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THE DOOMSDAY KINGDOM – ‘The Doomsday Kingdom’

Diamo un nome al doom metal europeo? Avete in mente qualcuno più adeguato di Leif Edling? No, in tempi di Brexit i Black Sabbath non contano… Il bassista e leader dei Candlemass è certamente una delle figure più carismatiche della scena mondiale, e non solo slow. Oltre alla sua band principale, ha contribuito a creare e condurre formazioni seminali come Krux ed Avatarium. Ora, si presenta con il suo nuiovo progetto, chiamato ‘The Doomsday Kingdom’. Un EP in vinile lo scorso anno, ed ora il debutto ufficiale autointitolato. L’abbiamo già analizzato nei dettagli qualche settimana fa (qui l’anteprima),  ora è il momento di sedimentare le nostre impressioni cercando di cogliere atmosfere e peculiarità del disco. Partiamo dalla line-up, in cui oltre a Edlkin spiccano il vocalist degli Wolf, Niklas Stalvind, ed il chitarrista Marcus Jidell, anche negli Avatarium. Vocals davvero peculiari quelle del primo, che però si sposano alla perfezione con le atmosfere cupe e dilatate dell’album; variegate e personali le parti chitarristiche del secondo, ad ulteriore conferma che il doom è tutto tranne un genere monotono. Sì, perché ‘The Doomsday Kingdom’ è davvero un disco doom, e non solo per il titolo che porta: è un disco ricco di atmosfere inquietanti e di sonorità che si infilano sotto la pelle, ma è anche un disco vario e articolato, che ammicca apertamente alla NWOBHM in ‘A Spoonful Of Darkness’  e ‘Hand Of Hell’, che gioca coi Mercyful Fate nell’opener ‘Silent Kingdom’, che si apre ad atmosfere progressive in ‘The Silence’ e che sconfina nella psichedelia con ‘The Sceptre’ . Il tutto senza dimenticare sonorità più classiche, alla Candlemass ma nemmeno troppo lontane dai Black Sabbath più epici, che tornano più volte nel corso del disco. E’ un disco che piacerà ai maniaci del doom, ma che ha tutto per convincere anche chi apprezza sonorità più classiche e magari movimentate. Un disco nel quale Niklas Stalvind e Marcus Jidell lasciano il loro segno almeno quanto fa Leid Edling – e non dobbiamo dimenticare il drumming fantasioso di Andreas ‘Habo’ Johannson. Epic doomy heavy metal verrebbe da dire, se la definizione non fosse troppo lunga. Ma tanto sbagliata non è, ricordandosi di mettere sempre l’accento sulla parola “heavy”, come spiega da sempre lo stesso Edling. Il disco cresce, e svela man mano gli elementi che lo compongono. Si può parlare di capolavoro? Difficile dirlo ora, ma il debutto dei The Doomsday Kingdom è ricco di spessore e personalità. E come aspettarsi altro? Ascolto più che consigliato, vitale per ogni appassionato di doom. Il Messia è di nuovo tra noi, accogliamolo degnamente…

Tracklist:
01. Silent Kingdom
02. The Never Machine
03. A Spoonful Of Darkness
04. See You Tomorrow
05. The Sceptre
06. Hand Of Hell
07. The Silence
08. The God Particle

Line-up:
Niklas Stålvind – voce
Marcus Jidell – chitarra
Leif Edling – basso
Andreas ‘Habo’ Johansson – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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