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REVERENCE – ‘Foreverence’

Nel 2015, ‘Gods Of War’ aveva positivamente colpito molti amanti del metal più tradizionalmente underground. A ragione, perché il secondo disco dei Reverence era un ottimo esempio di classico power metal di scuola US, nobilitato dalla presenza al microfono di Todd Michael Hall, componente della band di Detroit fin dal lontano 2010. I tre anni che sono passati da quel disco hanno portato una piccola rivoluzione in casa Reverence, con l’uscita amichevole del cantante, concentrato sui Riot V, e soprattutto la tragica scomparsa dello storico chitarrista Pete Rossi. Proprio come tributo al compagno, i Reverence pubblicano questo EP, che presenta una manciata di nuovi pezzi e un paio di tracce dal vivo, tratte da un album vero e proprio che uscirà nel corso di questo 2018. Alla voce, un nuovo ingresso di peso nella persona di Scott Oliva, già vocalist di Inner Strength e Wind Wraith. La ricetta di fondo non cambia, i quattro brani inediti ci danno la stessa ottima impressione di allora, a cominciare dalla grintosa ‘Fire Lord’. ‘Phoenix Rising’ e ‘New Order’ si contendono il titolo di highlight del disco, più melodica e coinvolgente la prima, più quadrata e graffiante la seconda – Scott Oliva usa toni più sporchi rispetto a Todd Michael Hall ma fa un’ottima figura, il guitarwork è eccellente, soprattutto in fase solista e armonica. ‘Last Flight’ è un guitar solo opera di Pete Rossi, ‘Sleep’ una delicata ballad immagino dedicata allo stesso chitarrista. Due brani dal vivo arrotondano questo EP firmato Reverence, disco assolutamente gradevole che rinfresca la memoria su una band che si conferma degna di attenzione.

Tracklist:
01. Foreverence
02. Fire Lord
03. Phoenix Rising
04. New Order
05. Last Flight
06. Sleep
07. When Darkness Calls (Live)
08. The Price You Pay (Live)

Line-up:
Scott Oliva – voce
Bryan Holland – chitarra
Paul Kleff – chitarra
Russ Pzutto – basso
Steve ‘Dr. Killdrums’ Wacholz – batteria
Tony Rossi – batteria (live)

Editor's Rating

Sandro Buti

Sandro Buti

Scrivo di heavy metal dai lontani e gloriosi anni Ottanta. Prima su fanzine più o meno amatoriali, poi dalla metà degli anni Novanta su magazine come Flash, Metal Hammer e Metal Maniac. Sono da sempre un cultore della scena underground, perché è ricca e perché è da lì che tutti arriviamo...

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