Talks

SKANNERS – Hard as steel!

Non si sono mai fermati e ne vanno fieri, oggi come trentacinque anni fa. Stiamo parlando degli Skanners, band bolzanina che da più di tre decenni produce e fabbrica metallo di ottima qualità, apprezzato particolarmente in terra teutonica. In occasione della Festa Bikers di Cologno Al Serio (sul palco Strana Officina, In.si.dia e Skanners) abbiamo intrattenuto una lunga chiacchierata col singer Claudio Pisoni, un vecchio lupo del metal tricolore che non ha paura di dire le cose come stanno. Prima però c’è da presentare il nuovo Ep targato Skanners, succoso anticipo di quello che sarà il nuovo lavoro per la band altoatesina…
“(Claudio Pisoni) Nuovo singolo esatto, saltato fuori quasi per caso visto che non era nemmeno in previsione, intitolato ‘In Flammen 666’ (contenuto nell’ep ‘In Flammen’ qui presentato) e dedicato al tedesco In Flammen Festival, a cui partecipiamo da anni. Abbiamo voluto tributare un brano all’organizzatore Thomas Richter, brano presentato proprio all’edizione 2017 del festival. E’ stato accolto con entusiasmo e stupore dal pubblico, nemmeno Thomas si aspettava una cosa del genere. Abbiamo aggiunto ‘The Eye’ – che farà parte del nuovo full lenght previsto per ottobre/novembre – e ‘Rock To You’, uscito ai tempi sul vinile di ‘Factory Of Steel’!”

skanners posata

Quindi il prossimo album è praticamente pronto…
“Esatto. Abbiamo la copertina pronta, abbiamo già fatto tutto; è stato registrato a Monaco di Baviera nel maggio di quest’anno e, limati alcuni dettagli, sarà pubblicato in autunno.”

Ci sarà un tema comune intorno al quale verteranno i testi? A livello di sound ci saranno differenze coi lavori precedenti?
“Diciamo che è diverso da ‘Factory Of Steel’, ovvio. Anche perché sarebbe stato difficile ripetere un album del genere. Sonorità sempre old style ma un pelo diverse, con qualcosa di nuovo. Sarà come sempre un concept album e parlerà della differenza tra il bianco e il nero, tra il male e il bene. Tratterà di ciò che sta succedendo ora nel mondo, un brano tratterà dell’Isis, un altro degli Illuminati e dei governi che fanno bello e cattivo tempo, che decidono se mettere a proprio agio o no la popolazione mondiale. C’è anche un pezzo dedicato al nostro carissimo roadie Franco, purtroppo scomparso un anno fa e che ci seguiva sempre, dormiva con noi, era come un fratello. Ci ha lasciati per un male incurabile e ci sembrava il minimo dedicargli un brano, molto struggente tra l’altro. Io quando scrivo una canzone me la immagino come se fosse un video, una successione di immagini, e poi tramuto in musica ciò che la mia mente ha visto.”

Tematiche più che mai attuali quindi… Non avete problemi a esporvi affrontando certi argomenti di scottante attualità, anche aiutati in qualche modo dalla musica. Con tutto quello che sta succedendo – vedi l’ultimo crudele attentato di Barcellona – riusciranno questi “uomini” a fermare la musica, a toglierci il diritto al divertimento?
“Guarda… gli Skanners non hanno mai avuto paura e non l’hanno di nessuno nemmeno adesso. Non ci siamo mai fermati e penso che vantiamo questo record in Italia: 35 anni senza mai scioglierci, anche se ci hanno spesso dato per spacciati. Non abbiamo paura di nessuno, andiamo sempre dritti per la nostra strada. La viviamo serenamente, raccontare la verità non fa male, di menzogne ce ne sono già abbastanza in giro e l’unica protesta che possiamo attuare è musicale, con dei testi che dicano come stanno le cose e non come ce le vogliono raccontare questi quattro pagliacci. Siamo stufi di essere presi in giro e penso che questa sia l’opinione del 95% della gente, gente stufa. In ‘The Eye’ per esempio parliamo di questo, dei grandi potenti che ti usano per i loro guadagni. “Paga-Consuma-Stai Zitto” praticamente… In questa epoca tumultuosa l’unico rimedio è non arrendersi mai, never give up, andare sempre avanti. Siamo più forti noi di loro…”

…anche perché la nostra normalità è il loro peggior nemico. State suonando in molti festival ed eventi in giro per l’Italia quest’estate, come vedi la situazione metallica odierna nel Belpaese?“La vedo dura, è dura… Negli anni Ottanta ad un concerto di magari sole band italiane come quello di stasera c’erano minimo minimo mille persone. In Germania funziona diversamente, anche negli altri stati. E’ tutto molto confuso, sparpagliato, rispecchia l’andamento del mondo. Meglio pochi ma buoni dico io. A livello discografico è una pena, nessuno investe nel metal, nessuno che ci abbia mai creduto. Nei decenni l’Italia ha sfornato e sforna tutt’ora delle band validissime, che però non vanno da nessuna parte. Noi siamo stati fortunati ad aver sfruttato bene gli anni Ottanta, riuscendo a fare due album per una grossa label (‘Dirty Armada’ e ‘Pictures Of War’ rilasciati dalla milanese CGD, Nda.), cosa che molte altre band dell’epoca non sono riuscite a fare. Ma è stata anche fortuna ripeto; ci siamo trovati al posto giusto nel momento giusto. Ci siamo fatti comunque un nome in Italia e – nonostante la crisi vissuta dal genere negli anni Novanta – abbiamo continuato, suonando anche davanti a una, due persone. Dal 2000 in poi, quando l’heavy metal si è riaffacciato sul mercato mondiale, con The Darkness per esempio, o gli ultimi album degli Ac/Dc, beh è stata una boccata d’ossigeno. Prima c’era il grunge e veniva tolto spazio alle band metal. Io ho sempre detto “speriamo che si sgrungino”, ahahah.”

Quindi, di riflesso, molte band famose hanno dato una mano anche ai gruppi underground…
“Certo, ammazzano il mercato ovvio, però aiutano anche il movimento e la scena a crescere e a ritornare. Adesso sta andando avanti un po’ tutto assieme – il classic metal non muore mai ovvio – ci sono vari generi che sono venuti fuori, alcuni che mi piacciono e altri un po’ meno… Ci sono mille nomi e mille etichette per dire praticamente la stessa cosa: che si suona metal.”

Parlavamo quindi di band storiche e delle difficoltà che incontrano molti giovani musicisti. Potrebbe essere sintomatico che in serate come questa si esibiranno tre gruppi provenienti comunque dagli anni Ottanta e Novanta e non band nate magari lo scorso decennio o in questo?
“E’ questione di mentalità, credo. Noi band ottantiane viviamo praticamente per la dimensione live. Non saprei sinceramente, è una questione di seguito penso. I promoter e le agenzie, anche quando bisogna trovare una band che accompagni gruppi importanti, vanno a cercare qualcuno che abbia comunque una certa esperienza e un certo seguito. Tutti che dicono “ah, ma suonano sempre quelli…”, ok. Però prova a darmi un’alternativa. Ora non saprei nemmeno dirti se questa alternativa c’è, sto seguendo poco la scena italiana, anche perché ci sono state occasioni in cui abbiamo dovuto chiudere gli occhi e andare avanti nonostante tutto. In Germania e altri stati l’accoglienza che riceviamo cambia sensibilmente, ma noi suoniamo comunque in giro per l’Italia da 35 anni. L’organizzatore va a prendere la band che attira di più, con un nome più forte, piuttosto del gruppo nuovo che può essere eccezionale ma che non ha seguito.”

Voi arrivate da Bolzano. La vostra provenienza ha in qualche modo inciso sul vostro successo oltreconfine?
“Sì, certo. Sei più vicino alla Germania, all’Austria… Però va detto che il successo in Germania ce lo siamo cercato, lo abbiamo inseguito. E’ difficile entrare nella mentalità del metaller tedesco, ma una volta che ti fai valere durante i live, che la gente viene a vederti e compra i tuoi dischi, beh inizi ad andare veramente forte. All’In Flammen di quest’anno ci hanno chiesto ben due bis, l’unica band in tutto il festival che è stata richiamata sul palco a gran voce dal pubblico, nonostante la presenza di gruppi internazionali o americani. Per noi è stato pazzesco e lo stesso Thomas ci ha detto che ce lo meritavamo tutto. Conoscono la nostra storia, si stupiscono del fatto che in Italia non siamo come le loro band più famose. Eh, non sanno che non è proprio come da loro, ahaha. Lì l’heavy metal è un business, in Italia no. La gente va ai concerti, compra i dischi, l’economia in Germania gira. Sia i concerti grandi che quelli medio-piccoli sono sempre pieni, addirittura mesi prima molti vanno sold-out. Questo ti dà l’idea. Serate magari con noi e altre tre-quattro band a venti euro a biglietto vanno sold-out, qui prova a mettere a venti euro tre gruppi italiani…”

skanners 3

A Bolzano come vanno le cose invece?
“Beh, da noi ci sono molte band valide, come i Bullet-Proof. E’ una fucina di gruppi, alcuni con un buon seguito e che stanno cominciando a farsi un nome ora. Sinceramente non vorrei essere nei loro panni a iniziare adesso, ahahah. Con la tecnologia di oggi ti puoi fare conoscere subito, prima dovevi girare con la cassettina per fare ascoltare i tuoi pezzi. Oggi puoi avere tutto e nulla. Ora magari ascoltano 10 secondi di un tuo brano su Youtube e via… una volta invece dovevano ascoltarsi tutta la demo e ti conoscevano meglio. I fans li acquisivi di più, ora o li conquisti dal vivo o niente… e molte band giovani purtroppo non hanno ancora la giusta esperienza per accattivarsi il pubblico durante un live. Inoltre oggi per suonare in giro basta pagare, avere tanti soldi da investire. Anche negli anni Ottanta era così eh, noi avevamo un nostro budget e lo abbiamo investito, ma eravamo comunque coperti da un’etichetta. Ci hanno tacciato di pay-to-play, ci hanno massacrato a livello mediatico, erano tutti contro di noi e ci abbiamo messo una decina d’anni per riprenderci da tutte queste accuse. Siamo stati condannati dalle altre band per questa nostra scelta. Abbiamo suonato con Helloween, Dio, Motörhead e altre formazioni storiche. Ma noi avevamo questo budget importante, chi è che non lo avrebbe usato al nostro posto?! Oggi è uguale, ci sono gli slot e paghi. Anzi, ora tutti vogliono soldi per farti suonare. Lo farò un pezzo sul pay-to-play… Ormai ho 53 anni, non ho niente da perdere. Io mi ritengo molto fortunato, abbiamo suonato coi più grandi, abbiamo fatto un tour coi Deep Purple. A me non frega un cazzo ora: o con me o contro di me. E lo dico con tutta la tranquillità di questo mondo, è inutile che vengano a menarmela. E vi dico una cosa: se avete i soldi, pagate ragazzi… altrimenti rimarrete per tutta la vita nelle cantine. Tanti storceranno il naso, ma è così. Ovvio che se suono coi Maiden davanti a 20.000 persone, di queste 20.000 persone molte compreranno il mio disco… se suono invece in un pub davanti a 100 persone cosa me ne viene in tasca pagando per suonare? Meglio una data grossa e poter vivere di rendita dopo. Pensa che per il tour coi Deep Purple non abbiamo sborsato una lira, ci siamo pagati solamente il bus e da lì è stata la svolta per noi. L’organizzatore ci doveva un favore e ha ricambiato così, portandoci in tour coi Deep Purple. Ha fatto ascoltare i nostri album allo staff dei Deep Purple e loro ci hanno voluti come band di supporto. Abbiamo condiviso il palco coi più grandi, cosa vuoi di più dalla vita? Siamo tranquilli e sereni. Ora andiamo avanti col nuovo album intitolato ‘Temptation’, un titolo che parla già da solo e che dovrete assolutamente fare vostro!”

Discografia:
Dirty Armada – 1986
Pictures Of War – 1988
The Magic Square – 1996
Live! – 1998
Flagellum Dei – 2002
The Serial Healer – 2008
Factory Of Steel – 2011
Eins Zwei Drei Metal Party CD + DVD – 2015
In Flammen EP – 2017

Line-up:
Claudio Pisoni – voce
Fabio Tenca – chitarra
Walter Unterhauser – chitarra
Tomas Valentini – basso
Davide Odorizzi – batteria

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

Post precedente

LYZZARD - Il debutto 'Savage' in arrivo, il video di 'Yakuza'

Post successivo

LACRIMOSA – ‘Testimonium’