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TONY MACALPINE – ‘Death Of Roses’

Difficile recensire un disco strumentale. La difficoltà sta come sempre nel dover “raccontare la musica”, qui con l’ulteriore ostacolo di essere (proprio noi che parliamo insieme di questo disco) le uniche voci. Tony MacAlpine poi, ci mette del suo. Il chitarrista di Springfield ha sempre saputo miscelare sapientemente il suo linguaggio jazz-fusion con quello che fu il genere che diede vita alla generazione di guitar hero: il neoclassico. Tredici album come titolare, tre dischi con i Ring Of Fire, tre con i Planet X e un numero incredibile di partecipazioni (Vinnie Moore, Mark Boals e Jpey Tafolla tra i moltissimi altri) sono il curriculm vitae di questo poliedrico artista. Ovviamente Tony MacAlpine è anche il tastierista che dal vivo accompagna sua maestà Steve Vai, stupendo spesso i pochi che non lo (ri)conoscono quando, imbracciando la chitarra, da prova di tutto il suo virtuosismo. ‘Chrome Castles’ è il pezzo di apertura: arioso, solare, ricco di melodie di facile presa, accenni al neoclassico e una linea melodica principale che puzza di fusion lontano un miglio. ‘Electric Illusionist’ ha un ottimo riff doppiato dalla doppia cassa di Gergo Borlai, prima di sfociare in un pezzo che ricorda il Satriani meno sognante. La parte centrale è semplicemente da brividi, con un terzinato scandito dal galoppo delle grancasse e dal ride, mentre il Nostro si prodiga in un assolo placcato oro. ‘Synthetic Serenity’ è quanto metal tanto fusion, con un ritmo che sposa groove e tecnicismi armonici. Tony si siede alle tastiere esattamente nel centro del brano, per suonare passaggi che vanno dal malinconico a citazioni di progressive settantiano. Un finale che sfocia in un assolo prima di riprendere il riff iniziale, per una composizione dalla struttura piacevolmente circolare. Arriva la titletrack, un traccia tecnica e dalla tensione costante, per una canzone nervosa e che ci tiene sulle spine, ben concentrati sulle migliaia di note che ci colpiscono. Segnaliamo comunque un certo tiro blues che Tony cerca di infondere al brano, a nostro avviso fallendo in parte questo suo tentativo. ‘Axiomatic Jewels’ è dominato dagli effetti e dalle tastiere, per un pezzo piacevole ma che forse poteva comunicare le stesse cose con un minutaggio inferiore. ‘Entropy’ ci ricorda una versione selvaggia e brutale dei Cosmosquad di Jeff Kollman. Chiude la bella ‘Shundor Prithibi’, che dopo un rilassante incipit pianistico palesa il suo lato elettrico. Belle linee melodiche e intricati cambi di tempo dominano questa ultima traccia. ‘Death Of Roses’ ci restituisce un artista in forma, che dopo averci fatto preoccupare per la sua salute riesce a tranquillizzarci nel migliore dei modi: con la sua splendida musica.

Tracklist:
01. Chrome Castles
02. Electric Illusionist
03. Synthetic Serenity
04. Death Of Roses
05. Axiomatic Jewels
06. Entropy
07. Shundor Prithibi

Line-up:
Tony Macalpine – chitarra, tastiere
Pete Griffin – basso
Gergo Borlai – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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