Loud Albums

RIVERDOGS – ‘California’

Vivian Campbell nella sua carriera non si è mai accontentato. In fondo che importanza avrà mai l’aver sigillato i primi albums dei Dio con assoli rimasti tra i più belli dell’Heavy Metal, l’aver girato il mondo con i Whitesnake nel tour di ‘1987’ e poi formato gli Shadow King con Lou Gramm dei Foreigner. Oppure il far parte dei Def Leppard da 25 anni, assicurandosi un lavoro oggi ed una pensione domani “dorati”, o ancora l’aver donato un tocco speciale ai Thin Lizzy (versione Ricky Warwick) in un’indimenticabile tour di qualche annetto fa e, nel tempo libero rubato ad una battaglia vinta contro una brutta malattia, l’aver formato i Last In Line, così, giusto per provare da maturo cinquantenne l’effetto che fa il misurarsi di nuovo con il classic metal…Un curriculum realmente esagerato, ma nonostante tutto ciò la domanda che ogni tanto sorge spontanea al nostro dev’essere più o meno questa: “Senza i miei cari Riverdogs che gusto c’è?”. Già, perchè è dal 1990 che Vivian, con una media di circa un un disco ogni 8-9 anni, sente l’esigenza di riunirsi con i vecchi compari Rob Lamothe, Nick Brophy e Marc Danzeisen per dare sfogo al suo lato più tranquillo, musicalmente parlando. Come per il passato, anche stavolta è il singer Lamothe, o meglio la sua voce delicata paragonabile a quella di un Eric Martin con meno grinta ed estensione, l’epicentro attorno al quale si modella lo stile di questo ‘California’. Su un totale di undici brani infatti se ne contano solo tre dotati di un relativo vigore, l’iniziale ‘American Dream’, ‘Searching For A Signal’ e ‘Catalina’, mentre su tutto il resto regnano degli umori ed una calma e che potrebbero risultare indicate per accompagnare i vostri momenti di relax o di riflessione, non a caso ‘Golden Glow’, il pezzo portante del disco nonchè il più ispirato, appartiene a questa categoria. L’altro elemento a lasciare la sua impronta sui solchi di questo ‘California’ oltre a Rob Lamothe è ovviamente Campbell. I suoi assoli sono sempre molto belli, perfettamente bilanciati e pieni di personalità, e costituiscono la componente che brilla di più durante l’ascolto del platter. Il suono dei Riverdogs è, ed è sempre stato questo, prendere o lasciare: delicato e di classe, a volte più rock, a volte più bluesy, spesso introspettivo, e chi cercasse qualcosa da cantare a squarciagola o che aiuti nel sacro esercizio dell’headbanging è meglio guardi altrove. D’altra parte Vivian Campbell & co. hanno altri obiettivi musicali e se sono tornati è anche per confermare la loro coerenza stilistica.

Tracklist:
01. American Dream
02. The Revolution Starts Tonight
03. Something Inside
04. Golden Glow
05. You’re Too Rock n Roll
06. The Heart Is A Mindless Bird
07. Searching For A Signal
08. Welcome To The New Disaster
09. Ten Thousand Reasons
10. Catalina
11. I Don’t Know Anything

Line-up:
Rob Lamothe – voce
Vivian Campbell – chitarra
Nick Brophy – basso
Marc Danzeisen – batteri

Editor's Rating

Alberto 'Sentenza' Sassi

Alberto 'Sentenza' Sassi

Ho iniziato con le dipendenze metalliche da ragazzetto, all'alba dei famigerati anni '90. Eroi musicali senza tempo mi hanno protetto in quel controverso periodo, facendo sì che il cuore sia oggi saldamente irlandese, lo spirito scandinavo, e l'armatura che mi veste di puro acciaio britannico. Ufficialmente ho iniziato a scrivere qualcosa su Metal Maniac qualche anno fa, oggi spero solo di dare un piccolissimo ma passionale contributo al sostegno della scena.

Post precedente

REFLECTION - 'Bleed Babylon Bleed'

Post successivo

NERVOSA - Una data a Cassano D'Adda (Mi) a fine agosto