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THE QUILL – ‘Born From Fire’

Quando si parla di band sottovalutate, non si dovrebbero mai dimenticare gli svedesi The Quill. Hanno iniziato a pubblicare dischi nel 1995, quando di retro-rock non si parlava proprio. E nemmeno di classic rock a dire il vero, tanto diversi erano i modelli del momento. A cavallo del 2000 hanno registrato i loro migliori album, per attraversare un periodo di appannamento – commerciale, dal punto di vista musicale non hanno mai davvero toppato – proprio mentre l’hard settantiano tinto di blues – il loro! – finiva sotto i riflettori di tutti… Sfiga? Di certo i ragazzi non si sono abbattuti, ma hanno fatto tesoro di tutte le esperienze passate per riprendere il passo giusto. Fino ad arrivare a questo ‘Born From Fire’, che vede nuovamente in azione la line-up per loro più classica, quella che ha registrato album intensi come ‘Silver Haze’ e ‘Voodoo Caravan’. Il fuoco in questione non può essere che l’amore per i grandi classici rock del passato, dai Led Zeppelin ai Black Sabbath, passando per Deep Purple e Uriah Heep. La chitarra di Christian Carlsson è squisitamente Iommi-ana, la voce di Magnus Ekwall è calda al punto giusto, con un pizzico di Robert Plant e tanto Paul Rodgers, i ritmi di Roger Nilsson e Jolle Atlagic sono intensi e variegati, a creare un magma sonoro tanto denso quanto rovente, dal quale prendono forma piccoli anthem come ‘Stonebeliever’, la visionaria ‘The Spirit and The Spark’, l’ossessiva ‘Unchain Yourself’ o la multiforme ‘Hollow of Your Hand’, che va a citare con eleganza anche il prog rock sessantiano più “stoned”. La psichedelia è l’altra anima dei The Quill, oggi come sempre nella loro storia. Tanta ma non troppa, ad arricchire un suono che resta legato all’hard rock più classico, oltre che dannatamente convincente. Band di oggi? Forse i migliori The Sword, un pizzico di Orange Goblin, una dose robusta di vecchi Kyuss, ma i The Quill di oggi suonano come i The Quill di ieri, ed è questo che i quattro scandinavi senza dubbio volevano ottenere. Disco intenso, che ti catapulta nel passato senza rivelarsi uno sterile tributo agli anni che furono. E che potrebbe davvero portare il nome dei The Quill un pizzico più in alto ancora. Sarebbe solo e del tutto meritato…

Tracklist:
01. Stone Believer
02. Snake Charmer Woman
03. Ghosthorse
04. Keep It Together
05. The Spirit and the Spark
06. Skull & Bones
07. Set Free Black Crow
08. Electrical Sons
09. Hollow of Your Hand
10. Unchain Yourself
11. Revelation
12. Metamorphosis

Line-up:
Magnus Ekwall – voce
Christian Carlsson – chitarra
Roger Nilsson – basso
Jolle Atlagic – batteria

 

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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