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SUNWALTER – ‘Alien Hazard’

Partiamo come un razzo? Anzi come un astronave aliena, viste le tematiche dei russi Sunwalter. Una bella e rapita intro apre la porte per l’ingresso di ‘Green ‘N’ Grey’, che riprende la melodia portante dell’incipit strumentale per svilupparla intorno a incursioni elettroniche, riff metallici e sopratutto un utilizzo delle voci davvero da applausi. La band propone un metal epico e sinfonico, pesantemente dominato dalle tastiere. Alexio è il cantante estremo, colui che ha il compito di iniettare (quantomeno vocalmente) del black metal nella proposta pomposamente pop dei nostri. Passa dal cantato in stile Popeye/Braccio Di Ferro a screaming più acidi tipicamente black. Menzione a parte per Olga Sol, una cantante bravissima in grado di cantare rock, metal, pop e lirica. Quel’è il valore aggiunto per queste voci? Il cantare linee vocali bellissime, ritornelli “a uncino” e strofe che si lasciano ascoltare piacevolmente nell’attesa dello splendido refrain. Brani snelli della durata media di 4 minuti (finalmente una band che ha capito che scrivere brani di 12 minuti non è un plus valore, ma solo una grande rottura di palle e un rischio enorme per una band che deve motivare la durata tenendo alta l’attenzione dell’ascoltatore), arrangiamenti che nella loro essenziale scolasticità rappresentano la perfezione. Le canzoni di questo disco sono proprio belle, punto. I testi si lasciano cantare, le parti strumentali fischiettare. Perfetto. Bellissima ‘Message From Nowhere’, con chitarre pesantissime e la solita fitta rete vocale che disegna una ragnatela di suggestioni e ben studiate intersezioni. Strano ibrido alieno tra Samael e Nightwish nell’interessante ‘ Planetary Protector’, prima di ascoltarci il bel riff effettato di ‘Red Shift’. Promemoria: ascoltare questo disco con delle buone cuffie. Questo ‘Alien Hazard’ è ridondante di effetti, suoni alieni e campionamenti che vorticheranno intorno a noi con un suono rotondo e potente grazie all’ottima produzione. Sfoghiamoci con ‘Fermi Paradox’, forse il brano più feroce dell’intero lotto (ma con una parte centrale sognante ed evocativa) prima di fare un salto in discoteca con ‘Nibiru’, un pezzo arrangiato in chiave techno e tutt’altro che brutto (anche se tamarro all’inverosimile e adatto alle alcoliche feste russe). Un bel disco che non sarà ricordato nella storia della musica, ma fresco, divertente, da ascoltare e riascoltare con piacevole leggerezza. Aspettative Vs Realtà = 0 – 75.

Tracklist:
01. Intro
02. Green ‘N’ Grey
03. Birth Machine
04. Drilling The Ice Of Europa
05. Forbidden Sun
06. Message From Nowhere
07. Planetary Protector
08. Red Shift
09. Fermi Paradox
10. Nibiru (Techno Version)

Line-up:
Alexio – voce
Olga Sol – voce
Myutel – chitarra
St. Odium – basso
Miran – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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