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TYR – Riding the Myth

Arrivano dalle lontane Isole Fær Øer e da quasi vent’anni esportano in tutto il mondo il vero spirito vichingo e il senso di appartanenza ad una terra e ad una razza tra le più affascinanti e ricche di tradizione. Stiamo parlando dei Tyr, passati recentemente dalle nostre parti in occasione del bergamasco Malpaga Folk & Metal Fest. Non potevamo quindi farci sfuggire l’occasione di scambiare due chiacchiere con il cantante-chitarrista Henri Joensen, supportato in questa intervista dal batterista che li ha accompagnati in tour – ma come vedrete ci saranno delle novità a riguardo – Tadeusz Rieckmann.
Subito una domanda sul prossimo album. Ho visto sbirciando la vostra pagina facebook che state lavorando a del nuovo materiale. Cosa ci potete dire a riguardo?
“(Henri) Sì, stiamo per registrare basso e chitarre. Le canzoni non sono ancora complete al 100%, ma siamo già comunque a buon punto. Probabilmente l’album uscirà a fine 2017 o a inizio 2018, vedremo cosa deciderà la Metal Blade. Sarà differente dai dischi precedenti, soprattutto per quanto riguarda il songwriting.”

tyr2017

E suonerai tu la batteria, Tadeusz?
“(Henri) Sì, la suonerà lui (risate; ndA).”
“(Tadeusz) A dire il vero ancora non so se è confermato…”
“(Henri) Sì,sì… te lo confermo io ora!”

Siete sulla scena da quasi vent’anni ormai. Come vi sembra la scena viking metal oggi?
“(Henri) Beh, è indubbiamente cresciuta moltissimo nel tempo. Vengono prodotti molti album apprezzabilissimi. Sinceramente non sono un grande ascoltatore del viking metal, ma vedo comunque che ci sono sempre più folk-pagan bands. La scena sembra crescere sempre di più.”

Ma pensi che la scena viking conservi ancora quello spirito profondo che l’ha sempre contraddistinta o oggi è diventato quasi una moda seguirla?
“(Henri) Beh molti fan non vengono dalla Scandinavia, quindi c’è sì un senso di appartenenza ma senza che ci sia un vero e proprio legame con la terra. Come ti dicevo non seguo molto le viking metal bands quindi non potrei darti un giudizio sulla scena pagan di oggi. Vedo però gruppi come gli Amon Amarth crescere sempre di più e molte altre band che acquistano fama seguendo il sentiero tracciato dagli svedesi.”

Cosa ascoltate quindi nei momenti di relax o nel tempo libero?
“(Henri) Mentre venivamo qua abbiamo ascoltato gli Iron Maiden, se no solitamente vediamo… Abba, Enya, TNT.”
“(Tadeusz) A me piace molto la musica classica, così come il jazz. Una delle mie band jazz preferite sono gli svedesi Esbjörn Svensson Trio. Purtroppo nel 2008 il leader è deceduto e da lì hanno smesso di comporre musica. Mi piace molto il loro approccio al jazz, molto moderno e fresco. Vista la provenienza potremmo chiamarlo viking o northern jazz (Risate; ndA). E’ true jazz!”

L’anno prossimo celebrerete il ventesimo compleanno dei Tyr…
“(Henri) Vero! Non ci avevo nemmeno fatto caso sinceramente…”

State pensando di celebrare questo traguardo in qualche modo?
“(Henri) Beh, in teoria ne dovremmo parlare perché ancora non abbiamo pensato a nulla. Quando abbiamo raggiunto i quindici anni di carriera non abbiamo fatto assolutamente nulla. Ci siamo detti: ‘Hey, sono quindici anni che esiste la band!’ e nient’altro. Però vent’anni sono un bel traguardo, dobbiamo celebrarlo in qualche modo.”

In Italia avete una fan base molto solida. Come vi spiegate questo successo nel nostro paese?
“(Henri) Sinceramente non saprei. Non so perché abbiamo più fan in alcuni stati piuttosto che in altri. In Italia magari ci sono molte radio o canali che trasmettono musica metal?”

Eh no, direi proprio di no… (Risate; ndA) C’è stata però un’esplosione del pagan-folk verso il 2007 o giù di lì e voi eravate una delle band più ascoltate. So per certo che molta gente si è avvicinata alla mitologia norrena o alle lingue scandinave grazie a voi. Il vostro successo internazionale ha spinto – secondo voi – molte band faroesi a uscire allo scoperto o a farsi coraggio per provare ad emergere?
“(Henri) Sì, potrebbe essere. Non ho mai parlato o avuto contatti diretti con le altre band, ma ci sono molti gruppi interessanti come gli Hamferð, sicuramente il gruppo faroese più famoso dopo di noi. Comunque sì, ci sono alcune band veramente interessanti e che col tempo potrebbero acquistare maggior visibilità. Però come dicevo non li conosco personalmente e non saprei quanto il nostro successo li abbia influenzati. Porto ad esempio – ovviamente senza paragonarci a loro e mantenendo le dovute distanze – due band come Scorpions e Accept, che hanno fatto sì che si creasse una scena metal in Germania. La nostra è una nazione piccolissima, ma speriamo possa succedere la stessa cosa.”

Speriamo! Quali sono i vostri piani futuri, soprattutto per il prossimo anno?
“(Henri) Beh, come ti dicevo speriamo di fare qualcosa di speciale per il ventesimo anniversario della band. La priorità comunque rimane l’album nuovo, che speriamo di rilasciare entro il prossimo anno, anno in cui saremo molto impegnati tra tour e festival. Ci stiamo già lavorando… Questo è quello che ci aspetta, ci auguriamo di poter trovare del tempo da dedicare alle celebrazioni dell’anniversario. Quindi vi invitiamo ai nostri futuri show e a comprare i nostri album. Siamo veramente onorati del vostro supporto!”

Discografia:
How Far to Asgaard (2002)
Eric the Red (2003)
Ragnarok (2006)
Land (2008)
By the Light of the Northern Star (2009)
The Lay of Thrym (2011)
Valkyrja (2013)

Line-up:
Heri Joensen – voce, chitarra
Terji Skibenæs – chitarra
Gunnar H. Thomsen – basso
Tadeusz Rieckmann – batteria (sessionman)

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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