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SCUORN – ‘Parthenope’ (Limited Edition)

“Black metal partenopeo”. Ok, abbiamo la vostra attenzione? Si, perché la splendida città campana non verrà più ricordata musicalmente solo come la patria del cantato neo-melodico. Negli ultimi anni l’underground estremo ha partorito una florida pletora di band assolutamente convincenti. Il black metal è quindi prerogativa del nord Europa, gelato ed innevato? Il lato più nero della nostra amata musica dev’essere ispirato solo da divinità norrene e residenti nel tanto citato Valhalla? Raccontatelo alla dea Parthenope, che domina la copertina di questo splendido (capo)lavoro. La sua figura si staglia nel cielo cinereo ed infuocato dal Vesuvio, “mostro” affascinante e distruttore. Stiamo parlando dell’artwork di ‘Parthenope’, creato dal talentuoso artista russo Alex di Mayhem Project Design (Khors, Funeral, Pyramaze) per il debutto degli Scuorn (‘Vergogna’, in napoletano), one-man band che tanto sta facendo parlare di sè. Giulian – il poli-strumentista che ha creato quest’opera ambiziosa – ci presenta un disco dove si narra dell’origine greco-romana della città di Napoli e dell’eruzione devastante dello storico vulcano. Black metal cantato in puro dialetto napoletano, con intermezzi in italiano e latino, un accuratezza storica nei testi che lascia senza fiato, un epicità degna di un film di Ridley Scott. Orchestrazioni magniloquenti supportano un riffing tagliente ed epico, pregno di drammatica melodia, una voce al vetriolo che sembra provenire da un demone che si è dissetato con la lava del Vesuvio, è quello che troveremo in questo splendido CD. Ci sono momenti in cui non nascondiamo la pelle d’oca, coinvolti al 100% da questo film inaspettato, di cui Giulian è l’ottimo regista. Il Nostro programma una drum-machine in modo funzionale ai brani, suona tutti gli strumenti e vomita il suo affascinante dialetto nel microfono, aiutato da alcuni ospiti come Daniele “Ogre” Cristiano (NoFuck), Marco “Wolf” Lauro (Gort, Mors Spei, Vita Odiosa, Terrorfront), Tina Gagliotta (Poemisia), Diego Laino (ADE, Symbolyc) e Libero Verardi (Disturbia), che ci narrano questa nera “favola” attraverso le loro voci. Strumenti antichi e tipici di Napoli ci aiutano (come se ormai ce ne fosse bisogno!) a tornare indietro nel tempo, portando con noi un rispetto sempre maggiore verso questa importante pagina della storia della nostra penisola. Dobbiamo citare qualcosa? Spiegare la musica? Parliamo dell’interludio strumentale ‘Averno’? Della bellissima ‘Sibilla Cumana’ e del suo splendido riffing? Ascoltate la title-track, con una parte recitata in napoletano che ci fa davvero emozionare, dove Ulisse chiede di essere legato all’albero maestro della propria nave per resistere al canto delle sirene. Il suo grido straziante, la sua preghiera di essere poi sciolto, incantato ed ammaliato, ci gela letteralmente il sangue. Un lavoro immenso, supportato in modo perfetto da Dusktone che rilascia diverse edizioni. In nostro possesso la versione limitata, arricchita da un secondo CD interamente orchestrale, scevro da ogni strumento acustico e voci, dove possiamo ascoltare la grandezza di questo lavoro sotto un altra ottica. Registrato, mixato e masterizzato ai 16th Cellar Studio di Roma da Stefano Morabito (Fleshgod Apocalypse, Hour Of Penance) e con la partecipazione speciale di Riccardo Studer (Stormlord) alle orchestrazioni, possiamo parlare davvero di un disco che lascerà il segno, forte di un talento puro ed intellettualmente profondo. Non possiamo non pensare agli Inchiuvatu (che realizzarono ‘Viogna’, appunto “vergogna” nel dialetto della Tricancria) altra realtà proveniente da una terra ricca di storia, tradizioni e cultura. Forse, la crescita del profondo Sud, incatenato da stilemi e luoghi comuni, da una tradizione a volte soffocante e castrante, passa anche da artisti come Agghiastru e Giulian, questa rivelazione partenopea alla quale dobbiamo fare un lungo, lunghissimo applauso.

Tracklist:

Disco 1:
01. Cenner’ e Fummo
02. Fra Ciel’ e Terr’
03. Virgilio Mago
04. Tarantella Nera
05. Sanghe Amaro
06. Averno
07. Sibilla Cumana
08. Sepeithos
09. Parthenope
10. Megaride

Disco 2:
01. Cenner’ e Fummo (versione orchestrale)
02. Fra Ciel’ e Terr’ (versione orchestrale)
03. Virgilio Mago (versione orchestrale)
04. Tarantella Nera (versione orchestrale)
05. Sanghe Amaro (versione orchestrale)
06. Averno (versione orchestrale)
07. Sibilla Cumana (versione orchestrale)
08. Sepeithos (versione orchestrale)
09. Parthenope (versione orchestrale)
10. Megaride (versione orchestrale)

Line-up:
Giulian – voce, chitarra, basso, drum programming, orchestrazioni

 

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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