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TEN – L’anteprima di ‘Gothica’ [Esclusiva Loudandproud.it]

Per gli amanti dell’hard rock melodico, le atmosfere epiche dei TEN sono sempre state qualcosa di molto speciale. Dischi come ‘The Name Of The Rose’ e ‘Spellbound’ hanno inciso a fuoco il nome della band di Gary Hughes nel cuore degli appassionati. Da un paio di dischi, la formazione inglese pare tornata agli antichi splendori, ed il prossimo ‘Gothica’ è di certo tra le release più attese dell’anno. Grazie alla disponibilità della Frontiers che lo pubblicherà il prossimo 7 luglio, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare il disco insieme al main man Gary Hughes in persona, che ci ha condotto attraverso i temi delle varie canzoni. Ed ecco le nostre impressioni…

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‘The Grail’ – Tocca a un pezzo dal tema classicamente epico aprire il disco… “Il Sacro Graal è la reliquia cristiana più ricercata nei secoli. Il pezzo parla del ritorno dei Templari a casa, con l’oggetto più prezioso della storia dell’umanità.”  Dal punto di vista musicale è un classico dei migliori Ten, un brano epico ed incalzante, ma anche melodico al punto giusto, arricchito da un ottimo guitarwork ed impreziosito da una parte corale dal sapore mistico;

‘Jekyll And Hyde’ – Forse uno dei personaggi più sinistri ed inquietanti della letteratura mondiale, frutto della fantasia di Robert Louis Stevenson. “Il pezzo descrive la ricerca da parte di Hyde della prossima vittima, nelle strade buie illuminate solamente dalla luna.” E’ un brano dal sapore più rock, dove la chitarra gioca un ruolo importante grazie a continui lick, che non fanno che sottolineare linee melodiche come sempre efficaci. Come efficace ed immediato è il refrain, nella migliore tradizione di Gary Hughes. C’è anche un tocco sinistro nelle atmosfere che non guasta, visto il tema scelto;

‘Travellers’ – Ispirata al classico di HG Wells ‘The Time Machine’, si rivela un brano dalle atmosfere più dilatate, ai confini della ballad, estremamente ricco negli arrangiamenti, con la chitarra e le tastiere che si danno manforte in modo molto discreto, e sempre efficace. “Il testo descrive l’abbandono del Viaggiatore del Tempo e la lettera che lascia a uno degli amici, prima di sparire per sempre.” Questo probabilmente spiega il mood un po’ malinconico del pezzo…;

‘A Man For All Seasons’ – Introdotta da uno strumentale orchestrale, diventa presto una pulsante rock song. Il tema ancora una volta è storico: “Il pezzo parla di Enrico VIII e della sua decisione di staccarsi dalla Chiesa cattolica per poter divorziare dalla sua prima moglie, Caterina d’Aragona, per sposare poi Anna Bolena.”  Brano ben strutturato, inarrestabile nel crescendo del refrain, assolutamente all’altezza dei grandi classici del passato. Di certo uno degli highlight del disco, con la voce di Gary Hughes che si insinua morbidamente tra le note, quasi ad amplificare l’effetto avvolgente del brano;

‘In My Dreams’ – Una volta tanto, nessun tema storico o letterario… “A volte quando si cresce ci si sente fuori posto e si inizia a fantasticare su come potrebbe essere la propria vita nella fantasia. Di questo parla questa canzone, dei sogni notturni di chi vive ogni giorno come un geek. E’ un brano dal testo molto ironico.” Di certo è una canzone molto immediata e commerciale, sempre nel senso che Gary Hughes può dare a questa parola. Entra in testa al primo ascolto, come fosse un rocker mainstream alla Bon Jovi, senza per nulla dimenticare il classico tappeto sonoro alla Ten;

‘The Wild King Of Winter’ – Si apre orchestrale, per passare a un riff decisamente pesante, su cui poi si innesta una classica melodia vocale alla Gary Hughes. Resta un brano abbastanza pesante rispetto al resto il disco, se non altro per il riffing moderno, comunque sapientemente declinato in direzione hard rock melodico. “Ero partito ispirandomi a ‘A Song Of Ice And Fire’ di George Martin, ma il personaggio che ho creato è diventato più contorto e contraddittorio, quasi grottesco.” Tastiere in primo piano qui, per un bel solo, quasi a contrastare la pesantezza dei riffing;

‘Paragon’ –  Melodia in primo piano, con un brano che si apre come una classica ballad, per poi arricchirsi di elementi orchestrali, condotti in modo magistrale dalla calda voce di Gary Hughes. “Non finisco mai di stupirmi di quanto le scelte che facciamo influenzino il corso della nostra vita. Alla fine c’è una persona che è in grado di tenerci in equilibrio, tra i mille elementi diversi di ognuno di noi.” Splendido il guitar solo, ma in generale si tratta di un pezzo molto emozionante oltre che emotivamente coinvolgente;

‘Welcome To The Freak Show’ – Che i Ten sappiano anche essere carnali e non per forza evocativi o cerebrali lo mostra questo pezzo diretto dal flavour sfrontato e commerciale, che per certi versi guarda alla California degli anni Ottanta: “Parla di una relazione, molto fisica e carica eroticamente. Di una tentatrice a cui semplicemente non è possibile resistere, e nemmeno fare a meno.”  Immediato e rolleggiante, lontano da quello che i Ten sanno fare al meglio, ma non per questo meno coinvolgente;

‘La Luna Dra-Cu-La’ – Il titolo già esplicita la fonte di ispirazione, il romanzo di Bram Stoker. “Descrivo il momento in cui gli ospiti si avvicinano per la prima volta al castello, con la luna piena che illumina una scena altrimenti oscura, e comunque inquietante. La luna di Dracula, come la chiamano gli abitanti della Transilvania.” Un brano incalzante, che sembra fatto apposta per essere eseguito on stage con il suo solito refrain assassino ed immediato. Spicca la parte solista, con le chitarre a darsi il cambio in modo davvero efficace;

‘Into Darkness’ – A chiudere il disco arriva questo brano dal sapore introspettivo e personale. “E’ un tributo a mio padre che ha perso la battaglia contro il cancro lo scorso anno, proprio mentre stavo registrando ‘Gothica’. E’ un pezzo che ci immagina protagonisti di un film dedicato alla nostra vita dai titoli di testa a quelli purtroppo di coda.” E’ un pezzo che ha la struttura della power ballad, alternando momenti più melodici e passaggi corali, quasi maestosi. Ed è anche un’ottima chiusura per un disco che non deluderà nessuno dei fan dei Ten, nemmeno di quelli della prima ora.

Che dire per chiudere questa anteprima di ‘Gothica’? Già con ‘Albion’ e ‘Isla De Muerta’ i Ten avevano fatto vedere di essere tornati sulla strada giusta dopo anni di indecisioni. Ora, mostrano di aver ritrovato anche la continuità, con un disco solido dal primo all’ultimo minuto, senza passaggi a vuoto o cadute di nessun tipo. In primo piano come sempre la voce calda di un Gary Hughes che ha dato di nuovo spazio alle sue influenze epiche, che in chiave hard rock hanno reso i Ten una realtà davvero unica sulla scena. Ma anche le tre (!) chitarre di Dann Rosingana, Steve Grocott e John Halliwell giocano un ruolo fondamentale lungo l’arco dell’intero album, tra riff ficcanti, melodie avvolgenti e parti soliste mai esagerate ma sempre azzeccate e di grande gusto. Il tutto si giocherà da luglio in avanti, ma ci sono ottime probabilità che ‘Gothica’ risulti tra i dischi top di questo 2017.

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Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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