Loud Reports

THE DEAD DAISIES – Il report del concerto @ Druso, Ranica (BG) – 05.06.2017

Bene finalmente piove! Giorni e giorni di sole cocente ci hanno fatto desiderare come non mai un po’ di acqua ristoratrice. Era ora! Belli rinfrescati ci mettiamo quindi in macchina per raggiungere la provincia di Bergamo, più precisamente Ranica, sperduto paesino divenuto però per una sera capitale del rock. Come mai? Beh, semplice… stasera il tour promozionale di ‘Live & Louder’ passerà proprio per la piccola cittadina lombarda, messa a ferro e fuoco da quei vecchi volponi che rispondono al nome di The Dead Daisies. Il live album della all star band uscito poco fa (qui la nostra recensione) ha riscosso successi in tutto il mondo e ci ha consegnato un gruppo in forma strepitosa. Andiamo però con ordine… Il malefico traffico che da sempre impesta le strade tra Lecco e Bergamo ci impedisce di goderci interamente l’esibizione dei rockers nostrani The Stone Garden, dei quali riusciamo appunto ad ascoltare solamente un paio di brani. Il loro hard rock settantiano è un ottimo riscaldamento per i numerosi fan che stanno affollando il Druso e siamo certi che i Nostri avranno fatto presa sugli scatenati avventori che già dalle prime ore della sera hanno affollato le prime file del locale. Tocca ora agli Headless, altra band tricolore guidata però da un certo Goran Edman, ex-cantante di un certo Malmsteen e un certo (giuro non lo dico più) John Norum. Nonostante la voce non sia più quella di qualche anno fa, Goran & soci portano a compimento uno show professionale e giocato su un hard rock di classe, impreziosito dalla cover della ballatona malmsteeniana ‘Save Our Love’. I musicisti, molto spontanei e sorridenti on stage, riescono a coinvolgere tutti i presenti grazie ad un’esibizione adrenalinica e potente. I loro brani spaccano eccome, curati nei dettagli e figli di un songwriting elegante e ispirato. Bravissimi! Il Druso ormai trabocca di gente urlante e caldo sudore quando Corabi e soci fanno la loro focosa entrata su un palco già ribollente. ‘Long Way To Go’ è una mazzata data così, senza preavviso e che si abbatte sui presenti come una bomba di atomico rock. Doug Aldrich alla chitarra è la solita visione paradisiaca (soprattutto per le molte fan presenti questa sera), mentre la sessione ritmica della premiata ditta Tichy-Mendoza ci trita come uno schiacciasassi impazzito. Non dimentichiamoci ovviamente dell’altro chitarrista David Lowy, fondatore di questa incredibile band e motore instancabile dietro alla sua sei-corde. Il buon John Corabi – ormai un sosia di Steven Tyler – è in forma smagliante questa sera e ci guida tra killer songs come ‘Mexico’ e la scatenata ‘Make Some Noise’. Stasera si respira rock, si vive rock e si suda rock… ma lo si omaggia anche! Sono molte infatti le cover che i The Dead Daisies ci offronto durante questo stupefacente show, da ‘Fortunate Son’ dei Creedence Clearwater Revival, passando per ‘Join Togheter’ dei The Who e chiudendo in bellezza con ‘Highway Star’ dei Deep Purple, spumeggiante bis voluto e acclamato a gran voce dalla folla in estasi. Ai The Dead Daisies piace suonare, oggi si è visto eccome e, nonostante i molti anni sul groppone di ognuno dei cinque musicisti presenti sul palco, la passione ed il trasporto con cui il supergruppo ha condotto l’intera esibizione sono stati esemplari. Usciamo a riveder la pioggia scaldati nell’anima e nel cuore, consapevoli di aver assistito ad uno dei migliori concerti di questa prima parte del 2017. Long live rock and roll!!!

Si ringrazia Elena Arzani per la gentile concessione delle foto.

Brian.Tichy_Elena.Arzani_2017_01

doug.aldrich_Elena.Arzani_2017_03

John.Corabi_Elena.Arzani_2017_01

Mendoza.Lowy_Elena.Arzani_2017_01

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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