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TRESPASS – Nel segno del Rock

I Trespass ci riportano a quell’epoca d’oro dell’heavy metal chiamata NWOBHM. Allora, la band del Suffolk ebbe ottime carte da giocare, a partire dalla storica hit ‘One Of These Days’. Alla fine il successo li ha solo sfiorati, ma Mark Sutcliffe ha rimesso in piedi la band con grande caparbia con l’obiettivo di lasciare ancora un segno. Obiettivo concretizzato a inizio anno il valido ‘Footprints In The Rock’, che abbiamo recensito qui. Ora, è il momento di approfondire con lo stesso leader….

Trespass_band_2018
Primo album completamente nuovo dopo tanti anni. Che effetto vi fa?
“Uno splendido effetto. Un po’ di emozione forse… Quando abbiamo deciso di lavorare sull’album non avevo veramente idea di come sarebbe stato accolto. Sapevo che avevamo fan davvero irriducibili, ma finora l’accoglienza ha di gran lunga superato le mie aspettative.”

Si tratta di materiale completamente nuovo?
“Alcuni brani sono nuovi, altri li ho scritti anni fa, anche nel 2000! Ma rappresentano una buona istantanea di dove siamo ora da un punto di vista musicale.”

Come avete lavorato sui nuovi pezzi? Come gestite ora la composizione dei pezzi?
“Ho la fortuna di abitare in una casa in mezzo del nulla, dove potevo alzarmi alle 11 di mattina e scrivere! Di solito mi occupo io di preparare un demo con una versione grezza del brano, poi ci lavoriamo insieme come band”

Il lavoro di chitarra è davvero eccellente. Come hai lavorato con Joe?
“Joe Fawcett è veramente un fantastico chitarrista! Non era ancora nato quando i Trespass hanno pubblicato il loro primo disco, ma suona con una grande maturità. Capisce come la penso sui suoni di chitarra, e sembra sapere ancor meglio come costruire un riff o un arrangiamento. Non ho mai lavorato con un altro chitarrista solista come Joe, ed è stato sia una sfida che un piacere.”

Che spirito c’è ora nella band, tra tu che sei il leader storico e i nuovi?
“Credo che i nuovi membri della band abbiano veramente capito ciò che cerco di fare. Ognuno di loro ha il suo stile e approccio, ma mi lasciano sempre lo spazio e la libertà di esprimermi, e questo ha permesso a questo album dei Trespass di essere molto più focalizzato.”

Nel corso degli ultimi anni avete suonato spesso in giro. Che esperienze e sensazioni avete raccolto?
“E’ sempre una forte emozione quando suono dal vivo da qualche parte e la gente canta con noi. Ci sono fan che hanno attraversato l’oceano per vedere i Trespass e questo è straordinario! Vogliamo suonare molto più spesso nel corso del 2018!”

Siete sempre stati una band molto efficace dal vivo, è lo stesso anche ora?
“Non è sempre facile per i gruppi più piccoli esibirsi dal vivo perché può essere molto costoso. Alla fine tutto ruota attorno alla musica. Se alla gente piace la nostra musica e ci supporta, noi suoniamo!”

Facciamo un passo indietro nel tempo. La vostra storia è stata davvero molto frammentata; cosa sarebbe successo se non fosse stata così?
“Bella domanda! Penso davvero che se i Trespass avessero pubblicato un disco autoprodotto nel 1980/81, avremmo avuto successo. Avevamo ricevuto manifestazioni di interesse da tante realtà importanti del settore, ma abbiamo fatto l’errore di aspettare che arrivasse una major a produrre il nostro album. Con il produttore giusto, un management migliore e meno interferenze esterne, la storia sarebbe stata molto diversa! Detto questo, è una fortuna e un onore essere ancora qui a fare dischi nel 2018!

Riesci a identificare un highlight per la vostra storia, rispettivamente per gli anni ottanta, novanta e questo ultimo decennio?
“Per gli anni ‘80, direi la reazione al nostro primo singolo ‘One Of These Days’, davvero fantastica! Per gli anni ‘90, il nostro concerto a Tokyo in Giappone insieme a Samson e Praying Mantis! E oggi la pubblicazione di ‘Footprints In The Rock’, dopo un’attesa così lunga!

Che cos’hanno in comune i Trespass di oggi e la giovane band che eravate negli anni 80?
“La cosa principale sono le influenze. Siamo tutti creature formate da ciò che ci ha influenzato e dalle nostre esperienze. Io non posso eliminare Thin Lizzy, Deep Purple, Black Sabbath, UFO e Judas Priest da ciò che sono. E ho anche aggiunto i Metallica nel tempo! Sono cambiati anche i temi che tocchiamo nei testi, tra l’altro!”

Parola magica NWOBHM: solo la definizione di uno stile musicale o un vero movimento?
“E’ stato un bel periodo e penso che davvero fossimo una generazione nuova. Non so se davvero si può parlare di uno stile musicale. Probabilmente era il suono di giovani impegnati a imparare a suonare! Penso che la NWOBHM sia nata dallo stesso atteggiamento del punk rock. Puoi prendere una chitarra e provarci! Mi piacerebbe vedere più giovani band fare la stessa cosa oggi.”

Trespass_band_2018-B

Discografia:
Head (1993)
Trespass (2015)
Footprints In The Rock (2018)

Line-up:
Mark Sutcliffe – voce, chitarra
Joe Fawcett – chitarra
Dan Biggin – basso
Jason Roberts – batteria

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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