Loud Reports

VOIVOD – Il report del concerto @ Traffic Live, Roma – 28.09.2017

Davvero abbiamo bisogno di un live report dei Voivod? Ci dovrebbe essere una regola non scritta, per i gruppi che dimostrano di essere una garanzia ad ogni passaggio sul palco, che certi concerti si vanno a vedere e stop. I Voivod rientrerebbero di diritto in questa regola, perché sono semplicemente perfetti, non importa che vi piaccia il genere che propongono o no, che amiate più ‘Killing Technology’ o ‘Phobos’, che amiate una line-up piuttosto che un’altra: ad un concerto dei Voivod vi divertirete. Il pubblico romano evidentemente questo lo sa e la folla che attende davanti ai cancelli del Traffic Live è bellissima, rumorosa ed impaziente. Ed in mezzo a questa folla, mentre si sprecano i racconti sui concerti precedentemente visti e santificati dei nostri eroi canadesi, ecco comparire un sorridente e disponibilissimo Michael ‘Away’ Langevin che non risparmia sorrisi, foto ed autografi. Le teste che riempiono il Traffic si contano numerose già per l’esibizione dei tedeschi Earth Ship, nel cui sound vischioso si rimane inesorabilmente intrappolati. Una setlist di ben dodici pezzi, con alcune punte di diamante come ‘Serpent Cult’, ‘A Handful Of Flies’ e la straripante ‘Valley Of Thorns’, rendono lo show di questo trio davvero imponente. Il caldo umido che rende l’ambiente subtropicale contribuisce all’atmosfera e il buon Jan Oberg sembra compiaciuto dell’effetto creato, un’ipnosi complessiva su ritmi sludge/doom che sembra scaldare a dovere il pubblico. Come se ci fosse bisogno di incoraggiamenti per entusiasmarsi al cospetto di Snake, Chewy, Away e Rocky. Da questo punto in poi, mi dispiace comunicarvi che non avrete notizie da un occhio che ha guardato il tutto in maniera distaccata, né da un orecchio che ha scelto il punto con l’acustica migliore della sala per ascoltare ogni dettaglio. Mi spiattello in prima fila e agisco da vera fangirl, cantando a squarciagola tutto il cantabile ed illuminandomi davanti agli inimitabili balletti di Snake. Quella che vediamo sul palco è una magia che si rinnova, un mondo fatto di tecnica eccellente, di esecuzione impeccabile e di pezzi che vanno a comporre una scaletta perfettamente amalgamata ed entusiasmante. Come non esaltare un inizio deciso e dirompente con ‘Killing Technology’? E visto l’entusiasmo di chi vi scrive per il nuovo EP ‘Post Society’, non poteva che essere gradita la posizione così privilegiata del pezzo principale in scaletta. I colpi violenti di una ‘Chaosmongers’ non permettono nessuna tregua e su ‘The Unknown Knows’ e ‘Overreaction’ finalmente tutti mettono via sti dannati cellulari e parte un cerchio di pogo di tutto rispetto. Il sorrisone stampato sul viso di Chewy la dice lunga sul calore che arriva sul palco e la band ripaga ogni singola goccia di sudore versata con ‘The Prow’ e ‘Ravenous Medicine’. Qui si parla di thrash metal, ma anche di progressive, di cyber, di darkwave, di industrial e come ci ricorda il buon Snake, parliamo anche di robotica. Perché i Voivod forse davvero sanno prevedere il futuro e fare sempre la mossa giusta, dopo un trittico al cardiopalma con ‘Fall’, ‘Korgüll the Exterminator’ e ‘The Lost Machine’, ecco che irrompe il grido del Traffic a sancire una sacra verità: ‘We are Connected’. Non potrebbe mancare ‘Voivod’ a confermare il successo della serata, ma c’è spazio anche per una ciliegina sulla torta: una cover degli Hawkind per ricordare Lemmy. Ed ecco che ‘Silver Machine’ chiude il cerchio, ricordando con grande emozione che lo spirito del rock and roll finirà sempre per avere l’ultima parola e Lemmy e Piggy sono lì in mezzo a noi, che se la ridono. Si conclude così una serata che vede tutti ammassati sottopalco, a raccogliere plettri e scalette come fossero reliquie e a modo loro lo sono, perché certi concerti ci ricordano perché siamo lì e che sensazione ci regala l’adrenalina. Al prossimo appuntamento Voivod, non mancheremo mai.

Foto di Mara Cappelletto

 

 

Fabiana Spinelli

Fabiana Spinelli

Classe 1983, iniziata dai Metallica, stregata dagli Helloween ed infettata dai Mercyful Fate. Una passione per tutta la musica rock e metal, dal thrash al death, dal progressive all'AOR, portatrice sana di power metal. Sono cresciuta collezionando le care vecchie riviste musicali, vivo per la musica live, incollata alle transenne dei concerti di mezzo mondo. Ho collaborato per tanti anni con Heavy Worlds, speaker radiofonica per Radiogas.it con la mia trasmissione 'Sick Things', dove unisco l'amore per la musica a quello per la letteratura e il cinema horror.

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