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SCANNER – ‘The Galactos Tapes’

Trent’anni di storia. Traguardo importante per ogni band. Gli Scanner decidono di celebrarla con ‘The Galactos Tapes’, raccolta che non si limita ad essere un semplice best of. O meglio, lo è solo il primo CD, che racchiude quindici brani provenienti dall’intera carriera della band di Gelsenkirchen. E non mancano i classici, perché le capacità musicali degli Scanner erano decisamente superiori rispetto al riscontro commerciale ottenuto: pezzi come ‘Galactos’, ‘Warp 7’ e ‘Puppet On A String’ sono tra i migliori esempi di power/speed metal che siano mai usciti dalla Germania. ‘F.T.B.’ ribadisce che anche il materiale più recente degli Scanner è all’altezza del passato, e la coraggiosa cover di ‘Innuendo’ mostra come anche uscendo dalle classiche righe, la band sapesse il fatto suo. Il secondo CD vede in azione invece la band attuale, guidata come sempre dal chitarrista Axel Julius, accompagnato ormai da una decina d’anni dal vocalist di origini elleniche Efthimios Ioannidis. Dieci i pezzi di questo secondo dischetto, registrati dalla nuova line-up e, va detto, non rivoluzionati. Meglio così, perché non è certo la qualità a mancare nel songwriting degli Scanner, né in quello passato né in quello presente. L’intento commerciale di questa release è chiaro, la qualità musicale è molto alta, e se ‘The Galactos Tapes’ riesce a far accrescere l’interesse attorno agli Scanner, è solo cosa giusta. Io mi sono molto divertito ad ascoltarlo, e non dubito che per voi sarà lo stesso.

 

Tracklist:

CD 1:
1. Galactos
2. Warp 7
3. We Start It Tomorrow
4. Buy Or Die
5. Across The Universe
6. Puppet On A String
7. Innuendo (Queen Cover)
8. F.T.B.
9. After The Storm
10. Terrion
11. Out Of Nowhere
12. The Law
13. Judge On The Run
14. Nevermore
15. Always Alien

CD 2:
1. Warp 7
2. Puppet On A String
3. Across The Universe
4. Buy Or Die
5. Rubberman
6. Terrion
7. Wonder
8. Tollshocked
9. Sister Mary
10. Till The Ferryman Dies

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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