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STEELHEART – ‘Through Worlds Of Stardust’

2017 anno di ritorni, reunion, atterraggi di meteore perse da qualche parte nell’infinito spazio metallico e di ruggiti di vecchi leoni tornati a cacciare dopo un lungo letargo. Non poteva quindi mancare all’appello l’ugola d’oro di Miljenko Matijevic e dei SUOI (volutamente in maiuscolo) Steelheart. I primi anni novanta americani erano stati scossi dal potente terremoto scatenato dall’hair metal della creatura del balcanico singer, grazie ad una proposta frizzante che nulla aveva da invidiare ai grandi nomi dell’hard rock a stelle e strisce. L’avvento del grunge ed alcuni (tanti) casini interni hanno però fatto sì che gli Steelheart sparissero per alcuni anni dalla scena, quella calda come le spiagge della California e sempre in fermento come un nido di termiti, e si rifugiassero in sound più moderno e proiettato verso il nuovo millennio. Va detto che Matijevic non si è però mai perso d’animo, continuando a professare la propria fede metallica nonostante il peso di un passato glorioso che da sempre lo segue come una minacciosa ed opprimente ombra. Cosa dobbiamo aspettarci quindi da questo nuovo ‘Through Worlds Of Stardust’? Beh, un ottimo esempio di quello che gli Steelheart – e quello che Miljenko – sono nel 2017. L’album si muove su coordinate moderne, strizzando l’occhio ad un hard rock che non sfigurerebbe nelle classifiche alternative di tutto il mondo e che si va a piazzare in quel amarcord zeppeliano che sta caratterizzando questo decennio musicale. L’opener ‘Stream Line Savings’ spiega alla perfezione quanto appena detto, con le sue psichedeliche atmosfere che tanto ricordano i padrini dell’hard rock inglese, mentre la successiva ‘My Dirty Girl’ picchia duro grazie ad un ritornello corale e veramente catchy. Le lezioni impartite dagli anni Novanta sono invece ben evidenti nel post-grunge di ‘Come Inside’, così come nelle simpatiche influenze gotthardiane che emergono nella radiofonica ‘You Got Me Twisted’. Non perdiamoci però in uno sterile track by track, cerchiamo di analizzare un attimo il disco nel suo insieme. Prima cosa: gli Steelhearth del 1990 non esistono più, ora sono una band che rispecchia alla perfezione l’evoluzione dell’hard rock nel corso degli ultimi decenni. Secondo punto su cui soffermarci: la qualità. ‘Through Worlds Of Stardust’ è un bell’album? Si fa ascoltare? Sì, assolutamente. Superato l’ostacolo iniziale, disfatti dei pregiudizi che invadono la nostra mente ogni volta che i nostri occhi incrociano la parola ‘moderno’, non possiamo che rendere conto – anche se dei conti si occupa sempre lo zio Antunello – agli Steelheart di aver pubblicato un lavoro comunque interessante. Non un capolavoro, non una futura pietra miliare del rock contemporaneo, ma un onestissimo, piacevole omaggio ai tempi che corrono. Chi non risica…

Tracklist:
01. Stream Line Savings
02. My Dirty Girl
03. Come Inside
04. My Word
05. You Got Me Twisted
06. Lips Of Rain
07. With Love We Live Again
08. Got Me Runnin’
09. My Freedom
10. I’m So In Love With You

Line-up:
Miljenko Matijevic – voce e chitarra
Uros Raskovski – chitarra
James “Rev” Jones, Sigve Sjursen, Jesse Stern – basso
Daniel Fouché, Ed Roth – piano
Mike Humbert, Randy Cooke – batteria

Editor's Rating

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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