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THE UNITY – Together As One

Che la SPV creda nei THE UNITY è quasi scontato, visto i nomi che sono coinvolti in questo nuovo progetto. La cosa buona e per certi versi sorprendente è che la band non si limita a seguire coordinate sonore che sarebbero prevedibili. Il loro debutto omonimo – recensito qui – è un interessante mix di hard rock ed heavy metal, ricco di melodia e non privo di buone idee. Abbiamo raggiunto il drummer Michael Ehre per approfondire…

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Quando è nata l’idea che ha dato vita ai The Unity?
“Quando sono entrato nei Gamma Ray nel 2012, Henjo ed io abbiamo scoperto di avere le stesse influenze e radici musicali, con nomi come Black Sabbath, DIO, Rainbow, Whitesnake o Deep Purple. Da lì, abbiamo iniziato a pensare di creare una band che andasse in quella direzione, vosto che lo stile dei Gamma Ray è ben definito da sempre. E visto che sia Kai che Dirk hanno altre band a fianco dei Gamma Ray, abbiamo pensato che in fondo avremmo potuto farlo…”

Come sono nate le canzoni? Chi si è occupato del songwriting?
“Abbiamo iniziato a lavorare sui brani un paio d’anni fa. E tutti sono stati coinvolti nel processo di composizione: ci siamo trovati ed abbiamo confrontato il materiale che ognuno di noi aveva a disposizione, abbiamo scelto il meglio e da lì siamo partiti.”

Quindi non tutto il materiale è nuovo? Ci sono cose che sono state scritte in parallelo ai Gamma Ray?
“Entrambe le cose. Alcuni di noi raccolgono idee in continuazione, per me è diverso. Scrivo musica quando ho un motivo per farlo. Mi piacerebbe poterlo fare in continuazione, ma non ne ho il tempo, semplicemente.”

Rispetto ai Gamma Ray, l’approccio musicale è ben diverso, più vicino all’hard rock…
“E’ vero, e non avrebbe avuto senso fare una seconda versione dei Gamma Ray. I Gamma Ray ci sono già, hanno successo, tutti ci avrebbero paragonato a loro… Esattamente quello che avremmo voluto evitare.”

Una buona parte della line-up arriva da un’altra band chiamata Love.Might.Kill. E musicalmente si sente…
“Quando Henjo ed io abbiamo avuto l’idea di formare questa band, era chiaro che non l’avremmo fatto da soli. Poco dopo il mio ingresso nei Gamma Ray, uno dei chitarristi ha lasciato la bandm e dopo la pubblicazione dell’ultimo ‘2 Big 2 Fail’ in fondo non è successo nulla. Quindi abbiamo chiesto agli altri dei Love.Might.Kill se avrebbero avuto voglia di entrare in questa nuova band. E hai ragione, la direzione musicale dei The Unity è molto vicina a quella dei Love.Might.Kill. Ma è perché a noi questo tipo di musica piace, e quindi perché cambiarlo?”

Perché un nome come The Unity? Rappresenta l’unione che avete come musicisti?
“Non è stato facile trovare un nome. Ci abbiamo messo quasi tre mesi, perché tutte le idee che ci venivano erano già state usate da altre band. Un giorno Stef ha scritto in una mail che eravano una specie di unità, e la definizione mi è piaciuta. Suona bene e rappresenta il modo in cui questa band lavora.”

Visto che Kai sarà occupato per un po’ con gli Helloween, i The Unity si vedranno spesso in giro?
“Al momento siamo in tour con i Sinner tra Svizzera e Germania. Dopo faremo qualche festival in vista dell’estate e poi… In autunno saremo di nuovo in tour, anche se per il momento non ti posso dire altro. Sarà una bella cosa comunque!”

Dobbiamo considerare i The Unity una sorta di progetto estemporaneo? O una band all’inizio della sua storia?
“Abbiamo lavorato su questo debut album più di due anni. Stai sicuro che non si tratta di un progetto estemporaneo. Anzi, non è per nulla è un progetto – è una band. E faremo tutto quello che potremo per darle un posto fisso nella scena rock e metal.”

Una vostra peculiarità è il fatto di avere un cantante al 100% italiano; quando passerete dalle nostre parti dal vivo?
“Ci piacerebbe molto farlo il prima possibile, e ci stiamo lavorando su. Vedremo, intanto teniamo tutti le dita incrociate…”

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Discografia:
The Unity (2017)

Line-up:
Gianba Manenti – voce
Henjo Richter – chitarra
Stef E – chitarra
Jogi Sweers – basso
Michael Ehre – batteria
Sascha Onnen – tastiere

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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