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TOTENGOTT – ‘Doppelgänger’

Questi maledetti mi conquistano subito dalla copertina. Mi illudono più che altro. La mia passione per gli artwork in bianco e nero raffiguranti capri satanici fa abbassare ogni mia difesa. Apro bene le orecchie allora, mi metto comodo e mi dedico con attenzione a questi 3 (tre!) brani. Non temete però, tre brani la cui somma temporale passa abbondantemente la mezz’ora. Il 3 (numero magico per eccellenza) ricorre spesso in questa proposta, visto che line-up è composta da 3 membri, ma credeteci, hanno cattiveria per un esercito. Il malefico trio ci propone un blackened doom metal “della prima ora”, ovvero quello che influenzò in parte la seconda ondata. Di cosa stiamo parlando allora? Di Hellhammer e Celtic Frost, dei Bathory più oscuri, quelli meno thrash e quelli meno vichinghi. I Nostri suonano un metal nero, torbido, melmoso, in cui i riff sono tutto e la sezione ritmica è asservita a essi. Al di là di qualche passaggio in doppia cassa infatti, la batteria suona in modo marziale, essenziale, scarno, funzionale al sound. Ma niente di che. Lo stesso per il basso, che non si distacca dalla linea della chitarra, mancando l’occasione (avendo tutto quello spazio) di arricchire il sound sabbatico con giri interessanti (come faceva il buon Geezer Butler ad esempio). Insomma, la band estremizza ciò che fecero i Black Sabbath con il malefico riff iniziale di ‘Cornucopia’ (Vol.4, 1972), con quell’incedere mefistofelico e sulfureo. Non c’è nulla per fortuna di “post”. Non è post-hardcore, ma una versione più “evil” degli Electric Wizard magari. Peccato che in un pezzo di 20 minuti però – che pecca sopratutto di un dinamismo essenziale anche nel doom più funereo – la nostra pazienza viene messa a dura prova. Ossessivi e asfissianti, nei momenti in cui si “scatenano” (sempre relativamente) ci ricordano gli Entombed più marci, ma ripetiamo, band davvero poco dinamica. Se avessero suddiviso i tre brani in più tracce, il tutto sarebbe stato maggiormente assimilabile e digeribile, ma così è come ingoiare un chilogrammo di cemento e spesso – anche nella musica heavy – la parola “pesante” non è sempre da intendersi in modo positivo ed il fatto che ogni tanto “ci provino”, inserendo qualche tastiera e qualche linea di chitarra solista, ci fa pensare non tanto che la band non voglia, ma non “riesca” a rendere la propria mortifera musica maggiormente interessante.

Tracklist:
01. Delusion Of Negation
02. Satan Beside You
03. Doppelgänger

Line-up:
Chou – chitarra, voce
Nacho – basso
Jose Mora – batteria

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Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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