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RIVER BLACK – ‘River Black’

Che succede quando una delle etichette leader in campo black metal, mette sotto contratto una band composta da membri ed ex membri di band come Municipal Waste, Revocation e Burnt By The Sun? Che cosa diavolo ne esce? Un potentissimo mix di metallo modernamente estremo. Pesantissime le influenze della band nativa del singer, con quel impellenza nervosa e schizzata, quegli accordi dissonanti, quella batteria ossessiva, inquietante e inquieta. Ma perché hanno il diritto di stare su queste pagine digitali allora? Perché sotto tutto questo modernismo, c’è tanto metallo. Tanto. Riff potentissimi, ritmiche schiacciasassi, e passaggi che sfiorano il death metal. Prendete i Daath e mischiateli con i Converge, o i Divine Heresy meno tecnici con i King 810 meno “gangsta”. Tanti riff interessanti, inanellati uno dietro l’altro per un disco sicuramente vario (vedi il ritornello quasi arabeggiante di ‘Haunt’) e molto ben costruito. Si sfocia nel death con la diretta e dirompente ‘Boat’, che poi rallenta su una struttura maggiormente moderna e da gang-vocal e bandane. La provenienza musicale di Brett Bamberger è ben chiara, con il suo basso costantemente in prima linea a tracciare linee molto tecniche e ricche di groove. Ancora death metal con ‘Move’, dove sembra di sentire i Repulsion in chiave post-hardcore. La band esordisce con un disco sicuramente interessante, in grado di poter attirare attenzione su di se e sulle proprie future proposte. Niente per cui strapparsi i capelli, ma questo ‘River Black’ saprà senza dubbio traghettarci attraverso il fiume nero di una musica modernamente devastante. Metallo da guerriglia urbana.

Tracklist:
01. Jaws
02. Honor
03. Low
04. Shipwreck
05. River Black
06. South By South
07. Boat
08. Move
09. #Victim
10. Haunt
11. Sink
12. Everywhere

Line-up:
Mike Olender – voce
John Adubato – chitarra
Brett Bamberger – basso
David Witte – batteria

Editor's Rating

Alberto Biffi

Alberto Biffi

Alla tenera età di 11 anni fui folgorato sulla via di Damasco da una voce divina e soprannaturale (Bruce Dickinson), che mi guidò sulla retta via del Signore (R.J. Dio). Da allora ho vagato nel mondo metal cercando la mia giusta collocazione; dapprima come groupie (ma dovetti rinunciare presto, troppo brutto e peloso), poi come musicista coinvolto in innumerevoli progetti nell'area rock lombarda ed infine come umile scribacchino digital-musicale. Già redattore per Truemetal.it, Italiadimetallo.it, Metalitalia.com, Suonidistortimagazine.it ed altre innumerevoli realtà minori ma sempre e comunque professionali ed appassionanti, mi accingo ad iniziare questa nuova entusiasmate avventura con loudandproud.it.

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