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THERION – ‘Beloved Antichrist’

Secondo un vecchio detto (il sottoscritto l’aveva sentito attribuito al rivoluzionario dittatore cinese Mao Tse-Tung) “Quando il dito indica il cielo lo stolto guarda il dito”. C’era grande saggezza negli aforismi dei grandi saggi. Spesso ci si focalizza su alcuni dettagli e si perde totalmente di vista la bellezza che si ha di fronte, o non si è in grado di coglierla perché ad essa si associano una serie di elementi che, se vengono a mancare, è come facessero crollare quel piccolo castello di convinzioni che ci si è costruiti per anni. C’è chi mal sopporta la musica troppo lenta e chi ama crogiolarsi solo in quella, c’è chi adora tutto ciò che è estremo e chi proprio non ce la fa senza la melodia. Ovviamente, in ogni ambito sonoro, c’è chi ci sa davvero fare e chi ha ben poco talento ma magari è un abile copiatore. Ecco, questo preambolo per dire che questo nuovo triplo album dei Therion, una vera e propria rock-metal opera, avrà probabilmente il suo destino segnato per la stragrande maggioranza dei metallari. ‘Beloved Antichrist’ è infatti cantato (in inglese) quasi esclusivamente da voci liriche: tenori, soprani, baritoni e bassi e se osteggiate le voci da teatro d’opera probabilmente non gli darete le chances che meriterebbe. Sarebbe un grandissimo peccato. Ci dispiace anche per tutti coloro che vorrebbero ancora ascoltare un nuovo ‘Theli’, il capolavoro pubblicato dal gruppo di Christofer Johnsson nel 1996, un connubio tra death metal melodico e musica sinfonica. Ma quello è un album uscito più di venti anni fa, e Christofer aveva sempre sognato di comporre una vera e propria rock-metal opera. Con ‘Beloved Antichrist’ ci è finalmente riuscito fino in fondo. L’album sarebbe stato intitolato ‘Antichrist Superstar’, con una chiara allusione al celebre musical ‘Jesus Christ Superstar’ forse la rock opera per eccellenza, se Marilyn Manson non avesse giù utilizzato lo stesso titolo (lo stesso anno dell’uscita di ‘Theli’) per quello che è diventato il suo più grande bestseller, il secondo album della sua band. E’ un piccolo retroscena che ci ha confessato proprio Christofer nel corso di una lunghissima intervista che pubblicheremo tra qualche settimana, speriamo sia degna di questo monumentale lavoro. Ma torniamo al “dito rivolto verso il cielo”, evocativo dei pensieri più profondi, quelli sulla vita, la morte e l’aldilà. Viviamo un periodo storico nel quale il genere umano sta affrontando una profonda crisi di valori dalla quale non si vedono molte vie d’uscita. Questo decadimento ha avuto ripercussioni fortissime anche in ambito religioso, con una crisi che ha colpito duramente anche la religione cristiana e chi la professa, anticipata, tra gli altri, anche da un filosofo e teologo russo, un certo Vladimir Soloviev. In un suo ispirato breve racconto, ‘A Short Tale Of The Antichrist’, Soloviev aveva immaginato la figura di un leader, l’ Anticristo, che viene seguito e amato da una moltitudine di credenti anche perché non richiede i sacrifici ed il rispetto dei comandamenti del Cristo del Nuovo Testamento. L’Anticristo di Soloviev è la base di partenza di ‘Beloved Antichrist’ ed ovviamente il protagonista principale di questa rock opera dove il leader dei Therion Christofer Johnsson riesce a far interagire trenta diverse voci ed una pletora di personaggi, una metal band ed un’orchestra. Rispetto al lavoro di Soloviev sono stati introdotti nuovi personaggi femminili (all’inizio del ventesimo secolo le donne non erano molto considerate) e scene che si presterebbero in modo straordinario ad una rappresentazione dell’opera sul palco di un teatro o di un’arena, l’obiettivo dichiarato dietro a questa Magnum Opus indirizzata anche verso un pubblico mainstream. Le scelte di produzione di ‘Beloved Antichrist’ daranno grande soddisfazione agli ascoltatori ed in particolare ai cosiddetti “audiophiles”, i cultori dell’alta fedeltà. Infatti tutti gli strumenti sono registrati in modo organico, tutto suona naturale: la batteria non è triggerata, le chitarre sono ben presenti (anche se gli assoli non sono molti) ed hanno un piacevole “guitar tone” ma senza mai sovrastare gli altri strumenti. A differenza di alcuni dei vecchi dischi dei Therion, anche gli strumenti classici non sono sparati ad alti volumi, con un mixing equilibrato che conferisce a queste tre ore abbondanti di musica un grande respiro, a partire dal piacevole spazio riservato ad un basso rotondo e profondo, il cui ascolto diventa un’ “esperienza nell’esperienza”. E poi ci sono le voci liriche, registrate splendidamente, per un’opera che, secondo il suo principale compositore, è stata addirittura tagliata di un’ora per arrivare alle tre ore di musica abbondanti qui pubblicate dalla Nuclear Blast. ‘Beloved Antichrist’ è una rock-metal opera entusiasmante se siete disposti a regalarle tutto il (tanto) tempo necessario per assimilarla pienamente e soprattutto se ve la sentite di abbracciare il connubio tra vocalità tipicamente liriche ed un approccio strumentale che fa flirtare il rock-metal con gli strumenti classici. Come avviene nella stragrande maggioranza delle opere, molte tracce/arie sono dominate dalle vocalità liriche, fondamentali per la prosecuzione della storia (in gergo il “libretto”) ma senza la “sostanza” musicale che siamo soliti ascoltare nei dischi metal. Ma questo non è un disco metal. O meglio non solo metal. Questo è l’incontro tra l’opera, il rock musical ed il metal melodico ed in quanto tale potrà forse scontentare i puristi di tutti questi mondi sonori ma di certo ha inebriato, arricchito, ispirato e convinto pienamente un onnivoro musicale come il sottoscritto, che se lo sta ascoltando da diverse settimane. Il rischio maggiore di un lavoro tanto ambizioso e coraggioso è quello di andare a scontrarsi con un pubblico particolarmente chiuso come quello del metal essendo pubblicato e distribuito da una metal band ancorchè “sui generis” e sperimentale come i Therion. Impossibile citare uno per uno tutti i brani ma vogliamo darvi qualche pillola, nel caso siate tra i coraggiosi che tenteranno di avventurarsi in questo memorabile viaggio al quale auguro un grande successo. L’inizio di ‘Turn From Heaven’ è sinuoso e sontuoso, le atmosfere dell’intro di ‘Signs Are Here’ sono suggestive, con ‘Never Again’ arriva presto un primo possibile anthem tutto da cantare subito doppiato dagli ispirati intrecci vocali di ‘Bring Her Home’. ‘Our Destiny’ porta con sè altre vocals memorabili. Dopo una parte lirica iniziale ‘Anthem’ schizza via veloce e metallica. ‘Jewels From Afar’ trasuda classe pur mantenendosi invece lenta ed atmosferica come buona parte dell’opera. ‘Hail Cesar’ combina chitarre rock e parti sinfoniche con gusto sopraffino. La melodia principale di ‘Pledging Loyalty’ ci ha ricordato tantissimo quella della splendida titletrack ‘Dark Quarterer’ dell’omonima epic prog metal band toscana. Parlando di citazioni celebri, la successiva ‘Night Reborn’ è una efficacissima metal song a tutto tondo con un riffing che ci porta subito alla mente quello di ‘We Rock’, ed ascoltandola non possiamo non pensare a quanto sarebbe stato entusiasmante ascoltare la voce di Ronnie James Dio in un questo contesto “divino”. Dopo i preziosismi vocali di ‘Dagger Of God’ piace davvero tanto anche la successiva  ‘Temple Of New Jerusalem’ così come i cori epici e maestosi di ‘The Lions Roar’. ‘Remaining Silent’ e ‘Behold Antichrist’, in modo diverso e con qualche cambio di ritmo, miscelano con stile sonorità un po’ più dure e metalliche alle partiture classiche. Lo fanno anche, in versione più groovy, le successive ‘Cursed Be The Fallen’ e soprattutto il bel midtempo ‘Resurrection’ Il sottoscritto ha un debole per il songwriting ed i passaggi prog di ‘To Where I Weep’, esaltata dalla produzione fantastica, con le chitarre a flirtare con gli archi ed un lavoro eccellente alla batteria ed ai piatti. E’ anche in questi dettagli che trovo il disco sublime e davvero curato. Viene fuori anche la passione di Christofer per un gruppo come i Voivod (che adoro) da certi riff e passaggi prog ispirati. Ci sono tracce di metal anche in ‘Astral Sophia’ e ne è completamente permeata la carica ‘Shoot Them Down’. Davvero bella, ed insolitamente lunga con i suoi sette minuti (in un’opera con tantissime tracce ma piuttosto brevi) ‘Burning The Palace’ così come la più breve ma sempre carismatica ‘Rise To War’. Quando l’opera sembra abbracciare tempi lenti per qualche brano arriva sempre dietro l’angolo qualche accelerazione come in ‘My Voyage Carries On’ che precede qualche momento più introspettivo sul finale prima dello stupendo ‘Theme Of Antichrist’, che ha grandi possibilità di diventare un vero e proprio classico. Che dire, forse il disco di “rock-metal meets opera” più monumentale di sempre, scritto e registrato con pazienza certosina. Ma ne valeva la pena. E prima o poi vorrei ascoltare anche quell’ora di musica tagliata. Perchè la grande musica non basta mai. Perchè sarebbe stupendo ascoltare anche del metal a teatro e perchè noi, quando il dito indica il cielo, pensiamo anche ad un lavoro straordinariamente ispirato e complesso come ‘Beloved Antichrist’.

Tracklist:
01. Turn From Heaven
02. Where Will You Go
03. Through Dust, Through Rain
04. Signs Are Here
05. Never Again
06. Bring Her Home
07. The Solid Black Beyond
08. The Crowning Of Splendour
09. Morning Has Broken
10. Garden Of Peace
11. Our Destiny
12. Anthem
13. The Palace Ball
14. Jewels From Afar
15. Hail Caesar!
16. What Is Wrong
17. Nothing But My Name
18. The Arrival Of Apollonius
19. Pledging Loyalty
20. Night Reborn
21. Dagger Of God
22. Temple Of New Jerusalem
23. The Lions Roar
24. Bringing The Gospel
25. Laudate Dominum
26. Remaining Silent
27. Behold Antichrist
28. Cursed Be The Fallen
29. Resurrection
30. To Where I Weep
31. Astral Sophia
32. Thy Will Be Done!
33. Shoot Them Down!
34. Beneath The Starry Skies
35. Forgive Me
36. The Wasteland Of My Heart
37. Burning The Palace
38. Prelude To War
39. Day Of Wrath
40. Rise To War
41. Time Has Come Final Battle
42. My Voyage Carries On
43. Striking Darkness
44. Seeds Of Time
45. To Shine Forever
46. Theme Of Antichrist

Line-up:
Christofer Johnsson – chitarre, tastiere, organo Hammond, orchestrazioni, voce
Thomas Vikström – voce
Chiara Malvestiti – voce
Lori Lewis – voce
Ulrika Skarby – voce
Lydia Kjellberg – voce
Melissa Verlak – voce
Marcus Jupither – voce
Linus Flogell – voce
Erik Rosenius – voce
Mikael Schmidberger – voce
Kaj Hagstrand – voce
Samuel Jarreck – voce
Matilda Wahlund – voce
Karin Fjellander – voce
Linnea Vikström – voce
Nalle Påhlsson – basso
Sami Karppinen – batteria
Christian Vidal – chitarra solista

Editor's Rating

Massimo Incerti Guidotti

Massimo Incerti Guidotti

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: tre incarnazioni del Sabba Nero in altrettante decadi, il canto di un Dio tra Paradiso (Perduto) ed Inferno, i fiordi ed i Kamelot in Norvegia, lo Sweden Rock Festival, il Fato Misericordioso ed il Re Diamante, il sognante David Gilmour a Pompei, i Metal Gods in Polonia, uno straziante Placido Domingo alla Scala. Sono stato sommerso dal fango in Svizzera per il 'Big 4'... ma sono ancora qui. E tutti quei momenti non andranno mai perduti nel tempo, perchè: "All I Want, All I Get, Let It Be Captured In My Heart".
Modenese, metallaro, milanista, nonostante tutte le sue nefandezze, amo la vita e la possibilità che l'arte (a 360°: in primis cinema, letteratura e fumetti) mi offre di viaggiare con la mente sprigionando la mia fantasia. Basta un disco o un concerto per sentirsi in Finlandia sotto una nevicata, anche se il paese più affascinante e variopinto del mondo rimane la nostra Italia. Doom on!

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