicalmente algebrici e una linea vocale sicuramente ardua da seguire e cantare per una “difficile” ‘Your Glorious Light Will Shine – Helsinki’, pezzo che poi esplode nell’ennesimo, stupendo ritornello. Flavour ovviamente orientale ostentato nell’ottima ‘Save Me – Instanbul’. Preparate i fazzoletti per l’ultima, romantica e melanconica ‘Reunite! – Paris ‘. Il viaggio è finito… e Anneke già mi manca. In fondo è vero, mi basterebbe schiacciare nuovamente “play”. Vero? Ora scusatemi ma vi lascio; ho scritto troppo di una cosa davvero personale, di un disco emotivamente coinvolgente. Io amo questo donna, ma non ne sono geloso. Dovreste amarla tutti.

Tracklist:
01. My Champion – Berlin
02. Time – Rotterdam
03. The Martyr And The Saint – Beirut
04. The Fire – San Francisco
05. Freedom – Rio
06. Days Go By – London
07. Sail Away – Santiago
08. Valley Of Diamonds – Mexico City
09. Your Glorious Light Will Shine – Helsinki
10. Save Me – Instanbul
11. Reunite! – Paris

Line-up:
Anneke Van Gierbergen – voce
Marcela Bovio – seconda voce
Ferry Duijens – chitarra
Jord Otto – chitarra
Johan Van Stratum – basso
Ed Warby – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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