Loud Reports

ROCKEFORT FESTIVAL – Il report del festival @ Recinto Hípico, Cáceres (E) – 30.09.2017

Se andiamo avanti così ci converrà trasferirci una volta per tutte in terra iberica e bom! Non se ne parla più! Eh sì, perché il richiamo ispanico si fa sempre più forte ogni volta che nella Penisola vengono organizzati eventi come questo Rockefort Festival, neonata kermesse musicale in cui si alterneranno (quasi) tutte quelle band spagnole che più amiamo. Aggiungiamoci inoltre una location da urlo – la storica città di Cáceres – un clima ancora 100% estivo e la partecipazione speciale di Mariskal Romero, una vera e propria istituzione delle radio e del giornalismo heavy spagnoli e questa sera presente in veste di dj e intrattenitore, e capirete quanto speciale ed emozionante sia stata questa esperienza. Partiamo ora con la crónica dell’evento e con l’esibizione dei Dimenssion, gruppo dedito ad un metal moderno con venature prog e che oggi gioca in casa, potendo così contare su di una nutrita schiera di fan-amici pronti ad incitarli ad ogni nota. Va detto purtroppo che dei suoni assai lontani dalla perfezione e qualche titubanza tecnica on stage hanno penalizzato non poco lo show degli extremeñi, anche se la cover finale di ‘The Show Must Go On’ ha un attimo rialzato le sorti del loro live, scaldando a dovere il pubblico che si faceva via via più numeroso. Spazio alla storia dell’heavy spagnolo ora, con i Lujuria. La band segoviana, guidata da un Oscar in forma smagliante, ci farà dono di un “one album show” ( si dirà così? Boh, si capisce dai) in cui verrà riproposto interamente l’iconico ‘Cuentos Para Mayores’, risalente ormai a 22 anni fa. I presenti si scatenano ed intonano all’unisono i ritornelli di sensuali brani come ‘Estrella Del Porno’, ‘No Hay Manera’ e ‘Todo Su Cuerpo’, prima che il bis affidato agli inni ‘Joda A Quien Joda’ e ‘Corazón De Heavy Metal’ ponga il sigillo su di un’esibizione calda come le fiamme dell’inferno. Ennesima dimostrazione della compattezza live e della passione che da anni guidano le gesta musicali dei Lujuria. Il cuore delle donzelle inizia a battere forte forte ora, a pochi minuti dall’ingresso on stage dei Saratoga e di quel figone del loro singer Tete Novoa. La band guidata dal leggendario chitarrista Jero Ramiro da anni batte tutti i palchi della Spagna e dell’America Latina, tenendo alto il vessillo di quel contundente heavy-power manifesto dei quattro madrileni ormai da 25 anni. Tete si rivela nuovamente animale da palcoscenico e cantante incredibile, per nulla spaventato dalle altissime note che lo aspettano nelle killer song ‘Maldito Corazón’ e ‘Tras La Rejas’. C’è spazio anche per una sana dose di romanticismo con la ballatona ‘Si Amaneciera’, brano che ha messo a dura prova le lacrime delle tante fan presenti. Date un ascolto ai Saratoga, non ve ne pentirete. Parola di Loud and Proud. Arriviamo pian piano e birra dopo birra agli headliner, headliner che foooorse conoscerete, ma forse eh: i Mägo de Oz! La band spagnola più famosa nel mondo e nell’universo è sempre veicolo di ottima musica e di divertimento in sede live, e questa sera non fa ovviamente eccezione. Una setlist – ormai standard negli ultimi show dei Mägo – che pesca non poco dall’ultimo ‘Ilussia’ e dal capolavoro dei capolavori ‘Finisterra’ ci fa saltare, piangere, cantare e urlare a più non posso. D’altronde è difficile trattenersi quando dal palco ci arrivano bordate come l’eccezionale ‘Satania’, la clamorosa ‘La Danza Del Fuego’, la magistrale ‘Finisterra’ (!!!) e la sognante ‘Hoy Toca Ser Feliz’. Zeta sa sempre il fatto suo, anche se poter contare sui cori e l’appoggio vocale della bravissima Patricia Tapia è un privilegio non per tutti. L’adrenalina si taglia col coltello e con un finale da urlo si entra in trance, tra una ‘Fiesta Pagana’ e un viaggio tra i ‘Molinos De Viento’ e ‘La Costa Del Silencio’. I Mägo hanno trionfato una vez más. Ora non ci resta che aspettare che questi eclettici musicisti si chiudano in studio per dare un seguito alla loro ultima inedita fatica discografica, risalente ormai al 2014. Rimaniamo nella leggenda del metal iberico ora, con Fortu ed i suoi Obús, uno dei primi gruppi heavy nati dopo l’orribile dittatura di Francisco Franco. Heavy Metal. Punto. Se volete un sinonimo di Obús è proprio questo: Heavy Metal. Mid-tempos, spedalate a tutta velocità e ritornelli rocciosi come un macigno sono da più di tre decadi i pilastri su cui si basa la proposta musicale dei madrileni. Ascoltatevi per esempio le quadrate ‘Te Visitará La Muerte’, ‘Dinero, dinero’, la letale ‘Pesadilla Nuclear’ e la commovente ‘Complaciente O Cruel’, cantata on stage insieme ad alcuni fan pescati dal numeroso pubblico e ci direte… Il finale esplosivo dello show è affidato al classico immortale ‘Vamos Muy Bien’, con ospiti entusiasti Oscar dei Lujuria e Tete dei Saratoga. E’ fresco fresco d’uscita il loro nuovissimo ‘Quinto Elemento’ (qui recensito), album che riporta sulle scene i Tierra Santa, gruppo spagnolo tra i più apprezzati nel Vecchio Continente. Hanno appena suonato a 500 da km da Cáceres – e quando diciamo “appena” intendiamo il giorno stesso del Rockefort Festival – ma hanno fatto di tutto per essere presenti anche questa notte e far felici gli irriducibili rimasti a popolare le prime file ormai a ridosso dell’alba (eh sì). L’attesa è stata ripagata più che degnamente da una scaletta di classici, sparata senza sosta e senza inutili pause sugli inermi spettatori e su quel pazzo ragazzo con la bandiera italiana che urlava come un ossesso ad ogni canzone, eheheh… Due concerti in meno di dodici ore i Tierra Santa evidentemente se li mangiano a colazione. I nostri non mostrano infatti nessun tipo di cedimento a lesinare pezzi da novanta uno dopo l’altro come ‘Tierras De Leyenda’, ‘Sangre De Reyes’, ‘Indomable’, ‘Pegaso’ – che brano ragazzi, che brano! – e la conclusiva ‘La Canción Del Pirata’. L’ottima forma vocale di Ángel e la strepitosa intesa con l’altro chitarrista Dan hanno reso questo show un qualcosa di unico e indimenticabile, giustificando ampiamente i quasi duemila chilometri che ci siamo fatti per essere qui oggi. Le luci si spengono, resta solo il silenzio rotto dai lamenti del vento che soffia come se volesse farci capire di esserci appena svegliati da un bellissimo sogno. Aspettiamo ora la prossima edizione, a cui prenderanno parte altri grupponi come Barón Rojo, Medina Azahara, Avalanch e Saurom. Noi ovviamente saremo presenti, voi cosa aspettate a organizzare la trasferta?!

Foto di Alex Marquez

Tierra Santa
Rockefort 2017-109

Obus
Rockefort 2017-89 (1)

Mägo de Oz
Rockefort 2017-70

Saratoga
Rockefort 2017-40

Lujuria
Rockefort 2017-16

Dimenssion
Rockefort 2017-1 (1)

Martino Brambilla Pisoni

Martino Brambilla Pisoni

Amante del metal e del rock fin da bambino (cresciuto a pane e Litfiba da mio fratello), della montagna, del Milan ed ovviamente della Spagna. Nel mio piccolo alfiere del metal spagnolo in Italia, faccio la spola tra Lecco e Madrid per poter assistere ai numerosi concerti delle band iberiche che da quasi 40 anni infiammano con il loro metal dannatamente classico il suolo spagnolo.

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