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V.A. – ‘Heavy Metal Eruption’

L’ho detto mille volte in passato, non posso non ripeterlo. ‘Heavy Metal Eruption’ rappresenta davvero il punto di partenza della scena metal italiana. Non perché non fossero usciti dischi definibili a pieno titolo heavy metal. Ma perché per la prima volta le migliori band si trovavano insieme, sullo stesso disco, quasi a certificare un movimento che stava prendendo sempre più piede anche da noi – non a caso il sottotitolo recita ‘The Italian Way Of Heavy Metal’ (e per un po’ si usò anche l’acronimo NWOIHM). L’idea di Beppe Riva e del magazine Rockerilla, con il supporto della Metal Eye, ricalcava in fondo quanto accaduto in Gran Bretagna, dove le compilation avevano giocato un ruolo fondamentale nella nascita e dello sviluppo di una scena. Come detto, ‘Heavy Metal Eruption’ racchiude il meglio di quanto l’Italia metallica ai tempi avesse da offrire, viaggiando su e giù per lo stivale. E la Jolly Roger la ripubblica meritoriamente su CD, in elegante formato digipack, ricalcando fedelmente le grafiche originali ma migliorandone decisamente il sound grazie a un’attenta rimasterizzazione. Aprono con ‘Vikings’ i friulani Halloween, ancora nella loro fase epic metal – sarebbero diventati poco dopo una glam band a tutti gli effetti, con uno dei cambi di stile più radicali che l’Italia metallica ricordi. ‘Thundergods’ è da sempre l’inno per eccellenza dei bolognesi Crying Steel, una frenetica cavalcata metallica dal sapore priestiano. ‘Black And Violet’ ci porta nell’oscuro inferno dei Death SS, già allora una band di culto anche fuori dai nostri confini, mentre ‘Non Sei Normale’ è da allora l’anthem assoluto dell’heavy metal cantato in italiano, opera di una Strana Officina agli esordi ma già sorprendentemente matura. I Rollerball ci offrono una ‘Wild Town’ ancora oggi di difficile catalogazione, tra atmosfere futuristiche ed echi progressivi. ‘Prisoners In The Box’ è lo splendido contributo degli Steel Crown, formazione triestina dall’aura di culto cui il fato a concesso molto meno di quanto avrebbe meritato. Gli Elektradrive di ‘Lord Of The Rings’ sono ancora nella loro fase heavy metal, ma lasciano trasparire il gusto melodico che avrebbe caratterizzato le loro mosse seguenti, mentre con ‘Angels in Leather’ i primi Revenge ci offrono il loro masterpiece – un epic metal cadenzato di grande impatto ed atmosfera. A chiudere, la suggestiva ballad ‘Freakish Footsteps’ degli Shining Blade – scelta bizzarra, ma pezzo dannatamente efficace – e la diretta ‘Death Line’ dei romani Ransackers, chiamati all’ultimo momento a sostituire i Raff, e unica band del lotto ad essere sparita senza lasciare altri segni di vita. Che dire di un disco del genere? Dal punto di vista emotivo, il valore è inestimabile, come pure quello musicale non è per nulla trascurabile – alcuni pezzi sono diventati veri e proprio classici, altri avevano sicuramente la stoffa per farlo… Un disco a cui avvicinarsi, con rispetto, per capire da dove arriviamo tutti, nessuno escluso…

Tracklist:
1. Halloween – ‘Vikings’
2. Crying Steel – ‘Thundergods’
3. Death SS – ‘Black And Violet’
4. Strana Officina – ‘Non Sei Normale’
5. Rollerball – ‘Wild Town’
6. Steel Crown – ‘Prisoners In The Box’
7. Elektradrive – ‘Lord Of The Rings’
8. Revenge – ‘Angels In Leather’
9. Shining Blade – ‘Freakish Footsteps’
10. Ransackers – ‘Death Line’

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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