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STEVE SYLVESTER – 40 years of Darkness and Light [Esclusiva Loudandproud.it]

Nascono nel 1977 i Death SS, band guidata dall’iconico Steve Sylvester e dal carismatico e geniale Paul Chain. Steve si dimostra una delle personalità musicali più forti ed emblematiche del metal tricolore. Artista, imprenditore, studioso, occultista, collezionista. Steve è un uomo che nella sua lunga carriera artistica e personale percorso di vita (volto ad evolversi e migliorare), ha potuto vivere mille vite. Si dimostra subito in sintonia con noi, dimostrandosi un vero signore, una persona squisita e di una cultura superiore, dissolvendo in pochi istanti l’idea (che molti hanno) che sia un personaggio schivo e restio nel parlare. In questa nostra esclusiva intervista pasquale (!?) il “vampiro” (che sembra davvero immortale e congelato nel tempo) ci parla di tutto, dai Death SS, al cinema, dai fumetti alla sua forma fisica, lasciandoci anche con un inaspettato messaggio finale. Buona lettura.

Ciao Steve, domanda obbligata, cosa bolle in pentola con i tuoi progetti musicali?
“Abbiamo alcune sorprese in cantiere. Come saprai quest’anno decorre il quarantennale della formazione della band e sebbene da un paio d’anni abbiamo deciso di interrompere le nostre attività live fino a data da destinarsi, intendiamo ugualmente festeggiare questo importante evento. Sta per uscire un doppio tribute-album curato dalla Black Widow Records dove una trentina di band provenienti da ogni parte del globo riproporranno un nostro pezzo alla loro maniera, mentre da parte nostra stiamo dando giusto ora gli ultimi ritocchi ad un doppio DVD sul periodo di ‘Resurrection’, un dischetto con un video clip per ciascuna delle 12 canzoni dell’album e un altro con stralci live dal relativo tour, backstage, documentari e tanto altro. L’artwork sarà nuovamente affidato al maestro Emanuele Taglietti, autore anche della copertina di ‘Resurrection’. E comunque non è tutto qui. Ci sono anche altre cose che al momento non ti posso anticipare.”

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Il tuo libro autobiografico (edito da Crac Edizioni), ha uno dei titoli più azzeccati di sempre: ‘Il Negromante Del Rock’. Credo a ragion veduta che tua sia uno dei musicisti rock più “magici” di sempre, una sorta di ibrido alchemico tra una rockstar, un uomo che recita una parte ed un illuminato (seppure da una luce oscura). Cosa ne pensi? Come credi di essere visto dall’esterno? Credo che nonostante tu sia un uomo maturo, la gente ti guardi sempre come quando eri un giovane “strano” e particolare (ed a questo punto non credo dipenda dal look).
“Francamente non mi sono mai curato molto di come la gente mi possa vedere. In vita mia ho sempre seguito il mio istinto e le mie pulsioni, anche se questo mi ha spesso fatto considerare strano agli occhi di tanti “benpensanti”. Non è una cosa che ho ricercato ma semplicemente il mio modo di essere!”

A proposito di luci oscure; intorno ai Death SS circolano ogni tipo di voci, al punto che la tua band viene chiamata “innominabile”. Molti pensano che portiate sfortuna, o che comunque siate forieri di energie negative. In modo molto cinico, penso sia tutta pubblicità gratuita per voi… ma in fondo mi piace pensare che sia un poco vero.
“E’ una vecchia storia! Abbiamo anche scritto una canzone su questa cosa. In realtà la “sfiga” non esiste e siamo solo noi gli artefici delle energie, positive o negative, che andiamo a scatenare. Noi come artisti, siamo maestri nel creare forti energie e quindi mi piace pensare che certe persone che vengono in contatto con la nostra musica ne siano in qualche modo influenzati. Ricordo però che la “sfiga” (così come la intendono le persone che ci chiamano “innominabili”) va solo a chi se la merita, quindi sono loro che sono degli sfigati.”

Ricordo da ragazzo quando leggendo una vostra intervista, tu dicesti che in Germania era necessario apporre uno stiker per specificare che la doppia “S” non aveva accezioni naziste. Spero non sia più così!
“Non ho più visto in effetti degli stiker del genere sui nostri dischi da quelle parti, ma non credo che le cose siano cambiate e continua l’ostracismo nei nostri confronti da parte di molti distributori europei per questo motivo.”

Nella tua vita di ricerca hai incrociato la tua strada con diversi occultisti, da Efrem Del Gatto a Fulvio Rendhell. C’è qualcuno che ti ha veramente colpito e cambiato? Ed onestamente, quante delle persone che hai trovato in questo campo sono davvero convinte di quello che dicono?
“Ho avuto rapporti con molti personaggi più o meno famosi in campo occulto, ciascuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. Direi che ognuno di loro ha contribuito a modo suo ad arricchirmi spiritualmente e a dare un input alla mia crescita individuale. Certo ho incontrato anche molti ciarlatani, ma questo fa parte del folklore che circonda quel tipo di mondo! Ad ogni modo ringrazio tutti perché, nel bene e nel male sono stati importanti per la mia esperienza di vita.”

Ad un certo punto della tua carriera si è creato a mio avviso una sorta di dualismo. Da un lato i Death SS, fieri portabandiera di un nome ed uno spettacolo musicale (passami il termine) e dall’ altro la tua carriera solista che paradossalmente sembrava quanto di più vicino ai “vecchi” Death SS ci potesse essere. Come se il vampiro cantasse in una band, ed il “Free Man” tornasse indietro nel tempo.
“Diciamo che nei due miei dischi solisti ho preferito concentrarmi sulle mie radici musicali legate al prog e al dark rock degli anni 70, tralasciando le molte altre sfaccettature che compongono invece il sound dei Death SS. Questo era dovuto anche dai musicisti che mi hanno accompagnato in quei progetti, tutte persone molto legate alle atmosfere dei seventies. Cosa che poi ho portato avanti anche nel progetto Sancta Santctorum, questa volta inserendoci anche un pò di psichedelia.”

In quali rapporti sei attualmente con Paul Chain?
“Non ne ho idea. Non lo vedo da tanto tempo e non ho più avuto sue notizie. E’ una persona molto lunatica. Nella sua testa io sono contemporaneamente il suo miglior amico e il suo peggior nemico. In realtà io invece lo ricordo sempre con affetto.”

Nell’immaginario collettivo di noi metal fan, tu hai sempre un fisico molto curato, che ostenti con fierezza. Muscoloso ed asciutto. Come ti alleni durante l’anno? Ti va di parlarci della tua alimentazione e del tuo work-out?
“Beh, cerco di mantenermi in forma, ma non seguo diete o attività fisiche particolari. Sono vegano e di tanto in tanto faccio yoga, reiki e meditazione alternate a dello stretching. Non sono mai stato un fanatico delle palestre. L’importante è per me mantenere il mio corpo equilibrato con la natura, sopratutto attraverso una giusta alimentazione.”

Voci di corridoio dicono che tu abbia un ristorante vegano a Firenze.
“Vero! E’ la mia attività principale degli ultimi due anni.”

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Nei rituali di magia nera che hai praticato nei primissimi anni di attività era contemplata l’uccisione di animali, ma nei tuoi anni di ricerca e studi sei poi passato ad essere un animalista convinto… la cosa assurda è che la gente questo non lo capisce. Vede solo bianco o nero, etichetta ogni cosa e non scinde nulla con la propria testa preconfezionata dai preconcetti. Sei un occultista? Satanista? Fai metal? Ti vesti di nero? NON PUOI amare gli animali, commuoverti guardando la natura o un cucciolo. Triste vero?
“Si tratta di un processo di crescita e di evoluzione spirituale. Il mio particolare cammino mi ha portato a ricercare l’equilibrio e l’armonia con la natura. Sono passato attraverso vari stadi di ricerca, esplorando ogni forma di disciplina “esoterica” con la quale mi è stato possibile mettermi in contatto. Ciò mi ha portato a diventare vegano ed ambientalista. E’ una forma di coerenza spirituale!”

Il mio cognome credo ti possa ricordare grandi illustratori (Biffi, Biffandi) che disegnavano le copertine di alcuni fumetti negli anni ’70. Ti va di parlarci di questa tua passione della quale sei un vero esperto?
“Si, l’avevo già notato! Sei omonimo del grande Leandro Biffi, storico pittore che illustrò molte splendide copertine di fumetti erotici d’epoca come Terror, Oltretomba, Jungla o Jacula e quasi omonimo del recentemente scomparso Alessandro Biffignandi, forse il più grande e conosciuto artista legato all’immaginario del fumetto erotico italiano degli anni ’70 e ’80. Non è un segreto che quegli albi siano stati una primaria influenza per la nascita dei Desth SS e tuttora conservo una ricca collezione personale che raccoglie praticamente tutto il pubblicato delle storiche case editrici Edifumetto ed Ediperiodici. Con l’aiuto di altri esperti collezionisti sto da alcuni anni collaborando ad una serie di libri sull’argomento editi per Mencaroni: ‘Immaginario Sexy’, che stanno riscuotendo un buon successo tra gli appassionati. Al momento sto lavorando per il quarto volume, che uscirà a dicembre. Ricordo inoltre che la copertina di ‘Resurrection’ è opera del maestro Emanuele Taglietti, altro grandissimo nome collegato al fumetto horror erotico italiano, autore delle cover di personaggi mitici come Zora, Sukia, Belzeba, Ulula e Cimiteria. A tal proposito ti annuncio che ci saranno presto nuove sorprese!”

Molti ti hanno seguito incuriositi per la tua partecipazione in un episodio dell’ispettore Coliandro e se non erro nel film Eaters del 2011. Come ti vedi nel ruolo di attore?
“E’ una cosa che ho fatto con piacere, divertendomi moltissimo! Ho fatto anche altre cose in questo campo, come ad esempio una puntata di “L’ispettore Rex” per la RAI o una web serie poliziesca (Squadra Investigativa Speciale). Non è una cosa che sono andato a cercare di proposito, ma se mi capita qualche buona occasione non mi tiro indietro!”

Hai mai pensato di dirigere o scrivere un film?
“Si, in effetti è una possibilità che ho già valutato.”

Posso essere indiscreto e chiederti di cosa potenzialmente si potrebbe trattare?
“Conosco molti registi e sceneggiatori, principalmente collegati all’immaginario horror, con i quali ho avuto modo di fare un pò di pratica, frequentando i vari set. Qualcosa in tal senso l’ho anche già iniziato a fare scrivendo un paio di sceneggiature. Una di queste, ‘The Devil’s Graal’ è diventata una delle canzoni di ‘Resurrection’, con l’intenzione di trasformarla in in vero e proprio film. Il problema in questo genere di produzioni indipendenti è che richiedono un sacco di soldi!”

Cosa pensi di questo vizio di fare continui remake o reboot di film horror che, almeno personalmente, ritengo già perfetti nella loro versione originale (vedi ‘Omen – Il Presagio’)?
“Beh, dipende come vengono fatti. Ci sono quelli inutili e quelli invece ben riusciti che magari aiutano a far riscoprire ai più giovani oscure perle del passato. Concordo comunque con te che nella maggior parte dei casi le versioni originali restano le migliori.”

Ultimamente spopolano le serie TV: una sorta di “evoluzione” di quelli che un tempo chiamavamo “telefilm”. Grosse produzioni che tengono incollati alla TV per stagioni e stagioni. Segui qualcosa?
“Qualcosa di tanto in tanto la guardo, ma non con costanza, per mancanza di tempo. Su tutte ‘The Walking Dead’ e ‘American Horror Story’.”

Credo che la tua componente spirituale sia molto forte. Come la curi quotidianamente?
“Non seguo degli esercizi o dei rituali precisi. Cerco per quanto mi è possibile e in vari modi, di mantenere viva la connessione con il mio spirito e di ricaricare di energia vitale positiva il mio organismo per ritrovare una crescente sicurezza e sintonia con me stesso. Il percorso di conoscenza di se stessi dura tutta la vita e gli strumenti possono cambiare di volta in volta, in base alle nostre scelte. Mi ritengo in questo senso una persona in continua evoluzione.”

Ricordo ormai molti anni fa, di averti visto a Roxy Bar di Red Ronnie. Ero un giovane metallaro ottuso e non sapevo se essere contento che tutta l’Italia potesse vedere i “miei” Death SS oppure esserne scandalizzato. Mi sembrava di buttare “perle ai porci”, confermato dalla vecchietta invitata sul palco – rappresentando ancora una volta il dualismo di questo mondo – da un lato il “diverso”, se pur in realtà di una cultura immensa e dall’altro l’Italia vecchia, ancorata ad antichi ed ignoranti pensieri. Ti ricordi di quell’episodio?
“Certo! Per me non è un problema confrontarmi e mettermi in discussione anche all’interno di contesti non propriamente consoni al mio tipo di proposta artistica. L’importante è essere trattati con rispetto! Nel caso delle trasmissioni di Red Ronnie c’è stato un clima di assoluta libertà e le cose si sono svolte senza alcun problema da entrambe le parti. Reputo quindi quell’esperienza come positiva e penso che ci abbia aiutato a farci conoscere al di fuori dei soliti circuiti “di culto” ai quali siamo da sempre relegati. La crescita passa anche attraverso queste cose, vecchina compresa, l’importante è semplicemente rimanere sempre se stessi!”

Ti lascio la parola…
“Concludo salutando te e i lettori di questa intervista con affetto e visto che uscirà in occasione della festività pasquale, vorrei invitarvi a riflettere sulla barbara usanza – purtroppo ancora in uso qui in Italia – di cibarsi di carne di cuccioli di agnello, orrendamente massacrati in nome di una “tradizione religiosa” che dovrebbe invece preoccuparsi di rispettare ogni forma indifesa di vita. La maggior parte delle persone non ci pensa o non vuole pensarci, ma esiste una legge karmica di causa-effetto con la quale inevitabilmente tutti dovremo prima o poi fare i conti… parola di Steve Sylvester!”

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Discografia:

Death SS
The Story Of Death SS 1977 – 1984 (1987)
In Death Of Steve Sylvester (1988)
Black Mass (1989)
Heavy Demons (1991)
The Cursed Concert (1992)
Horror Music – The Best Of Death SS (1996)
Do What Thou Wilt (1997)
Panic (2000)
Humanomalies (2002)
The Horned God Of The Witches (2004)
The Seventh Seal (2006)
The Story Of Death SS 1977-1984 – Part Two (2010)
All The Colors Of The Dark – The Very Best Of Death SS (2011)
Resurrection (2013)

Steve Sylvester
Free Man (1993)
Broken Soul (singolo) (1994)
Mad Messiah (1994)

Sancta Scantorum
The Shining Darkness (2010)

Opus Dei (W.O.G.U.E.)
Opus Dei (2010)

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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