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RHAPSODY OF FIRE – ‘Legendary Years’

Premetto che per me Fabio Lione resterà per sempre la voce dei Rhapsody Of Fire, indipendentemente dalle potenzialità e dall’enorme qualità di chi ha preso il suo posto. Oggi il Fabio Nazionale non è più dietro al microfono, ma la band è stata capace di guardare avanti, così come devono fare i fan, e ha saputo trovare il cantante che in futuro permetterà al gruppo triestino di ottenere grandi soddisfazioni e nel presente esce vincente da questa prima sfida con la musica. Ricordiamo a chi vive sulla luna che ‘Legendary Years’ non è un album di inediti, ma un ‘Best Of’ con brani scelti dai primi cinque album della discografia dei Rhapsody, completamente riregistrati dalla attuale line-up. Come premesso c’era grande curiosità per vedere come si sarebbe districato Giacomo Voli tra le complesse partiture, tra i voli barocchi e le rabbiose accelerazioni delle varie ‘Land Of Immortals’, ‘Emerald Sword’ o ‘Holy Thunderforce’ e la risposta è senza ombra di dubbio positiva! Giacomo interpreta i brani con grande rispetto nei confronti del passato, ma riesce allo stesso tempo a inserire dei passaggi molto personali che lasciano intuire le grandi potenzialità da sfruttare con nuovi brani scritti per le corde del giovane cantante Mantovano. La selezione dei brani è semplicemente perfetta e riesce nell’intento di riesumare un brano come ‘Flames Of Revenge’ che è stato folle tralasciare dalle scalette delle esibizioni dal vivo degli ultimi anni. Non si possono muovere critiche particolari alla produzione delle versioni originali, ma ‘Legendary Years’ è figlio dei tempi moderni per cui il sound è indubbiamente più dettagliato e metallico. L’aspetto su cui è stata posta una grande attenzione riguarda i cori che sono molto più presenti e potenti rispetto alle versioni originali e contribuiscono a rendere più maestoso l’incedere delle canzoni. La scelta di non stravolgere le versioni originali ci trova in assoluto accordo perché non avrebbe avuto alcun senso voler riscrivere il passato che va omaggiato e non certo negato o rottamato. Un modo come un altro per presentare la nuova line-up ai fan in attesa del nuovo album sul quale i Rhapsody Of Fire sono già al lavoro da un po’ di tempo.

Tracklist:
01. Dawn Of Victory
02. Knightrider Of Doom
03. Flames Of Revenge
04. Beyond The Gates Of Infinity
05. Land Of Immortals
06. Emerald Sword
07. Legendary Tales
08. Dargor, Shadowlord Of The Black Mountain
09. When Demons Awake
10. Wings Of Destiny
11. Riding The Winds Of Eternity
12. The Dark Tower Of Abyss
13. Holy Thunderforce
14. Rain Of A Thousand Flames

Line-up:
Giacomo Voli – voce
Alex Staropoli – tastiere
Roby De Micheli – chitarra
Alessandro Sala – basso
Manu Lotter – batteria

Editor's Rating

Roman Owar

Roman Owar

La folgorazione, non proprio spontanea, ebbe luogo sui campi di basket dei Ricreatori di Trieste negli anni ’80, quando chi non ascoltava Priest, Maiden e Saxon era automaticamente fuori dal gruppo. Negli anni tante cose sono cambiate, ma non l’amore per il metal tradizionale che mi ha spinto ad avvicinarmi alla carta stampata nel nuovo millennio, prima sulle colonne di Flash e successivamente su Metal Maniac. Credo fortemente nell’ispirazione divina di Kai Hansen e Michael Kiske, non ho mai avuto demoni al di fuori di King Diamond e mi permetto un’unica divagazione dalla “via classica” ovvero il progressive metal. Non capisco perché chi mi conosce sostiene che io non sia obiettivo a proposito dei Kamelot.

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