Talks

SECRET SPHERE – L’anteprima di ‘The Nature Of Time’

‘The Nature Of Time’ è un disco importante per i Secret Sphere. Perché celebra i venti anni di storia della band piemontese, che ha mosso i primi passi nel 1997. Ma è anche il suo album in studio numero nove, il secondo ufficiale con Michele Luppi alla voce. Ed ha il compito di confermare l’ottimo momento della band, reduce dal doppio live ‘One Night In Tokyo’. Sono molti gli elementi di curiosità che accompagnano ‘The Nature Of Time’, amplificati ulteriormente dalle note che lo accompagnano, che parlano di un concept dedicato alla natura dell’uomo e dei sentimenti umani. Il disco uscirà ufficialmente il prossimo 2 giugno: grazie alla Frontiers abbiamo avuto la possibilità di ascoltarlo in anteprima, ecco le nostre impressioni…

secretsphere2017

Il disco è suddiviso in capitoli, il primo dei quali si intitola ‘Chapter I – Genesys’:

‘Intermission’ – un’intro strumentale che ha il compito di introdurci nell’atmosfera complessiva del disco, con sonorità soffuse che si fanno via via più intense;
‘The Calling’ – il primo vero brano del disco ed ha già circolato come singolo apripista. E’ una traccia immediata ed elegante, che colpisce già al primo ascolto e che mette immediatamente in mostra la duttilità vocale di Michele Luppi;

I Secret Sphere rivisitano poi le sette virtù capitali in ‘Chapter II – The Seven Virtues’:
‘Love’ – pezzo estremamente melodico, che fa onore al suo nome. Una ballad suggestiva, con evidenti richiami pop ed ancora una volta un eccellente ed espressivo cantato;
‘Courage’ – i ritmi qui si fanno più serrati e gli echi power più evidenti, quasi a ricordare il passato della band. Dopo un bridge di chiara ispirazione progressive, il pezzo presenta un refrain estremamente immediato, quasi a sottolinera la grande abilità della band nello scovare ovunque melodie vincenti;
‘Kindness’ – subito i Secret Sphere paiono tirare il fiato con un brano melodico e rilassato, nel quale Aldo Lonobile gioca a fare il Gary Moore, infondendo al pezzo un feeling davvero intenso e personale. Il brano si apre via quasi delicato, prima di aprirsi su un refrain dal sapore assolutamente pop-rock;
‘Honesty’ 
– uno tra i brani meno immediati del disco, abbina un riff rockeggiante a passaggi tastieristici dal sapore progressive. I Secret Sphere qui cercano una loro strada personale, tra le loro conclamante influenze, andando a disegnare un brano che si svela con ogni ascolto successivo;
‘Faith’ – qui i Secret Sphere riescono a mescolare tutti gli elementi che compongono il loro sound in cinque minuti scarsi, tra passaggi melodici e progressioni progressive (!), abbinate a linee melodiche immediate e davvero vincenti;
‘Reliance’ – le prime note sono molto prog, quasi dissonanti. Poi il pezzo si evolve verso una sorta di AOR pesante, dove chitarre molto grintose si sposano con le consuete linee ipermelodiche tracciate da un Michele Luppi che dà spazio occasionalmente anche a tonalità vocali più ruvide;
‘Commitment’ – brano strumentale, una sorta di palestra per il virtuosismo dei membri della band, con la grane accortezza di mantenere sempre il filo di un discordo melodico ben definito. Pezzo di grande effetto, ed è facile considerarlo la ‘Ytse Jam’ dei Secret Sphere, con tutte le differenze del caso;

Passate le sette virtù, la band piemontese ci conduce attraverso ‘Chapter III – The New Dawn’:
‘The Awakening’ – il brano più lungo del disco, una sorta di suite nel corso della quale i Secret Sphere oscillano in continuazione tra power e prog metal, sempre con un occhio attento alle melodie. Prevalgono i ritmi veloci, all’insegna dell’immediatezza delle linee del pezzo, anche se le variazioni non mancano, e lo rendono uno degli highlight del disco;

A chiudere il tutto, ecco‘Chapter IV – The Way’:
‘The New Beginning’ – il disco si chiude nel segno della melodia con questa elegante ballad, condotta ancora una volta con grande maestria dalla voce duttile di Michele Luppi, che sublima in modo impeccabile un tappeto strumentale davvero ricco e ben curato.

Secret Sphere band 2017

Che dire del disco nel suo complesso? Di certo ‘The Nature Of Time’ è un lavoro estremamente ambizioso, che vede i Secret Sphere dare ancor più spazio alla componente prog del loro sound, senza per forza dimenticare le loro radici power. E’ un disco tanto ricco e ricercato strumentalmente quando melodico ed immediato nelle linee vocali, complice la prestazione davvero sopra le righe di Michele Luppi – peraltro in ottima compagnia grazie a una band davvero in forma smagliante. Un disco che può colpire all’istante, ma che va ascoltato con attenzione, perché promette di svelarsi passaggio dopo passaggio, come ogni grande lavoro che si rispetti. Ma queste sono solo le nostre prime impressioni, l’appuntamento è tra meno in un mese per un’analisi più approfondita e puntuale

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

Post precedente

MADE IN HELL VII - Il report del festival @ Circolo Colony, Brescia - 13.05.2017

Post successivo

HIRAX - Guarda il promo video del tour europeo