Loud Albums

THE BLACK DAHLIA MURDER – ‘Nightbringers’

I The Black Dahlia Murder sono tutto ciò che i DevilDriver non saranno mai ma hanno sempre sognato di essere. Una band muscolarmente americana dal sound nord europeo. Insomma, guardateli: copertina di Necrolord (Sacramentum, Dissection, Emperor… ) e una produzione cristallina che enfatizza ogni stupendo passaggio melodicamente death metal. Il problema, parlando di muscoli, è che i The Black Dahlia Murder devono essersi iniettati migliaia di dollari in steroidi. La loro frenesia esecutiva, la loro urgenza comunicativa e il loro sound quasi psicotico rappresentano paradossalmente forse l’unico punto debole di questa straordinaria band. Sapete cosa mi fa ridere? Che esiste gente che ancora non li ascolta pensando che suonino deathcore. La band di Detroit (Rock City), Michigan, è assolutamente devota alle sonorità novantiane rese famose da band come Unanimated, Eucharist, Sacramentum e Dissection (qui citati nella bellissima titletrack). Un pesante tocco di ringiovanimento sonoro grazie al trapianto di cellule staminali provenienti da At The Gates, Darkane e The Haunted e sporadici momenti di brutalità statunitense completano il quadro. Perché parlavamo di estrema frenesia? Perché la band non molla il piede dall’acceleratore un solo minuto. Non uno. Peccato perché un brano come ‘Jars’ avrebbe meritato più ampio respiro con i suoi intricati solismi, qui soffocati da un Alan Cassidy che a volte andrebbe abbattuto con una cerbottana armata di dardi narcotizzanti. Carcass ne abbiamo? La splendida ‘King Of The Nighworld’ vede un ipotetico incontro tra la band di ‘Heartwork’ e gli Eucharist di ‘Mirrorworld’. Miglior pezzo del lotto è, per chi vi scrive, la fantastica ‘Catacomb Hecatomb’, con un distruttivo lavoro di basso ad opera di Max Lavelle. Qui, il nostro ipercinetico batterista trova delle pause in cui le chitarre di Brian Eschbach e Brandon Ellis riescono a respirare, a mostrare ogni afflato melodico senza dover alzare sguaiatamente la voce. Ancora Europa con l’ottava traccia, intitolata ‘As Good As Dead’ la canzone presenta quel classico blackened death metal di stampo svedese che fece furore e tutt’ora, appunto, raccoglie proseliti e ispirati estimatori. Gli assoli di chitarra rappresentano sicuramente un plus valore per tutto questo bellissimo ‘Nightbringers’, con un Ellis (ex Arsis, Cannabis Corpse) sugli scudi per un disco che passa idealmente il testimone da una parte dell’oceano all’altra. Una moderna band americana che sembra aver ca(r)pito a fondo quello che era il death melodico degli anni 90, rinfrescandolo con del sangue nuovo e un sound attuale senza scimmiottarne le caratteristiche. Come dimostra anche l’ultima, epica ‘The Lonely Deceased’, la band dovrebbe solamente “calmarsi” un attimo. Solo un poco. Tra passato e futuro… un disco da avere oggi.

Tracklist:
01. Widowmaker
02. Of God And Serpent, Of Spectre And Snake
03. Matriarch
04. Nightbringers
05. Jars
06. King Of The Nightworld
07. Catacomb Hecatomb
08. As Good As Dead
09. The Lonely Deceased

Line-up:
Trevor Strnad – voce
Brian Eschbach – chitarra, voce
Brandon Ellis – chitarra
Max Lavelle – basso
Alan Cassidy – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

Post precedente

HAMMERFALL - In arrivo la ristampa di 'Glory To The Brave' per il ventennale

Post successivo

ENSLAVED – Guarda il video di 'The River's Mouth'