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SIKTH – ‘The Future In Whose Eyes?’

Iron Maiden! Abbiamo la vostra attenzione? Ok, perché in realtà la band di Steve Harris ha ben poco a che fare con i Sikth, se non fosse che le voci di questo disco sono state registrate presso lo studio di Adrian Smith. Chi sono i Sikth? Precursori. Giovani talentati che già nel 2003 pubblicarono un disco (‘The Trees Are Dead & Dried Out Wait For Something Wild’, Gut Records) che anticipò la commistione tra l’allora nascente mathcore con il progressive ed il metal estremo, il tutto mantenendo un approccio open minded e un piede nel “commerciale”. Cosa significa quello che avete appena letto? Che la band ha la capacità innata di inanellare sequenze interminabili di rff estrapolati da molteplici generi, la destrezza nel sapersi divincolare tecnicamente tra infiniti cambi di tempo e… ficcarvi in quelle teste metalliche dei ritornelli così prepotenti da occupare i vostri pensieri per giorni e giorni. Mischiate Korn, Periphery, Faith No More, System Of A Down, Protest The Hero e Mr. Bungle. Forse, dico… forse, avrete un idea di ciò che questo come-back vi potrebbe riservare. Dimenticavo, buttiamoci anche un po degli Oni di ‘Ironshore’ e (crepi l’avarizia) anche un po di Converge e i Nothingface di ‘An Audio Guide To Everyday Atrocity’ (Mayhem Records, 1998). Un disco difficile, da ascoltare e non da sentire, da capire e carpire. La bellissima ‘Vivid’ già conosciuta come singolo largamente anticipato dalla band, è un pezzo meraviglioso che ci mette già sull’attenti con le orecchie bene aperte e il cervello allertato. Matematica in note e chitarre usate come calcolatrici, non fosse per un ritornello che ci si appiccica addosso in modo invadente. Stop and go, dissonanze e vocalità armonizzate sono le prerogative di ‘Century Of The Narcissist?’. Forse il chorus più bello lo troviamo già al terzo brano, una splendida ‘The Aura’ dove il grande bassista James Leach esegue dei giri di basso da apnea. Leach è il protagonista di tutto il disco, con la sua capacità di caratterizzare il sound dei Nostri – ed il loro immenso groove – con la sua tecnica sbalorditiva. Qualcuno ha detto “tecnica”? Ne abbiamo in abbondanza per tutto il disco, con punte estreme nel brano ‘Riddles Of Humanity’, con le chitarre impegnate in riffing ai limiti dell’umano. Bellissima la traccia intitolata ‘No Wishbones’, montagne russe musicali, cambi di tempo e umore, melodie e violenza. ‘Ride The Illusion’ cita i System Of A Down, con la differenza che i Sikth sanno suonare. Un disco meraviglioso, che se capito ed apprezzato potrebbe farci compagnia per molto tempo, garantendoci un ascolto longevo e sempre e comunque ricco di (grandi) sorprese.

Tracklist:
01. Vivid
02. Century Of The Narcissist?
03. The Aura
04. This Ship Has Sailed
05. Weavers Of Woe
06. Cracks Of Light
07. Golden Cufflinks
08. The Moon’s Been Gone For Hours
09. Riddles Of Humanity
10. No Wishbones
11. Ride The Illusion
12. When It Rains

Line-up:
Mikee W. Goodman – voce
Joe Rosser – voce
Dan Weller – chitarra
Pin – chitarra
James Leach – basso
Dan Foord – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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