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SHADECROWN – ‘Agonia’

Propongono un extreme metal estremamente melanconico, metallicamente tecnico e tecnicamente non si può dire che siano molto estremi. É vero, la voce è un growl potente e cavernoso, molto gutturale e profondo, ma è davvero troppo poco per scomodare il termine “death metal”. Insomma, questi Shadecrown debuttano con un disco che si presenta con una copertina da urlo, una produzione buona, che purtroppo mette in secondo piano le voci – quella “estrema” e quella pulita del bassista – relegandole a comprimarie, rispetto al ruolo dominante delle iper-compresse chitarre. Le melodie sono quanto di più “positivamente deprimente” potremmo ascoltare – invero prevedibili dopo pochi ascolti – dopo aver capito come i Nostri le concepiscono ed interpretano. Molti sono i cambi di tempo, con tastiere che spesso mutano in un pianoforte tristemente poetico. Componente doom molto forte che si scontra ed incontra con un tecnicismo raffinato ed arrangiamenti, che purtroppo non sempre brillano in snellezza ed intelligente costruzione. I brani vengono disassemblati e ricomposti, esulando dalla consueta “forma canzone” e se da un lato i brani appaiono in questo modo ben più aulici di tante produzioni simili, perdono quella facilità di ascolto (relativamente al genere) che avrebbe reso più longeva l’attenzione per questo disco. Influenze moderne sono sparse per tutto l’album, che rimanda altresì a vecchie glorie finniche come i Sentenced, qui rievocati in diversi (tanti) frangenti, con linee melodiche prese di peso da dischi ormai dimenticati come ‘Amok’, ‘Frozen’ e ‘Crimson’. Brani come la bella ‘Longing For Sleep’ devono molto alla band un tempo capeggiata da Ville Laihiala, celebre per i suoi passaggi dolcemente gelidi, freddamente tristi. Un brano come ‘Tear-Stained Heart’ sembra un frontale tra i già citati Sentenced (qui chiamati in causa in modo sfrontato e clamoroso) ed i Metallica del ‘Black Album’. Il disco non è una “agonia”, anzi, ma necessita solo di molti ascolti per cogliere al massimo il suo potenziale: tra apostrofi metal, parentesi melodicamente e tristemente doom ed accenti progressive. Si chiude con la bella ‘Drown’, sperando che in futuro la band rielabori al meglio tutte le loro (e di altri) ottime idee. Forza, ancora qualche passo.

Tracklist:

1. Eremophobia
2. Led Astray
3. Ghostlike Existence
4. Far Off Innocence
5. Walk Through Hell
6. Longing For Sleep
7. The Ruins Of Me
8. Tear-Stained Heart
9. Silent Hours
10. Drown

Line-up:

Jari Hokka – voce
Joonas Vesamäki – chitarra
Riku Niemonen – chitarra
Saku Tammelin – tastiere
Janne Salmelin – basso e voce
Kalle Varonen – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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