Loud Albums

STÄLKER – ‘Shadow Of The Sword’

Stälker. Con la dieresi che fa tanto heavy metal. Di loro si è parlato un sacco ultimamente, e non solo perché suoneranno al prossimo Keep It True. Il trio neozelandese (!) si è fatto notare per un primo interessante demo, ‘Satanic Panic’, che li ha portati al deal con la Napalm. Nel passato di Chris Calavrias e Nick Oakes, rispettivamente chitarrista e batterista, l’esperienza coi Razorwyre, autori di un ottimo disco nel 2012. Rispetto a loro, gli Stälker sono decisamente più grezzi, oltre che fortemente radicati negli anni Ottanta. Anche a livello di produzione, visto ceh ascoltando ‘Shadow Of The Sword’ sembra davvero di essere tornati alla metà di quella decade, tra sonorità impetuose ed effetti che credevamo dimenticati. Sarà la scritta “Speed Metal Mayhem” che campeggia sotto il CD, ma gli Stälker sono riusciti a ricreare alla lettera un disco che sarebbe suonato underground già allora. Più grezzi dicevamo, i loro punti di riferimento più evidenti sono Exciter e Razor, anche se qua e là sbucano un pizzico di hardcore e gli immancabili – all’epoca – Slayer. Sono in tre e pestano come dannati, i momenti in cui alzano il piede dall’acceleratore sono veramente pochi, vedi l’attacco della title-track. In Germania li hanno presi subito in simpatia, e le qualità non mancano loro di certo – l’energia di ‘The Mutilator’, ‘Satanic Panic’ e ‘Demon Dawn’ è davvero senza limiti. Certo, carica ed entusiasmo a volte si potrebbero incanalare in modo più efficace, ma stiamo sempre parlando di un esordio. E gli Stälker giocano nella stessa lega di Evil Invaders e Ranger, senza dubbio alcuno.

Tracklist:
01. Total Annihilation
02. The Mutilator
03. Path Of Destruction
04. Shadow Of The Sword
05. Satanic Panic
06. Shocked To Death
07. Demon Dawn
08. Master Of Mayhem
09. Evil Dead
10. Steel God

Line-up:
Daif King – voce, basso
Chris Calavrias – chitarra
Nick Oakes – batteria

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

POWERWOLF - A gennaio 2018 in studio per il nuovo album

Post successivo

BLACK LABEL SOCIETY - Il lyric video di 'All That Once Shined'