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THE DOWNSPIRAL TO HELL – ‘Unusual Methods To Dismember The Spiritual Halo’

Rubo il lavoro al nostro Martino Brambilla Pisoni (spero non me ne voglia) e mi ritrovo ad occuparmi di un malatissimo duo spagnolo. Abbandono la mia amata Russia per volare in Spagna ed ascoltare questi curiosi The Downspiral To Hell. Questo ‘Unusual Methods To Dismember The Spiritual Halo’ presenta una riuscita amalgama di metal estremo e musica elettronica, per un risultato finale (di certo non originale) sicuramente piacevole ed apprezzabile. Una produzione “strana” che enfatizza l’intro ‘Creatures And Threat’ per poi assestarsi su suoni più “umani”, ma più distanti (e peggio prodotti) con i brani successivi. Con il secondo pezzo ‘Snake Eyes In Euphoria’ i nostri amici scoprono le carte: una traccia che prende a piene mani da Aborym e Mysticum ma con un inaspettato tocco melodico sul finale, con una voce pulita e declamatoria che caratterizzerà con un colpo di coda, l’intero brano. Bene. Proseguiamo? ‘The Ochre Sky’ mette un po alle corde la già “sospetta” produzione, con dei suoni elettronici e circolari che ci danno tanto l’idea di materiale composto in casa… al proprio PC. I pezzi sono belli comunque, con sprazzi grind core che sfociano nel death metal, ed uno spirito black che aleggia malignamente su tutto il disco. ‘The Canvas Of Confusion’ evoca i migliori Mayhem, fusi però con la cattiveria moderna e futurista degli Anaal Nathrakh. Proprio il gruppo inglese sembra la maggior ispirazione di questo distruttivo duo, sicuramente baciato da una reale malignità e regale magniloquenza compositiva. ‘Icy Winds Of Fire’ è forse il brano più classicamente black metal, ma anche qui una voce pulita ci canta un ottimo refrain, sognante, distante da tutta la cattiveria che ci viene strumentalmente sputata in faccia. ‘Not Alone’ è hardcore vomitato in growl, prima che un tremolo picking ci riporti su coordinate blacky. Un po di elettronica e synth lanciano il brano verso il finale, in cui hardcore, grind e… Ulver (!?) chiudono l’ennesimo brano interessante. Ancora la stessa formula (vincente) per ‘Rapture In Grey’ ed una finale ed epica ‘Burning Winds Of Ice’ che racchiude, de-struttura e ricompone tutto ciò che abbiamo ascoltato sino ad ora. Una band che per certi versi si dimostra ancora immatura ed un poco persa nella moltitudine demoniaca di idee in cui si trova, ma che sicuramente rappresenta un valido svago ed offre un ascolto in grado di stupire continuamente. Non è poco.

Tracklist:
01. Creatures And Threat
02. Snake Eyes In Euphoria
03. The Ochre Sky
04. The Old Script
05. Within The Oppression
06. The Canvas Of Confusion
07. My Desolation
08. Throughts Through Ethic
09. Icy Winds Of Fire
10. Outside Emptiness
11. Not Alone
12. Rapture In Grey
13. Burning Winds Of Ice

Line-up:
Antonio Miranda – voce, sintetizzatore, programming
Jose Luis Miranda – voce, chitarra, basso, programming

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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