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SARKRISTA – ‘Summoners Of The Serpents Wrath’

Con questo inno a Leviathan, eterno signore degli abissi, i tedeschi Sarkrista possono tangibilmente entrare nell’olimpo del black; magari entrando dalla porta di servizio, magari come inservienti, ma intanto loro hanno la possibilità di farlo ed altri non possono dire altrettanto. A partire dall’atmosfera tempestosa e spettrale dell’intro il vostro sesto senso si metterà in guardia, pronto ad eventuali attacchi provenienti dal buio ma nulla potrà mai prepararci alle incursioni di pianoforte pregne di sentimento e melodia. Su ‘The Lurking Giant’, ‘The Gathering Of The Blackest Shadows’ e ‘Ascending From The Deep’ la folle voce posseduta è dosata perfettamente sui riff di chitarra zanzarosi quanto basta per ricordare quel black nordico che tanto ci piace e le ritmiche fanno quello che ci si aspetta: la testa si agita su e giù seguendo tutti i movimenti della batteria che non è mai invadente né troppo sparata. Nulla di nuovo, per carità; le influenze sono riconoscibilissime per ogni amante del genere ma i giovani Sarkrista hanno tutto il tempo per crescere ed individuare il proprio cammino che è ben visibile già da questo secondo full-length. Bisogna certo ammettere che a tratti il songwriting è ingenuo, ma ogni canzone rimane bene in testa e la pulizia della produzione rende ogni ascolto piacevole, per non parlare dell’esecuzione diabolicamente potente e feroce. Le cose belle su questo album ci sono e hanno la capacita di farci dimenticare la forte connotazione old school che potrebbe esaltare ed allo stesso tempo far storcere il naso ai fan più accaniti della FWOBM (Finnish Wave of Black Metal). L’unica cosa da fare a questo punto è andarveli ad ascoltare, ne vale davvero la pena.

Tracklist:
01. Intro
02. The Lurking Giant
03. The Gathering Of Blackest Shadows
04. Summoners Of The Serpents Wrath
05. Ascending From The Deep
06. He, Who Liveth And Reigneth Forevermore
07. The Sea pt. 2 (My Cold Grave)
08. Black Devouring Flames
09. Rituals Of Flames And Skulls

Line-up:
Revenant – voce, chitarra
Nil – chitarra
Farbauti – chitarra
Exesor – basso, batteria

Editor's Rating

Mara Cappelletto

Mara Cappelletto

Il mio nome è quello del demone del sesto cielo dei buddhisti e può essere tradotto dal sanscrito come morte e pestilenza... in alcune lingue indoeuropee la Mara è un incubo. A casa giravano vinili di prog italiano e straniero, ma anche AC/DC, Litfiba, Pino Daniele e Ivan Graziani. Ho passato l’adolescenza, quella triste e solitaria, ascoltando punk e ska. Iniziata al power metal a 16 anni dal mio migliore amico che trafugava dalla macchina di sua sorella Halloween, Savatage e lacca per capelli, poco dopo ho scoperto il magico mondo del death e del thrash e ben presto, sono approdata al black, genere che da allora mi ha sempre accompagnato. Non esco mai senza la mia macchina fotografica e senza lo smartphone. Non è difficile incontrarmi in giro per i boschi del centro Italia. Ho collaborato con diverse webzine sia in veste di fotografa che di recens… rice? Recensitora? Recensitrice? Vabbe, ci siamo capiti.

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