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TEMPTATIONS WINGS – ‘Skulthor Ebonblade’

I Temptation’s Wings – dal North Carolina con furore – definiscono il loro stile come thrashy-doom-metal. Vi basta? Potremmo anche terminare qui la recensione ed inchinarci davanti a tutta questa epicità ed a questo eroismo. Andiamo però ad analizzare nel dettaglio questa strana proposta musicale. Un doom con tinte thrash ( o viceversa) potrebbe superficialmente sembrare un ossimoro, quasi impossibile da concepire. In fondo in fondo però, immergendoci nelle buie paludi del sud degli USA, ecco che la musica dei Temptation’s Wings si fa più nitida e definita: stoner! Stoner bello e buono, evocativo ed heavy quanto si vuole, ma  pur sempre stoner. ‘Skulthor Ebonblade’ è un concept album che sarebbe potuto benissimo nascere in Svezia, dal flusso creativo di una band come i Grand Magus. C’è l’eroico guerriero di turno, c’è il villaggio che va inevitabilmente in fiamme, c’è il clan da vendicare e dulcis in fundo: c’è anche lei, la miracolosa spada capace di sconfiggere qualsiasi nemico, grazie ai suoi poteri leggendari. Torniamo un momento a cosa suonano e COME lo suonano i Temptation’s Wings. Ormai si sarà capito che il trio yankee adora le sonorità più pesanti ed opprimenti, senza dimenticarsi di condire il tutto con convincenti atmosfere nordiche e dei bei riffoni metallici che faranno sospirare i nostri lettori più nostalgici. E la sapete una cosa? Tutti questi elementi si amalgamano alla perfezione e rendono ‘Skulthor Ebonblade’ uno disco veramente figo! La tensione rimane alta per tutta la durata dell’album, sorretta da una produzione settantiana che scalda a dovere i brani, per nulla asettici o “plasticosi”. Prima si parlava dei Grand Magus come principale band a cui accostare lo stile dei TW ed effettivamente il primo, lampante paragone è proprio quello con il clamoroso combo svedese. ‘Skulthor Ebonblade’ getta un solido ponte tra i freddi fiordi della Penisola Scandinava e le coste umide del North Carolina, sia a livello tematico che stilistico. Vi lasciamo, consigliandovi caldamente l’acquisto di questo album autoprodotto (!), sicuri che non rimarrette affatto delusi dai metallici racconti di questi tre vichinghi a stelle e strisce.

Tracklist:
01. Burning of Hjalmar
02. I Destroyer
03. Into the Maelstrom
04. To Forge a Legend (Ulfbehrt)
05. Lair of the Gorgon Queen
06. Solitude
07. Treachery of the Blind Raven
08. Witches of Dredmoor
09. My Name was Skulthor

Line-up:
Micah- chitarra, voce
Chad – basso
Jason- batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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