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TALSUR – ‘Offertorium’ EP

Che in Russia il clima non ispiri certo composizioni solari e canzoni che parlino di surf e ragazze in costume da bagno, credo sia palese, così com’è risaputo che gruppi dal forte appeal melodrammatico come Paradise Lost e My Dying Bride abbiano un ampio seguito. I Talsur sono una one-man band, ma di quelle che funzionano bene, ve lo assicuriamo. Dimenticatevi dischi palesemente fatti in casa, qui si sente una produzione decisamente buona, un lavoro assolutamente professionale per un disco che è vetrina del talento di questo artista. ‘Offertorium’ è un EP che mette in risalto prima di ogni cosa la splendida voce di questo factotum. Se nella sua versione death, Talsur si avvicina incredibilmente al growl di Nick Holmes, è vero che a stupirci è la sua interpretazione pulita, con un timbro squisitamente baritonale, limpido, suadente. La voce naturale dell’artista è puro velluto nero, avvolgente, calda e riesce a essere drammatica senza toccare la parossistica disperazione di Aaron Stainthorpe. Cos’altro funziona? Tutto. Le chitarre hanno un suono perfetto e sopratutto, guidate dal talento e dalle dita del russo, disegnano linee melodiche stupefacenti e si prodigano in riff tanto potenti quanto orecchiabili (da manuale il pezzo ‘Eternal Lonely Woe’, quasi dieci minuti che volano via così velocemente da voler premere il tasto “repeat”, con un finale in crescendo che ci lascia sulle labbra il gusto salato delle lacrime). ‘In The Void’ è un brano acustico, con il Nostro che tocca le corde della sua chitarra così come quelle della nostra anima. La sua voce è quanto di più bello e catartico ci sia capitato di sentire ultimamente, e non esageriamo. Ancora una chitarra acustica per il quarto e ultimo capitolo del lotto: ‘Funébre ‘, un brano strumentale dal forte sapore barocco che sfocia in un finale elettrico, insolitamente “aperto”, come un pallido sole che cerca di farsi strada tra la nebbia e il ghiaccio. Un EP che pensavamo fosse la classica autoproduzione russa, fatta in casa, con qualche adolescente bloccato dalla neve e ispirato dai poster dei propri beniamini, qualche bottiglia di vodka e pesce affumicato. Non avremmo potuto commettere errore più grave. A Penza, città sul fiume Sura, 709 km a sudest di Mosca… c’è talento. Ci siamo trattenuti con il voto, visto che il disco in esame è un EP, quindi solo una “promessa” che speriamo venga mantenuta.

Tracklist:
01. Awake
02. Eternal Lonely Woe
03. In The Void
04. Funébre

Line-up:
Talsur – voce, tutti gli strumenti

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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