Talks

VICIOUS RUMORS – The Future of Metal

Quando di parla di Stati Uniti ed heavy metal classico, i Vicious Rumors sono una delle prime realtà da prendere in considerazione. E’ dall’inizio degli anni Ottanta, che Geoff Thorpe guida la sua squadra – con mano più o meno sicura – attraverso le onde del mercato discografico, superando ostacoli di ogni tipo. Gli anni più recenti hanno visto l’ennesimo rimescolamento di carte in formazione,  ma anche la conferma di una band che pare avere ancora molto da dire, sul palco ma anche su disco. Il nuovo ‘Concussion Protocol’ ne è l’ennesima conferma, oltre a segnare l’esordio in studio del singer Nick Holleman. Sentiamo cosa ci dice Geoff Thorpe a proposito del disco, e non solo:
“Partiamo dal titolo: ‘Concussion Protocol’ è un termine sportivo, che indica un grave infortunio alla testa. L’ho preso perché riassuma la mia immagine del mondo intero colpito e distrutto da un asteroide. L’idea è arrivata quando abbiamo iniziato a sentire il nuovo materiale, che suonava davvero heavy e potente. Anche le parole sarebbero dovute essere altrettanto dirette e brutali. In questo senso, musica e testi si completano alla perfezione. Welcome to the ultimate Heavy Metal nightmare.”

Vicious Rumors1

 

E’ il primo disco che vede Nick Holleman alla voce. Ha fatto qualche differenza nel processo complessivo? Come è nato ‘Concussion Protocol’?

“Nick è arrivato a noi in un modo davvero speciale. Ho un caro amico in Olanda, che suona in una band chiamata My Big Brother Jake. E’ stato lui a segnalarmi Nick, e subito ho riconosciuto il suo talento davvero speciale. Quando mi ha mandato due pezzi in video, è stato il primo membro dei Vicious Rumors a entrare nella band senza nemmeno una prova! Ormai è con noi da tre anni, e le cose funzionano davvero bene. E’ grazie a questa chimica che siamo riusciti a fare uno dei dischi più potenti ed eccitanti della nostra intera carriera. Stavolta abbiamo fatto tutto in team, come non sempre abbiamo avuto la possibilità in passato. Abbiamo affittato una casa in Olanda per scrivere tutto insieme, niente pezzi scambiati via email stavolta. Poi, Nick e Tilen sono venuti fisicamente in California a registrare. Abbiamo lavorato con Juan Urteaga, che ci segue da tempo, e dal mio punto di vista abbiamo ottenuto il miglior suono da un sacco di tempo… Da questo punto di vista è il disco migliore da ‘Welcome To The Ball’.”

L’impegno nel realizzarlo si sposa con una soddisfazione evidente…

“Ci abbiamo messo in tutto un anno e mezzo a completare ‘Concussion Protocol’. Diciotto mesi che abbiamo dedicato in toto al disco. Per dirla in modo semplice, si tratta del progetto più intenso e coinvolgente cui io abbia mai partecipato. Volevamo davvero superare noi stessi e lasciare tutti senza parole. Siamo convinti di esserci riusciti. E’ uscito il disco che avevamo in mente e non potremmo essere più soddisfatti!”

Come spesso vi accade, il disco si rivela molto vario. Quali sono secondo te i suoi elementi di fondo?

“E’ un disco che ti porta in una specie di viaggio. Come dici tu, i Vicious Rumors non si sono mai limitati a un suono ben preciso. Su questo disco ci sono pezzi davvero veloci come ‘Chasing The Priest’ o ‘1000 Years’, ma anche brani dal groove rock come ‘Take It Or Leave It’ e ‘Last Of Our Kind’. Senza contare le sonorità del tutto differenti di ‘Life For A Life’. Non ci sono due dischi dei Vicious Rumors che suonano allo stesso modo, e cerchiamo sempre di dare a chi ci ascolta qualcosa di nuovo, oltre ai classici elementi della nostra storia. Questo disco, ancora una volta, ha tutto.”

Nel corso degli ultimi anni, avete suonato molto in giro. E’ qualcosa che ha influenzato in qualche modo il nuovo disco?

“Il tempo è volato in questo senso. Non mi sembra che da ‘Electric Punishment’ siano passati davvero tre anni. Siamo stati in giro con Brian Allen, abbiamo preso la decisione di separarci, abbiamo trovato Nick Hollemann e con lui abbiamo registrato ‘Live You To Death 2’. Dopo questo, ci siamo presi una pausa per scrivere e registrare il nuovo materiale. Il live feeling è sempre nella nostra testa quando pensiamo alla musica, i pezzi devono funzionare bene sul palco, e non solamente in studio.”

Oltre a te, su disco alla chitarra ritroviamo Thaen Rasmussen, anche se ci sono collaborazioni con Steve Smyth e Brad Gillis. Chi è il “titolare” del ruolo?

“Thaen è a tutti gli effetti il chitarrista dei Vicious Rumors, e ha fatto un ottimo lavoro su ‘Concussion Protocol’, come sempre del resto. Steve e Brad sono membri della famiglia, ed è sempre un piacere averli a portata di mano. Ci conosciamo da una vita, sono grato a loro per quello che hanno fatto in passato per la band e per il fatto di aver avuto voglia e tempo di collaborare al disco.”

Si parla tanto, ultimamente, di “old school”. Non si esagera un poco? Possiamo definire ‘Concussion Protocol’ un disco old school?

“I Vicious Rumors non hanno mai puntato solo sul loro passato. Certo, siamo orgogliosi della nostra storia e di quello che abbiamo fatto, ma abbiamo sempre cercato di guardare avanti, e chiunque cerchi di metterci in una categoria del genere o si aspetti che torniamo a venticinque anni fa, ha solo bisogno un buon supporto psicologico. Vogliamo portare il nostro metal nel futuro, non tenerlo confinato al passato.”

Tutti comunque insistono nel magnificare i gloriosi Eighties. Era davvero tutto migliore allora?

“E’ stato un periodo magico, unico e irripetibile. E proprio perché irripetibile, tutti abbiamo l’obbligo di guardare avanti. Ricordo quando mi sono trasferito dalle Hawaii alla California del Nord nei primi anni Ottanta, e tutto stava esplodendo… Ci siamo stati dall’inizio, facevamo parte della scena di San Francisco… Abbiamo suonato coi Metallica quando loro erano solo una garage band. E’ stato un periodo molto ricco e stimolante, senza dubbio.”

Ti senti di paragonare Nick agli altri vostri cantanti del passato?

“E’ un paragone che non ha troppo senso, sinceramente. Penso a Gary e Carl, ma anche agli altri. Ognuno aveva la sua voce e il suo carisma. Nick ha tutto, ha una gran voce ed è in grado di rendere giustizia a tutti i classici del passato… Ma ha anche la capacità di dare la sua personalità ai pezzi, anche a quelli nuovi.”

Di che cosa parlano i testi di ‘Concussion Protocol’? Un titolo come ‘Victims of a Digital World’ non promette per forza bene…

“C’è un tema di fondo, anche se i vari testi sono comunque slegati tra loro. Molti sono dedicati all’era digitale che stiamo vivendo. Se vuoi, puoi fare un collegamento con ‘Digital Dictator’. Il 1988 ha segnato l’inizio dell’era digitale, con tante promesse di progresso. Ora, nel 2016, ci troviamo a vivere un’epoca dove le catastrofi non sono sparite, non sono diminuite, ma ci sono ancora, forse anche peggio che mai…”

Come pensate di muovervi in sede live? Ci dobbiamo aspettare il solito, monumentale tour mondiale?

“Ci stiamo lavorando sopra. Abbiamo due nuove agenzie di booking che stanno pianificando un tour europeo e uno americano. Saranno tra l’autunno e l’inverno prossimi, e non dovrebbe mancare molto al momento di poter pubblicare le date. Suonare dal vivo è fondamentale per noi, è un’esperienza che non puoi barattare con nulla, per intensità ed emozione. Non cambia se ci troviamo davanti a 20mila persone per un festival, o di fronte a 200 in un club. Chi vede i Vicious Rumors riceve lo stesso trattamento di intensità e passione.”

Concludiamo con una brevissima classifica: i tuoi tre dischi preferiti dei Vicious Rumors?

“Certo. Ti dico ‘Digital Dictator’ , perché è stato il primo disco che ci ha davvero fatti conoscere in giro per il mondo. Poi, ‘Vicious Rumors’, il primo album per una major, e un disco pieno zeppo di classici futuri. Infine, il nuovo ‘Concussion Protocol’, perchè sono convinto che abbiamo fatto il nostro disco migliore degli ultimi 25 anni.” 

Discografia:
Soldiers of the Night (1985)
Digital Dictator (1988)
Vicious Rumors (1990)
Welcome to the Ball (1991)
Plug In and Hang On – Live (1992)
Word of Mouth (1994)
A Tribute to Carl Albert – Live (1995)
Something Burning (1996)
Cyberchrist (1998)
Sadistic Symphony (2001)
Warball (2006)
Razorback Killers (2011)
Live You to Death (2012)
Electric Punishment (2013)
Live You To Death 2: American Punishment (2014)
Concussion Protocol (2016)

Line-up:
Nick Holleman – voce
Geoff Thorpe – chitarra
Thaen Rasmussen – chitarra
Tilen Hudrap – basso
Larry Howe – batteria

 

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

BONFIRE: Alexx Stahl rimane!

Post successivo

VOIVOD - Nuovo EP 7'' con ENTOMBED A.D.