Talks

SORROWS PATH – Progress of Doom

Tra le innumerevoli interessanti release che hanno animato la scena doom metal negli ultimi mesi, un posto di rilievo lo meritano i greci Sorrows Path. Non solo sono la conferma del feeling che da sempre unisce sonorità cupe e terra ellenica, ma con ‘Touching Infinity’ – che abbiamo recensito qui – la band di Atene ha saputo compiere un ulteriore passo avanti.

SORROWS PATH photo 2

Al bassista Kostas Salomidis il compito di illustrarci questa nuova release della band, del tutto in linea con le uscite passate…
“Il nuovo disco è solamente migliore rispetto a quelli passati! Ci sono pezzi migliori, suonati meglio e prodotti in modo migliore… Sotto tutti gli aspetti è un passo avanti.”

Di certo il disco presenta maggiori aspetti di varietà rispetto al passato…
“Grazie, questo è certo un complimento! Le nostre radici sono le stesse di sempre, che non tradiremo mai, e per questo crediamo davvero che ‘Touching Infinity’ possa soddisfare appieno tutti nostri fratelli che amano il doom! D’altra parte, ci sono molti elementi progressive e più personali nei brani nuovi, e siamo davvero orgogliosi di questo.”

Come sono nati i pezzi del nuovo disco? E’ cambiato qualcosa nel vostro modo di lavorare?
“Non è cambiato nulla| Abbiamo seguito lo stesso percorso di sempre. E’ il fondatore della band a scrivere la gran parte delle musiche e dei testi, su cui poi tutti gli altri danno il loro contributo tra arrangiamenti e nuove idee. La grande differenza sul disco nuovo è l’ingresso in formazione del nuovo chitarrista George Vichos. E’ un chitarrista molto tecnico e veloce, e crediamo si sposi alla perfezione con la nuova direzione della band.”

Cosa mi dici dei testi? C’è un qualche filo conduttore o tema ricorrente?
“L’idea di fondo di ‘Touching Infinity’ è l’acquisizione di fiducia in se stessi e libertà, che assieme portano all’armonia. Il tutto in contatto con sentimenti quasli creatività, bellezza e comprensione, in un mondo in cui purtroppo sono distruzione, odio, bruttezza e provocazione a prevalere.”

Il doom metal è, di per sè, un genere molto tradizionale. E’ difficile cercare di essere innovativi?
“Tutto succede in modo molto naturale. Non cerchiamo di non seguire nessun filone particolare, ma cerchiamo di essere del tutto liberi di lasciare spazio ai nostri pensieri e sentimenti. Alla fine, questo porta al nostro suono, che possiamo definire heavy/doom, con elementi power e prog!”

Detto questo, il doom è anche un genere dai mille volti. Quali sono le band che sentite più vicine a voi, tra quelle presenti o passate?
“Certo, ci sono tante band anche molto differenti tra loro, che in qualche modo possono essere definite doom. Quando abbiamo formato la band nel 1993, le nostre fonti di ispirazione erano Memento Mori, Solitude Aeturnus e Candlemass, ma ora credo che abbiamo raggiunto un nostro suono personale. Certo, è un percorso che richiede tempo e non è per nulla facile, ma credo che ormai molti tra appassionati e addetti ai lavori ci riconoscono questo suono riconoscibile, anche quelli a cui in fondo la nostra musica non piace.”

Il doom è un genere che in Grecia è molto amato. Ti sei mai chiesto perché?
“I greci amano l’heavy metal in generale, non solo il doom. Siamo un popolo che ama le grandi passioni, e una di queste è l’heavy metal. C’è anche un forte collegamento con le sensazioni di tragedia e di caduta, e questo forse può spiegare il legame con il doom. Siamo un popolo che ha sofferto molto nella nostra storia, senza contare che siamo esattamente al punto di incontro tra due mondi e culture differenti, quella occidentale e quella orientale.”

Che tipo di reazioni ha portato finora la vostra musica, soprattutto all’estero? Cosa cambierà con questo nuovo disco?
“Tutti i nostri dischi sono usciti nel corso di questi anni difficili per la musica. E sono andati mediamente bene. Le recensioni sono state di solito buone, ma anche quelle negative parlavano di una band dallo stile personale, che per noi è importante. Speriamo di poter andare avanti e migliorare man mano, oltre che di portare la nostra musica a sempre più persone.”
SORROWS PATH photo 1

Discografia:
The Rough Path of Nihilism (2010)
Doom Philosophy (2014)
Touching Infinity (2017)

Line-up:
Angelos Ioannidis – voce
Kostas Salomidis – chitarra
George Vichos – chitarra
Stavros Giannakos – basso
Fotis Mountouris – batteria

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

AXEMASTER - Ascolta '10,000 Pound Hammer' dal nuovo album 'Crawling Chaos'

Post successivo

MISTHERIA - I dettagli del nuovo album 'Gemini'