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THE DEAD DAISIES – ‘Make Some Noise’

Il tre è il numero perfetto, si dice. Di certo la terza prova è una sorta di test di maturità per i The Dead Daisies, sorta di supergruppo guidato dal cantante John Corabi. Test che i nostri superano a pieni voti nonostante una line-up fortemente rinnovata, con l’innesto di Doug Aldritch alla chitarra, a completare una line-up che definire stellare non è esagerato. Tra passato e presente, hanno fatto parte della band membri ed ex-menbri di Motley Crue, Guns’n’Roses, Whitesnake e Thin Lizzy, tanto per dirne una… Ma questo è qualcosa che conta relativamente rispetto alla musica, che una volta tanto mantiene in pieno le promesse e le premesse. Lo stile è quello che ci si aspetterebbe da una formazione del genere, un hard rock blueseggiante di spessore che guarda agli AC/DC come agli Aerosmith, con qualche puntata nel classic rock. Se l’opener ‘Long Way To Go’ ha molto degli AC/DC, la più rilassata ‘Last Time I Saw The Sun’ può ricordare gli Aerosmith più radio-oriented. Mentre la title-track si rivela una track anthemica, una sorta di rilettura groovy della maestosità dei Queen. Al centro della scena, spicca John Corabi – che abbiamo intervistato qualche settimana fa – capace con la sua voce di legare influenze e sonorità anche molto diverse tra loro, pur restando in ambito di classico hard rock. Anche Aldritch, assieme all’altra sei corde di David Lowy – assieme a Corabi l’altro fondatore della band, oltre che un personaggio davvero interessante, a metà tra business finanziario e musica rock – riesce nell’intento di dare sostanza a un sound che appare tutto meno che sterile. E’ qui che i The Dead Daisies sorprendono, in positivo. Può essere un supergruppo, e senza dubbio lo è, ma l’impatto e la freschezza del songwriting sono quelli di una garage band in cerca di fama e gloria. E ‘Make Some Noise’ è un disco che si lascia ascoltare con grande piacere, dalla prima all’ultima nota, e non solo da parte dei fan sfegatati delle band man mano citate. L’impressione è quella della jam session tra amici, rafforzata anche dalla scelta di includere ben due cover – ‘Fortunate Son’ dei Creedence Clearwater Revival e ‘Join Together’ degli Who, tanto per chiarire da dove arrivano influenze e ispirazione. Disco di grande intensità, tutto da ascoltare rolleggiando…

Tracklist:
01. Long Way To Go
02. We All Fall Down
03. Song And A Prayer
04. Mainline
05. Make Some Noise
06. Fortunate Son
07. Last Time I Saw The Sun
08. Mine All Mine
09. How Does It Feel
10. Freedom
11. All The Same
12. Join Together

Line-up:
John Corabi – voce
David Lowy – chitarra
Doug Aldrich – chitarra
Marco Mendoza – basso
Brian Tichy – batteria

 

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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