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SUN OF THE SLEEPLESS – ‘To The Elements’

L’etichetta tedesca Prophecy ci ha abituato a uscite di qualità e questo ‘To The Elements’ dei Sun Of The Sleepless (nome preso da un sonetto di Lord Byron), solo-project di Markus Stock (aka Ulf Theodor Schwadorf) degli Empyrium, non delude le aspettative. Il disco si apre con la litania di ‘The Burden’, brano solenne dal ritmo lento e atmosferico in cui la voce sovrapposta a un coro è accompagnata da una semplice chitarra distorta e da un cimbalo che scandisce il tempo, nulla di più: il brano risulta perfetto nella sua semplicità. Il salto verso il black metal di ‘Motion’ è brusco e inatteso, ma sale subito all’orecchio la capacità di Stock di districarsi nella foresta di sentimenti che il pezzo, dolce amaro quanto selvaggio, suscita. Per tutto il disco melodie gothic si alternano a ritmiche doom, il black metal dei Darkthrone (in ‘Realm Of The Bark’ è indiscutibile l’influenza dei norvegesi) si unisce al sound degli stessi Empyrium per contribuire alla riuscita di un album la cui qualità è indiscutibile. La ripetizione di alcuni riffs fa si che la maggior parte dei brani risulti mesmerica, rendendo difficile il distacco da un brano in favore di un altro. Sapere che tutti i pezzi di ‘To The Elements’ siano stati registrati da Schwadorf in totale solitudine, prendendosi il tempo necessario a far sì che il disco rispecchi il più possibile la sua visione del black metal, rende ogni pezzo una piccola perla a se stante, come se il lavoro fosse composto da sette papabili singoli, ognuno perfetto di per sé, ognuno capace di brillare di luce propria. ‘Forest Crown’ (la traccia che più ricorda gli Empyrium) è una folk ballad oscura che nella sua brevità racchiude in se tutta la profondità della visione naturalistica di Schwardofm visione che del resto pervade tutto l’album. L’epica cavalcata di ‘Phoenix rise’ termina questa “ode agli elementi” con il suo inno alla potenza purificatrice del fuoco, toccando lidi quasi melodic death, per poi chiudere il viaggio creativo con un sovrapporsi di voci sussurrate, proprio come era iniziato. ‘To The Elements’ è un album di alta qualità, fruibile sia da chi non conosce il genere sia da chi lo mastica da anni; un’opera che ha avuto bisogno di ben 17 anni per vedere la luce ma che, nella sua maturità, sarà capace di diffondere per il globo la visone di Ulf Theodor Schwadorf.

Tracklist:
01. The Burden
02. Motions
03. The Owl
04. Where in My Childhood Lived a Witch
05. Forest Crown
06. In the Realm of the Bark
07. Phoenix Rise

Line-up:
Ulf Theodor Schwadorf – Tutti gli strumenti

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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