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UDO DIRKSCHNEIDER – Back to the Colonel’s roots

Udo Dirkschneider è una leggenda del metal, senza se e senza ma. Dalla caratteristica voce graffiante alla presenza scenica eccezionale, passando per un carisma che lo rendono un personaggio assolutamente unico all’interno della scena metal mondiale. Udo è tornato a cantare i brani degli Accept, che hanno fatto palpitare milioni di metal hearts per un ultimo tour… e ce ne parla in un’intervista piuttosto esclusiva, che spazierà dalla recente doppia live release ‘Back To The Roots’ agli esordi con gli Accept, dai progressi sul prossimo album degli U.D.O. ad un rapporto troppo incrinato per poter essere ricucito. Abbiamo trovato un Udo Dirkschneider abbottonatissimo, ma davanti al fuoco “amico” di domande del sottoscritto, anche la leggenda ha dovuto sganciare qualche bottone.
Buona lettura con il Colonnello dell’heavy metal. Tutti sull’attenti!

Ciao Udo, ovviamente questa intervista parte dal nuovo live dei Dirkschneider, il DVD/Bluray e doppio live album ‘Live – Back To The Roots – Accepted!’ (che abbiamo recensito qui con la più delirante – il caldo? – delle nostre recensioni; NdMax ). Il fatto che tu abbia rilasciato 2 live dallo stesso tour è dovuto al fatto che non eri soddisfatto della qualità delle riprese dello show tedesco di Memmingen (uscito solo in versione audio, intitolato ‘Live – Back to The Roots’ ed invece recensito da Sandro Buti qui)?
“(Udo Dirkschneider) Sì, questa è la ragione per la quale adesso abbiamo fatto uscire questo live DVD ed abbiamo filmato l’intero show di nuovo in Repubblica Ceca.”

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Ci sono state critiche per il fatto che avete pubblicato due live album con la stessa scaletta…
“Sì …ma io devo dare un poco di colpa alla label per questo, perchè per me non aveva senso far uscire un nuovo live album (intende anche in cd o LP) oltre al live DVD (e Blu-ray). Anche per me la cosa non ha molto senso, sono le stesse canzoni, forse suonate in maniera leggermente diversa ma PPPRRR (Udo ha appena fatto una piccola pernacchia! ndMax) …alla fine praticamente sono le stesse canzoni.”

Forse la produzione è un po’ migliore per lo show registrato a Brno?
“Sì, questa è un’altra cosa… ok, il sound era decisamente meglio a Brno ma alla fine ormai è storia.”

Sono rimasto impressionato da tuo figlio Sven. Puoi dirci qualcosa di più su di lui e su come è diventato il nuovo drummer della tua band?
“Cosa posso dirti di mio figlio? Ovviamente sono molto fiero di lui, è un drummer davvero molto bravo… quando Francesco Jovino stava lasciando la band, io ovviamente non stavo nemmeno pensando di ricorrere direttamente a mio figlio per rimpiazzarlo nella line-up. Poi siamo andati a vedere un concerto dei Saxon che suonavano a Berlino e mio figlio suonava la batteria con loro per un paio di show (era il dicembre del 2015, ad Amburgo e Berlino, in sostituzione di Nigel Glockler). Biff mi ha detto: “Ma perché non prendi tuo figlio alla batteria nella band, so che può farcela.” Lo so, allora ho chiesto a mio figlio: “Pensi che vorresti e potresti farcela?” Lui ci ha pensato per un po’ e poi mi ha detto: “Sì, lo farò!” Ed eccoci qui… Sven è nella band.”

Così, anche se non si è trattato di un fatto pianificato, lui ora è in sella come batterista ufficiale vero?
“Sì, lui è completamente un membro permanente della band …anche per il futuro per quanto mi riguarda.”

Sarà stato davvero un sogno che diventa realtà per lui suonare con suo padre…
“Oh certamente… essere nella band – per lui che stava suonando questo tipo di musica – è davvero qualcosa di cui andare molto fiero..”

Sappiamo che c’è una seconda parte del ‘Back To The Roots Tour’ già pianificata e con una setlist completamente nuova. So che non ci puoi dire la scaletta perchè sarà una sorpresa, ma ci puoi aiutare un po’ a capire come scriverai il nuovo show? Manterrai qualche classico e poi sceglierai molti brani non eseguiti nella prima parte del tour?
“Certo, ovviamente suoneremo ancora canzoni come ‘Balls To The Wall’, ‘Metal Heart’, ‘Princess Of The Dawn’ o ‘Fast As A Shark’ ..ma il resto sarà completamente nuovo. Io so bene quante canzoni ho scritto e che ce ne sono ancora così tante che sono rimaste fuori. Certamente ci sarà più roba da ‘Russian Roulette’, ed anche qualcosa di veramente molto vecchio… poi sicuramente ci sarà materiale da ‘Objection Overruled’ ed anche da ‘Death Row’. Qualcosa di questo tipo. Sarà davvero una setlist molto interessante. (ricordiamo che, al momento della pubblicazione di questa intervista, non è stata ancora annunciata alcuna data italiana per questa seconda parte del tour; ndR).”

Qualche chance di sentire dal vivo pezzi come ‘Lady Lou’, ‘Aiming High’ o ‘Ahead of the Pack’?
“Non ora… non voglio dire altro riguardo a questo perché avremo delle prove a metà settembre e vedremo quali canzoni resteranno sicuramente nella setlist. Abbiamo così tanti brani da provare per vedere quali pezzi funzioneranno meglio da poter finire nella prossima scaletta, ma non ne posso parlare ora.”

Intanto ci hai già detto che ‘Objection Overruled’ e ‘Death Row’ verranno comunque rappresentati dalla scaletta..
“Sì, certamente ci sarà almeno una delle principali canzoni di ‘Objection Overruled’ ma alla fine vedremo…”

So bene che non ami ‘Predator’ (per usare un eufemismo) e “forse” non canterai niente da quel disco…
“Fooorse? Ahahah, non lo so, vedremo dai… non posso davvero dirti nient’altro su questo argomento! (scommetto che non ci sarà nemmeno l’ombra dell’album nella scaletta; ndMax)

Sia in veste di giornalisti che di fans c’è sempre da parte nostra la volontà di fare un piccolo scoop…
“Certo, ovviamente… è nel tuo diritto provarci, ahahah!”

Questo ‘Back To The Roots’ Tour è una celebrazione della tua leggendaria carriera negli Accept. Consentici, visto che potrebbe essere l’ultima volta che parliamo con te degli Accept, di farti almeno un paio di domande su quegli anni. Cosa ti ricordi degli esordi, partendo dal primo omonimo album del 1979?
“Con i primi due album ci siamo fatti un po’ le ossa, erano i nostri primi passi, il primo non era un granchè…”

In quegli anni quali erano le vostre influenze principali?
“Quando io ho cominciato a fare musica ero influenzato da bands come Deep Purple, Uriah Heep e Black Sabbath.”

E se ti nomino ‘I’m a Rebel’, 1980?
“Ricordo che fu un disco difficile. Perché c’era così tanta roba diversa in quell’album, Peter stava tirando fuori dei pezzi diversi, noi stavamo ancora cercando il nostro sound. Stavamo cercando qualcosa.”

Hai un brano preferito da quel disco?
“‘I’m a Rebel’ ovviamente.”

Fenomenale live song…
“Eh sì, certamente.”

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E la vostra ricerca è proseguita nel 1981, con ‘Breaker’.
“Esatto, è il disco con il quale abbiamo trovato un po’ il nostro sound, è un disco che ha influenzato molte bands, e che ritengo molto importante. La canzone ‘Breaker’ mi piace moltissimo, comunque mi spiace ma non voglio parlare di tutta la storia che ho fatto con gli Accept, per quello dovresti parlare con Wolf Hoffmann.“

Assolutamente, prima di addentrarci nel mondo degli U.D.O. lascia solo che ti chieda se hai un disco ed un brano preferito tra quelli fatti con gli Accept.
“Forse ‘Balls To The Wall’, perchè è stato un successo così prestigioso in tutto il mondo, veramente…”

Entriamo allora nel regno degli U.D.O. Al momento cosa puoi dirci del prossimo disco della tua band, il numero 16?
“Al momento non molto, nel senso che ci stiamo lavorando sopra, abbiamo cominciato a registrarlo, ma lo stiamo facendo lentamente perché c’è ancora in ballo questo tour, che probabilmente si concluderà ad agosto del prossimo anno (con qualche immancabile festival estivo, una data da headliners dei Dirkschneider a Wacken 2018 è già confermata e sarà forse l’ultima occasione x sentire Udo cantare i pezzi della sua ex band; ndMax). Stiamo scrivendo e registrando, abbiamo molti pezzi ma ancora non ti posso dire come verrà fuori, abbiamo così tante canzoni e non so ancora quali finiranno sul disco. Ma sarà molto interessante, credimi.”

Potresti dirci se questo ‘Back To The Roots Tour’ finirà per avere la sua influenza nel songwriting facendoti scrivere qualcosa di ancora più old school del solito?
“Beh, l’aver suonato per due anni solo vecchi pezzi degli Accept con questo tour ha certamente influenzato un po’ anche il songwriting del nuovo album degli U.D.O.”

Hai già un titolo per il nuovo album o puoi dirci di cosa tratteranno i nuovi brani?
“No, purtroppo è ancora troppo presto per averne uno, è troppo presto al momento anche per parlare delle lyrics fino a che non saprò cosa finirà nel disco..”

Ti chiedo una curiosità, quando Kasperi Heikkinen, uno dei tuoi chitarristi, ha lasciato la band all’inizio di quest’anno – prima di assumere il chitarrista americano Bill Hudson – ti è passato per la testa di provare a contattare Hermann Frank per chiedergli se fosse interessato a suonare con te (Frank nel frattempo aveva lasciato gli Accept tre anni fa dopo aver suonato tanti anni nella band, anche insieme ad Udo dal 1982 al 1984 e nel 2005)? Sarebbe stato bello rivedervi insieme…
“No, non l’ho sentito per un bel po’ di tempo e per questa cosa per me non sarebbe stata la scelta giusta avere lui nella band.”

Sei ancora in contatto con qualcuno degli attuali membri degli Accept?
“No, no, no,no, no, certamente no, assolutamente no.”

Neanche con gli ex membri della band?
“No, beh… ovviamente sono ancora in contatto con Stefan Kaufmann ed anche con Hermann quando capita che ci vediamo.”

La mia prossima domanda era proprio su Stefan Kaufmann (seminale drummer con gli Accept dal 1980 al 1994: pensate alla sua ‘Fast As A Shark’… successivamente, per colpa di gravi problemi alla schiena “costretto” a riciclarsi come chitarrista negli U.D.O – dal 1996 al 2012 – prima di essere costretto a lasciare la band per nuovi problemi di salute). Come sta?
“Se la sta passando davvero bene, sta facendo un sacco di video, anche di commercials, per il Governo, per delle bands, ogni tanto produce qualche gruppo, sta veramente bene… l’ho visto l’ultima volta appena un paio di settimane fa. “

Quindi siete ancora grandi amici…
“Ovviamente, ovviamente…”

C’è la chance che possa ancora scrivere un pezzo o due con te in futuro?
“Ahah… diciamo che tutto potrebbe succedere, non come membro della band, ma come songwriter non si sa mai… “

Sarebbe un piccolo sogno per molti U.D.O. fans..
“Sì… forse… vedremo! Eheh…”

Ci sono molti classic albums anche nella discografia degli U.D.O., a partire dal primo, ‘Animal House’, hai mai pensato di portare on stage una live performance dell’intero album?
“Yeah, so che molte bands fanno dei tour suonando un album completo e non dico di non volerlo fare ma cosa fai in questi casi? Suoni per 45 o 50 minuti? E poi cosa fai? Per me, che suono qualche altra song da questo o da quell’album, è sempre così duro scrivere una setlist con tutte le vecchie canzoni …poi se pensi che stiamo per preparare il nostro sedicesimo studio album, diventa veramente difficile.”

Ma avere un tour speciale nel quale suonate un disco per intero per metà dello show ed un piccolo best-of  con i pezzi nuovi nell’altra parte non ti sembra interessante?
“Sì, così sì… ma certamente non nel prossimo U.D.O. tour!”

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Sei uno dei pochi artisti in campo metal che, pur con una carriera incredibilmente lunga alle spalle, non sembra minimamente intenzionato a rallentare il ritmo in alcun modo..
“No, certamente non ne ho l’jntenzione!”

Quest’ultimo tour ti vede sul palco a cantare 24 brani a sera per due ore e un quarto di show. Come fai e per quanto ancora pensi di continuare con questa velocità? Si tratta di un’attività che pianifichi anno per anno?
“Yeah, non lo so, al momento non mi sento male… sono in buona salute, la mia voce regge bene e mi piace stare in tour! Lavorare ad un nuovo album, ai pezzi nuovi, per me la cosa non comporta una pressione che io non riesca a sostenere: mi diverto anche!”

Hai la “Lemmy attitude” di andare avanti a cantare fino a che ne sarai in grado fisicamente?
“Sì, ovviamente, finchè ce la farò continuerò a stare certamente sul palco…”

Ora ti faccio una domanda da fan degli U.D.O. un poco nerd: ho notato che in ogni disco della tua band, nessuno escluso, c’è una titletrack, se dovessi fare un tour celebrativo degli U.D.O. come la vedi una setlist che contenga tutte le titletracks di tutta la discografia della band?
“Ahahah,.. questa è davvero una buona idea Max, davvero! Non ci ho mai pensato…”

Spesso si tratta di uno dei brani più belli deI tuoi album, alcune sono veloci, altre midtempo..
“Hai ragione… ci penserò!

Ricordati di “Max from Italy” quando lo farai, eheh!
“Certo l’idea è stata tua e come ti ho detto è una buona idea… ahah!”

Udo, ci avviciniamo alla fine dell’intervista ed ho una domanda più delicata. Hai dichiarato che un giorno, quando avrai smesso di cantarli e solo se gli attuali Accept dovessero sciogliersi, potresti ricominciare a fare dal vivo brani come ‘Balls To The Wall’ o ‘Metal Heart’… ma nel tuo cuore, sotto sotto, non c’è un desiderio di avere una relazione migliore tra te e Wolf? Durante le interviste quando parlate l’uno dell’altro sembra che ci sia in corso una guerra fredda…
“C’è una guerra fredda, hai ragione!”

Ma non copre tutto il rispetto e la passata amicizia che dovete aver avuto, per anni, quando le cose andavano bene? In breve, non vorresti proprio migliorare il tuo rapporto con Wolf?
“No, non più, non ne voglio parlare perché troppe cose brutte sono accadute… per me è finita e non vorrò mai più avere un rapporto con Wolf Hoffman. Mai più!”

Ok, ok… (mi rattristo un poco ed ho l’impressione che Udo se ne renda conto)
“Mi dispiace…”

Nessun problema, Potresti dirci se c’è ancora qualcos’altro che ti andrebbe di fare e che non hai mai fatto?
“Non so, vedremo, ci sono un paio di idee, ma al momento sono così occupato con tutto: il tour, il nuovo album degli U.D.O… ho già dei programmi che arrivano fino al 2019. Forse ci sarà qualcosa che verrà fuori in futuro!”

Un’ultima cosa: ti va di salutare i lettori di loudandproud.it? Grazie del tuo tempo Udo… alla prossima… e non dimenticarti l’idea sulla setlist! Eheheh…
“La terrò in mente sicuramente, era davvero una buona idea… ahah! E a tutti i lettori di loudandproud.it: KEEP IT HEAVY!”

Discografia:

U.D.O.
Animal House (1987)
Mean Machine (1989)
Faceless World (1990)
Timebomb (1991)
Solid (1997)
No Limits (1998)
Holy (1999)
Man And Machine (2002)
Thunderball (2002)
Mission No.X (2005)
Mastercutor (2007)
Dominator (2009)
Rev-Raptor (2011)
Steelhammer (2013)
Decadent (2015)

Dirkschneider
Live – Back to The Roots (2016)
Live – Back To the Roots – Accepted! (2017)

Line-up:
Udo Dirkschneider – voce
Andrey Smirnov – chitarra
Bill Hudson – chitarra
Fitty Wienhold – basso
Sven Dirkschneider – batteria

Massimo Incerti Guidotti

Massimo Incerti Guidotti

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: tre incarnazioni del Sabba Nero in altrettante decadi, il canto di un Dio tra Paradiso (Perduto) ed Inferno, i fiordi ed i Kamelot in Norvegia, lo Sweden Rock Festival, il Fato Misericordioso ed il Re Diamante, il sognante David Gilmour a Pompei, i Metal Gods in Polonia, uno straziante Placido Domingo alla Scala. Sono stato sommerso dal fango in Svizzera per il 'Big 4'... ma sono ancora qui. E tutti quei momenti non andranno mai perduti nel tempo, perchè: "All I Want, All I Get, Let It Be Captured In My Heart".
Modenese, metallaro, milanista, nonostante tutte le sue nefandezze, amo la vita e la possibilità che l'arte (a 360°: in primis cinema, letteratura e fumetti) mi offre di viaggiare con la mente sprigionando la mia fantasia. Basta un disco o un concerto per sentirsi in Finlandia sotto una nevicata, anche se il paese più affascinante e variopinto del mondo rimane la nostra Italia. Doom on!

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