Loud Albums

IN.SI.DIA – ‘Denso Inganno’

La metallica Italia degli anni 90 era maledetta. Ammettiamolo. La storia del metal made in Italy, in quel decennio, è costellata di promesse mai mantenute, di band talentate e sfortunate che sfiorarono spesso un successo che non arrivò mai. Non parliamo di un genere particolare, attenzione, ma del metal tutto, partendo dalla sua deriva melodica sino ai generi maggiormente estremi: Detestor, Elektradrive, Extrema, Broken Glazz, Sadist… potremmo continuare per pagine (digitali) e pagine. Gruppi giovanissimi che pagarono lo scotto di volersi adattare alle mode, che furono funestati da dissidi e dissapori interni, che furono mal consigliati, che stravolsero la propria line-up. Molti di loro restarono in vita superando camaleonticamente le difficoltà, altri godranno di “ripescaggi” negli anni successivi, anni forieri di reunion attese da noi vecchi metallari come la libera vendita del Viagra. Ricordiamo con molto piacere anche una band di Brescia, certi Inviolacy che proponevano un thrash metal davvero coinvolgente ed arrembante, cantato – ovviamente – in inglese. Furono “scoperti” da un certo Omar Pedrini ed il resto è storia. Da molti considerati l’alter ego “cattivo” dei Timoria, i Nostri mutarono il nome in In.si.dia, e chi vi scrive ricorda con piacere di averli visti in heavy rotation su Videomusic (R.I.P), spinti a dovere (ma in parte inutilmente) in un’Italia esterofila, ignorante e non udente. Tornano grazie alla Punishment 18, in formazione (quasi) originale, con il solo ingresso del nuovo Alessandro Venzi alla chitarra. Il disco qui preso in esame si chiama ‘Denso Inganno’ e non sposta di una virgola il tiro che rese la band unica nel panorama tricolore. Thrash metal influenzato dai Metallica più cattivi e dai Testament di ‘The Ritual’, il tutto intelligentemente ringiovanito con abluzioni nel sangue di Machine Head (su tutti) e di un certo “rock pesante” italiano. Manuel Merigo guida la band in modo deciso, dopo la sua esperienza con generi ben più alternativi lo sentiamo suonare riff thrash metal con una passione ed una forza che trasudano dalle casse del nostro impianto. I Riff sono belli cazzo, molto; tecnici al punto giusto, senza perdere impatto e semplici senza essere scolastici…insomma un perfetto equilibrio che solo un certo know-how può dare. I Nostri decidono per un accordatura estrema, un bel Bb (SI bemolle) che rende i suoni pesanti, letteralmente enormi. Per intenderci con i “non suonanti”, si parla di una chitarra a 7 corde ulteriormente ribassata oppure di una normale 6 corde, con un accordatura davvero estrema! Il disco parte subito benissimo con delle chitarre che si rivelano subito come le vere protagoniste, con parti armonizzate ed un brano che se fosse stato scritto dai Metallica avremmo gridato al miracolo. Il cantato di Fabio Lorini è semplice, diretto, cattivo, incisivo (esattamente come il dente che vi faranno saltare con il tiro di questo pezzo), e canta dei testi che per tutta la durata del platter si faranno ascoltare e ci faranno pensare. Lo so, chi vi scrive ve l’ha già detto fino alla nausea ma…riff! Un riffing azzeccatissimo apre anche la seconda traccia intitolata ‘Mai Perdere Il Controllo’, graziata da un ottimo ritornello ed un crescendo davvero coinvolgente. Qualche modernismo inizia a farsi strada con ‘A Causa Tua’, dove comunque i 4 cavalieri di San Francisco sono ben presenti ed influenti. Belle le parti soliste di ‘A Cosa Resta’, stupendamente ottantiane e thrash fino al midollo. L’arpeggio effettato di ‘Denso Inganno’ ci riporta ai Machine Head di ‘Burn My Eyes’, impressione confermata quando il pezzo decolla con potenti partiture potenzialmente partorite da Robb Flynn ed il solito crescendo strumentalmente rossianino che ci porta alla fine dell’ennesimo brano riuscito. ‘La Casa Dei Segreti’ presenta un cantato maggiormente aggressivo prima che esploda in un ritornello memorabile. Stupisce la bellissima ‘Sintesi’, una strumentale che sembra un ibrido tra ‘Orion’ dei Metallica e ‘Moonshield’ degli In Flames. Stupenda, uno dei picchi assoluti del disco ed uno dei brani più belli ascoltati in questi mesi. Non esistono filler in questo ‘Denso Inganno’, ogni brano è un potenziale singolo, fino alla conclusiva ‘A Conti Fatti’, una sorta di versione thrash metal dei Timoria (quasi a chiudere un cerchio), con i “soliti” enormi riff, un ritornello ficcante ed azzeccato ed un arrangiamento da Oscar. Cosa dire? A voi lettori, possiamo solo consigliare di comprare questo disco, agli In.Si.Dia chiediamo invece di non sparire mai più. Non provateci nemmeno.

Tracklist:
01. Il Mondo Possibile
02. Mai Perdere Controllo
03. A Causa Tua
04. Cosa Resta
05. Denso Inganno
06. La Casa Dei Segreti
07. Sogno Reale
08. Il Vero Potere
09. Sintesi
10. Non Sei Vinto
11. A Conti Fatti

Line-up:
Fabio Lorini – voce, basso
Manuel Merigo – chitarra
Alessandro Venzi – chitarra
Alberto Gaspari – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

Post precedente

HARLOTT - I dettagli del nuovo album 'Extinction', brano online

Post successivo

QUEENSRYCHE - Scott Rockenfield sostituito momentaneamente da Casey Grillo (KAMELOT)