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THROANE – ‘Plus Une Main À Mordre’

Throane è l’oscuro progetto solista di Dehn Sora, musicista, fotografo, illustratore e grafico francese di cui ‘Plus Une Main À Mordre’ è il secondo album. Nonostante la qualità della produzione sia migliorata rispetto al precedente ‘Derrière-nous, la lumière’ siamo ancora di fronte a un low-fi sudicio che infonde al black metal atmosferico dalle tinte “post” quei sentimenti di rabbia, disperazione e rimorso che trapelano già dalla copertina: una donna in procinto di rasarsi la testa di cui non si riconosce nulla se non l’indecisione e l’ansia del gesto stesso. Il concetto di ‘Plus Une Main À Mordre’ è proprio questo a detta di Sora: nessuna mano lasciata da mordere, dopo una vita passata a scacciare gli altri, nel momento del bisogno non ci sarà nessuno accanto a noi. Il debito con gli Amenra è evidente fin da subito, partendo dal “cantato” disperato e che molto ricorda quello di Colin H. Van Eeckhout (presente come guest nella titletrack insieme a  Sylvain degli Invicil Tragedia), ma le influenze che possiamo riconoscere sono molteplici e tutte  rimandano al black metal di Deathspell Omega  e Blut Aus Nord, degli Ulver e degli Altar of Plagues. L’album “cerca l’equilibrio tra la lotta e la liberazione, passando dal caos alla tranquillità…parla di città viste come tombe, di un’industria fallimentare, di capitalismo corrosivo, di vita spezzata, di popoli divisi, di isolamento e di mancanza”, così è scritto nel press kit e noi non possiamo che lasciarci andare a queste visioni che prendono vita nelle nauseanti dissonanze, negli ossessivi rallentamenti doom, nella tragedia della voce,  nel lamento delle chitarre, nella ferocia dei colpi di batteria. Il lavoro di Sora come fotografo e illustratore è molto importante per l’economia dei suoi dischi: anche questo infatti è un album “visivo” e sinestetico che, attraverso le note, è capace di costruire davanti ai nostri occhi il mondo in cancrena in cui i sei brani prendono vita.

Tracklist:
01. Aux Tirs Et Aux Traits
02. Et Ceux En Lesquels Ils Croyaient..
03. À Trop Réclamer Les Vers
04. Et Tout Finira Par Chuter
05. Mille Autres
06. Plus Une Main À Mordre

Line-up:
Dehn Sora (Vincent Petitjean) – tutti gli strumenti

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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