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THE END A.D. – ‘Scorched Earth’

Nemmeno il tempo di schiacciare il tasto play che dobbiamo già chiamare un’ambulanza e farci trasportare a pezzi in ospedale. Eh sì, perché parte l’opener ‘Infinite Jest’ e subito veniamo travolti da una bordata overkilliana sparata a tutta velocità contro le nostre povere orecchiucce. Un ottimo biglietto da visita per questa schizzoide band di Philadelphia formata dalla crème della scena thrash-hardcore cittadina. Il gruppo statunitense arriva al debutto sulla lunga durata con la tetesca Massacre Records, scatenando una vera e propria tempesta di calci e pugni volanti su tutta l’Europa metallica. Overkill dicevamo, forse una delle influenze maggiori, soprattutto nella voce al vetriolo di Otto Luck, ma anche tanta attitudine stradaiola che si traduce in schegge punkeggianti come ‘The Form Destroyer/Killing Floor’ o più cadenzati brani rappettoni come la grottesca ‘The World’ (chi ha detto Primus?!). Spesso album del genere difettano di originalità e varietà, battendo strade e sentieri sicuri senza nemmeno una curva o un pericoloso dirupo. Agli The End A.D. invece piace avventurarsi in territori meno battuti e protetti e, se andiamo a dare un ascolto ai sette minuti della dilatata, ‘Voyage Of The Damned’ capiamo il perché. US hardcore metal? La accendiamo? E’ la definizione – azzardata, e non poco – giusta? Beh, sembrerebbe di sì. Un ibrido, un incontro tra classico e moderno che a noi piace molto e che rappresenta un’invitante rarità. Melodia, velocità, beat e potenza si mescolano tra loro per poi deflagrarci dritte dritte in faccia. ‘Scorched Earth’ potrebbe essere il risultato di una ragionata jam session tra musicisti ognuno di diversa estrazione artistica, ma sempre legati alla strada e alle caotiche vite passate all’ombra di inarrivabili grattacieli. Pensiamo di aver speso già fin troppe parole, un lavoro del genere va ascoltato, capito e goduto. E’ saggia pazzia metallica messa su disco, una macchia di di Rorschach in cui vedremo tutto o nulla, sapendo però che difficilmente riusciremo a distogliere lo sguardo e a non rimanere rapiti dalla sua inquietante bellezza. Chapeau!

Tracklist:
01. Infinite Jest
02. Wendy O. Williams
03. Germs Burn
04. When Wolf-Spiders Ruleth The Land
05. Day Of The Locust
06. The Intercessor
07. The Form Destroyer/Killing Floor
08. The World
09. Voyage Of The Damned
10. Crawling From The Wreckage
11. Obsession (By Calvin Klein)

Line-up:
Otto Luck – voce
Paul Juestrich – chitarra
John Plumley – chitarra
Dave Carr – basso
Lorin Savadove – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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